“Era da settimane che aspettavo. I miei compagni mi facevano: ‘Muoviti, che appena raggiungi il traguardo ci porti tutti a cena fuori”. Giulio Lumachi lo ha raggiunto eccome: 100 gol con la maglia della Sancascianese: “A dir la verità però la cena offerta me la meriterei io…”.
In effetti è una cifra rarissima per il nostro calcio, soprattutto perché centrata con una maglia soltanto.
“Provo tanta felicità e soddisfazione: gli anni sono volati, che bello riuscire ancora a fare la differenza”.
Sei tornato in gialloverde nel 2018 dopo 8 anni. Cosa ti lega a questa società?
“Pensavo e speravo ciò che in parte è successo. La società voleva far riavvicinare il paese alla squadra, il momento era duro: la Sanca veniva da un playout di Seconda Categoria. Io sono di San Casciano come due terzi dell’attuale squadra, direi che il progetto gialloverde in otto anni è stato pienamente concretizzato”.
Hai cominciato dalla Seconda, nel 2018. Qualcuno sognava la Promozione?
“Questo era, un sogno. Incredibile pensare che sia diventato realtà, un’emozione dietro l’altra”.
Un gol dietro l’altro, soprattutto. Qual è stato il più esaltante di questi 100?
“Per forza quello in finale di Coppa di Prima, l’anno scorso col Selvatelle. Era il 120′, è valso il trofeo. Inevitabilmente quello. Ma ogni gol mi ha lasciato qualcosa, anche quelli più insospettabili”.
Tipo?
“Ricordo un ottavo di finale in Coppa di Seconda: eravamo partiti con l’ambizione di salire, il campionato non stava andando bene. Segnai due gol in Casentino, di cui il secondo al 122′. Clamoroso, quello. Devo dire che con la Coppa ho sempre avuto un bel rapporto”.
Ora si va per i 200, quindi.
“Calma, intanto vediamo di arrivare in doppia cifra anche quest’anno…”.
Ma il legame con la maglia gialloverde ti spinge a vederti con la Sanca ancora a lungo, no?
“Finché mi sento di poter dare qualcosa in più e mi sento apprezzato, assolutamente sì. Ora però pensiamo a salvarci”.
A proposito, oggi siete in Promozione. Dopo un inizio complicato, siete usciti dalle zone paludose di classifica.
“Abbiamo pagato un periodo di adattamento alla categoria, lasciando punti contro squadre che comunque sono attualmente nella parte medio-alta di classifica. Ci era mancata consapevolezza e convinzione di poter far risultato oltre alla prestazione: siamo stati ripescati a inizio agosto, avevamo bisogno di tempo. Anche sul lato arbitraggio: la terna richiede adattamento, in Promozione si lascia maggiormente correre. Ma ora ci siamo compattati. E dobbiamo giocare leggeri, ricordando che il campionato è lungo”.
Siamo vicini al giro di boa. Che voto daresti alla prima metà di stagione dei gialloverdi?
“Domanda tosta, ma azzardo un sei e mezzo. Se due mesi fa ci avessero detto che saremmo arrivati a 17 punti prima di Natale, non ce lo saremmo aspettati. E possiamo fare di meglio”.
Quali sono i margini di miglioramento dell’ambiente Sancascianese?
“A livello calcistico serve trovare stabilità in categoria, aspetto mai banale. Dobbiamo continuare con questa filosofia, quella della valorizzazione periodica dei ragazzi della Juniores. La società sta facendo il massimo col volontariato: non è facilissimo trovare risorse, l’obiettivo loro sarà arrivare ad avere ancora più aiuto dal paese”.
Com’è il livello della Promozione?
“Tutte le squadre dalla prima all’ultima hanno almeno tre giocatori in grado di fare la differenza. Non mi aspettavo un girone così fisico, ma è davvero stimolante e bello. Il Ponsacco rimarrà in testa fino alla fine: li abbiamo visti sia in campionato che in Coppa, sono una bella squadra. Poi però vedo enorme equilibrio, e questo penso che alzerà la quota salvezza: tutti possono vincere con tutti”.
Il gol ideale per te qual è?
“Direi un tiro da fuori area. Mi dà più soddisfazione”.
Che tipo di attaccante ti definisci?
“Più una seconda punta che un accentratore d’area. Ma so adattarmi”.
Al volo: un gol al 90′ col Cerbaia o una salvezza tranquilla per la Sanca?
“Sempre il traguardo di squadra, prima. Anche perché quest’anno contro il Cerbaia ho già segnato. In Coppa, ovviamente”.



