A Fiesole si festeggia, l’allenamento può attendere. La Promozione, del resto, è fresco ricordo di un dolcissimo sabato Pasquale. E allora il minimo è farsi un match a calcio-tennis, rimandando il lavoro atletico ad altra data, come racconta il portiere biancoverde Matteo Mariotti: “Il primo giorno dopo la vittoria del campionato non poteva andare diversamente: la gioia era troppa. E dopo cena siamo rimasti tutti in campo a guardarci la Champions League”. Via ai festeggiamenti ripercorrendo un campionato stravinto eppure iniziato con tre clamorose sconfitte: “La prima ci ha sorpreso, la seconda è maturata su un autogol, la terza ci ha fatto girare le scatole: la ruota doveva girare per forza. Sono stati bravi il capitano Martongelli e il manager Calamai, nostro ex compagno, a non farci mai perdere la serenità”. Da lì una striscia splendida di 21 risultati utili di fila, e il Fiesole non si è fermato più: “Servono amalgama e mezzi tecnici per vincere un campionato. Qualsiasi giocatore scendesse in campo dava il cento per cento e comunque si faceva valere: penso a Graziani, che fra l’altro è un ragazzo di Fiesole e quindi la sentiva tanto. Hanno inciso tanto i cambi, e per il mister quindi è stato tutto più semplice. Abbiamo temuto l’Incisa, squadra forte tecnicamente, ma chi non ha mai smesso di inseguirci alla fine è stata la Settignanese: robustissima”.
Mariotti è uno dei volti più importanti della splendida vittoria fiesolana nel Girone E di Prima Categoria. Forse il portiere più forte del campionato: “Mi fa piacere che si dica così, io ho solo cercato di portare più punti possibili alla causa biancoverde e credo di esserci riuscito come ogni buon numero uno dovrebbe fare”. E non è stato tutto rose e fiori, anche a livello personale: “Venivo dall’infortunio dello scorso anno, sono rientrato a settembre e dovevo ricarburare. Piano piano ho ritrovato la forma ideale“. Se gli si chiede la parata più importante, ne sceglie due: “Le più pesanti contro Galluzzo e Incisa, due riflessi che hanno tenuto la squadra a galla. Se parliamo di livello stilistico invece ne scelgo una col Vaggio Piandisco: ma è passata un po’ inosservata”. Visibilissimo invece l’entusiasmo della piazza fiesolana che ora sogna di far bene anche in Promozione: “Il direttore Silei sta riavvicinando la gente alla squadra, i tifosi ci sono e non hanno mai smesso di seguirci e trasmetterci serenità. Fiesole ha un gran progetto“.

Alla festa ha preso parte ovviamente anche il tecnico, Massimiliano Zuzzi: “Ma non ci aspettavamo che arrivasse la matematica sabato scorso: forse la Settignanese ha mollato a livello psicologico dopo averci visti vincere in rimonta nel finale col San Clemente… So che alcuni di loro erano in tribuna, si sono forse resi conto di non poterci prendere più”. Dopo il lungo inseguimento della passata annata, la Promozione è realtà: “E rispetto allo scorso anno, la differenza l’ha fatta la rosa più lunga: con la società ci eravamo mossi proprio per trovare innesti di qualità, e non abbiamo sbagliato un colpo”. Zuzzi è rimasto stregato dalle parate di Mariotti e dai gol del capocannoniere Gigli ed è difficile dargli torto, ma non solo: “Secondo me il campionato si è vinto a centrocampo. Abbiamo finalmente potuto beneficiare di Mucilli, un equilibratore vero insieme a Scala. Graziani poteva andar via a gennaio, invece ci siamo parlati e sono rimasto contento del suo attaccamento alla causa: e poi Mockles, Scudocrociato, Dallera, Anzalone, Ricceri. Qualità e gol: abbiamo mandato a segno praticamente tutta la squadra, significa che siamo la rosa più completa del girone”.
Il mister non ha mai smesso di godere della fiducia dei ragazzi: “Con la squadra il feeling non è mai venuto meno neppure dopo le prime tre sconfitte. La questione lì era solo psicologica. C’era talmente tanta stima che erano loro a chiedermi di provare maggiormente gli schermi su corner durante la settimana: e i frutti sono arrivati, visti i tantissimi gol da palla inattiva messi a segno. Solo nell’ambiente c’erano degli scettici: qualcuno non credeva potessimo ripetere l’exploit dello scorso anno. Ma noi volevamo fare di più: vincere, stavolta”. E allora ecco servita la svolta: “Col Belmonte, chiaramente. Quella vittoria ci ha indirizzato verso la totale tranquillità: e il gol di Meini su corner proprio contro di loro è per me l’inizio della nostra stagione, l’istantanea che conservo più volentieri nel cuore. Da lì sono usciti i nostri veri valori, come abbiamo dimostrato anche col Bibbiena, nello scontro diretto, vincendo in dieci contro undici”.

Parla infine il capitano, Francesco Martongelli: “Una soddisfazione straordinaria: ci eravamo andati vicinissimi lo scorso anno e finalmente abbiamo centrato il traguardo. Sapevamo bene di non essere quelli delle tre sconfitte nelle prime tre gare e lo abbiamo dimostrato. La svolta? Contro il Bibbiena nello scontro diretto. Ma non dimentico la prima di ritorno, a Pergine Valdarno: loro una buona squadra vogliosa di playoff, noi incerottati con enormi assenze e con attaccanti costretti a fare i difensori. Dopo aver sofferto tutta la gara alla fine abbiamo vinto negli ultimi minuti: mentalità”. Il capitano lascia anche un aneddoto sul gruppo biancoverde: “Abbiamo perso la Promozione all’ultimo tuffo, lo scorso anno. Potevamo essere delusi, arrabbiati, nervosi. Noi abbiamo invece deciso di festeggiare la fine del campionato andando tutti al mare, insieme, per due giorni. Il gruppo si è cementato ancora: e a Mariotti, Fantechi e Gigli ho detto di convincere tutti i ragazzi a rimanere, perché potevamo toglierci una grossa soddisfazione”.
Ora una Promozione da favola, ma Martongelli annuncia: “All’ultima giornata di campionato, fra dieci giorni, giocherò la mia ultima partita. Poi appenderò gli scarpini al chiodo: sono appena diventato padre ed è il momento di chiudere col calcio. Mi dispiace non poter affrontare le mie ex squadre Grassina e Antella l’anno prossimo, ma sento che sia la cosa giusta e non mi allontanerò dal Fiesole: se ai ragazzi servirà qualcuno che porti le borracce, che dia un sorriso o motivazione negli allenamenti, mi metterò volentieri a disposizione. Tutto, pur di sentire ancora l’odore dello spogliatoio e del campo. E non dite in giro che a Fiesole è finito un ciclo: verrà su una squadra prontissima per la Promozione”.




