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I sogni della Dinamo Florentia: “Partiti con una cena fra amici, ora vogliamo la Promozione”

Le ambizioni della Dinamo Florentia si intuiscono già dal motto societario: “Disposti a salir le stelle”. Senza presunzione, ma con una consapevolezza enorme di aver creato un progetto vincente. Anzi, al momento perfetto: due stagioni fra i Dilettanti, due vittorie del campionato. E così la società dell’ovest di Firenze si è trovata in Prima Categoria in un batter d’occhio, ma non ha alcuna intenzione di fare da comparsa. Ci spiega tutto Fabio Barbato, che fino a due mesi fa era giocatore-dirigente e dalla prossima stagione sarà invece “soltanto” direttore generale. Ex centrocampista dai trascorsi importanti, Barbato è uno degli uomini-immagine di una realtà calcistica destinata a far incuriosire per tutto l’anno prossimo gli appassionati del dilettantismo fiorentino: “E pensare che siamo nati con una cena fra amici…”

Raccontaci, Fabio.

“Dopo il Covid avevamo deciso di riunirci con una decina di amici ed ex compagni per tornare a giocare a calcio strutturandoci in qualcosa di più organizzato rispetto alle partitelle del giovedì. Da una cena fra soci abbiamo poi deciso di creare questa squadra amatoriale. Ricordo l’entusiasmo iniziale. Ci convincemmo subito tutti: partiamo dagli Amatori, poi si vedrà. E il seguito non è mancato: il Covid aveva tolto molta socialità, ci siamo accorti che c’era enorme richiesta. Alla prima estate sono arrivate 70 domande di ragazzi desiderosi di giocare: e non mancavano gli stranieri, come argentini, peruviani, messicani”.

E poi?

“E poi il campionato amatoriale non è andato male. Anzi, ci abbiamo preso gusto: in diversi di noi hanno ritrovato i vecchi stimoli che credevamo sepolti dopo il lungo letargo del Covid. E invece no, c’era enorme voglia di rimetterci tutti in gioco: allora ci siamo iscritti alla Terza Categoria”.

Vincendola subito.

“Una cavalcata, qualcosa di indimenticabile. Ma non c’era niente di casuale: abbiamo affrontato quel campionato, così come i successivi, col massimo della professionalità. Soprattutto per quanto riguarda lo staff: allenatori, massaggiatori e preparatori atletici. Abbiamo anche acquistato giocatori di categoria superiore come De Gori e Silvestri, gente che conosce a menadito Serie D ed Eccellenza. E che quindi in categorie più basse ha dato spettacolo”.

La società pare molto solida.

“Ci sono molte risorse soprattutto da parte del presidente, l’ingegnere Giovanni Lombardi, e non mancano gli sponsor. Siamo fortissimi a livello social, non mancano i followers e le attività innovative: è inevitabile che si attiri così l’attenzione degli appassionati di calcio. Siccome diamo molta visibilità ai nostri sponsor attraverso investimenti importanti a livello di comunicazione, in diverse aziende hanno già chiesto di poter esporre il loro marchio attraverso la nostra attività calcistica”.

Una struttura perfetta per poter dare spettacolo anche in Prima.

“E siamo certi di poter far bene”.

Quanto bene?

“L’obiettivo minimo sono i playoff”.

Da neopromossi?

“Sì, come accaduto l’anno scorso. Non eravamo noi i favoriti. Aspettavano tutti il Legnaia, che in effetti è stato al primo posto per più tempo di noi. Ma la loro prima sconfitta è arrivata all’ultima giornata di andata, in casa nostra: lì abbiamo capito che potevamo davvero fare qualcosa di grande. E nel girone di ritorno abbiamo portato a casa uno scontro diretto delicatissimo come quello contro la Florence: l’ultimo ostacolo di una rincorsa spettacolare, se è vero che abbiamo vinto persino con una giornata di anticipo”.

Fabio Barbato, direttore generale della Dinamo Florentia

Cosa serve per fare bene anche in Prima?

“Una rosa profonda. Ci sono state una decina di conferme, fra cui De Gori, Silvestri, Colaianni, Ciabani, Pestelli, Burgnich e Ambrosino oltre a Bassi. Poi abbiamo aggiunto una punta dinamica come Matteo Marrani, centravanti lo scorso anno in forza alla Settignanese su cui puntiamo moltissimo. Sono arrivati anche Manetti dall’Isolotto, Cossari centrocampista ex Lastrigiana, il portiere Tommaso Giannini. E’ arrivato dalla Lastrigiana il difensore centrale Borgioli, poi Verdi dalla Settignanese, anche lui difensore. Abbiamo tesserato poi dall’Umbria Gherman, lo scorso anno in Promozione. Infine Matteo Mazzoli, ex Firenze Ovest, Jari Fusi dall’Impruneta, l’attaccante Filippo Coli ex Lanciotto e Calenzano e l’ex Firenze Ovest Toccaceli. Promossi poi dalla Juniores Piccini e Poggianti”.

Chi vi sembra più attrezzato per far bene, nel girone fiorentino in cui probabilmente capiterete?

“Ci sono squadre storiche come Sporting Arno, Galluzzo e Porta Romana. Noi come l’anno scorso saremo debuttanti in categoria: dovremo lavorare duro molto più degli altri. Come tutti gli anni, ne vince una sola: finora abbiamo sempre vinto noi, speriamo che questa tradizione continui…”.

Quali sono i vostri punti di riferimento?

“Lo staff, ribadisco. Gente professionale e seria, che sa come si lavora. Il tecnico è Francesco Sammarco, confermato. Il suo secondo è Bibbiani. Fabio Casci è il preparatore dei portieri, mentre Iuri Pozzi è direttore sportivo. Nessuno di loro è inesperto: abbiamo enorme fiducia in questo gruppo”.

Negli acquisti che avete fatto si legge grande sinergia con il Firenze Ovest.

“Sì, e giocheremo fra l’altro proprio nell’impianto di loro proprietà. Non solo: è nata infatti la realtà della Dinamo Firenze Ovest, un nuovo nome per scuola calcio e settore giovanile dal momento che loro ci hanno messo a capo del vivaio. Un mix interessante fra il loro blasone e la nostra capacità di fare calcio. Le prime squadre e gli Juniores, invece, rimarranno, separate”.

Sognate di giocare il derby l’anno prossimo?

“Sì, non ci dispiacerebbe… Sarebbe bello poterlo giocare nella categoria superiore: o magari ancora più su, ma ci vorrà qualche anno in più…”.

Poi c’è la tua esperienza, quella di ex calciatore di ottimo livello.

“Ho giocato fra Quarrata e Pistoiese, prima di fermarmi per il Covid. Ero ripartito solo per divertimento, poi questa estate ho deciso di lasciare dopo aver fatto il calciatore-dirigente”.

Quale dei due ruoli è più facile?

“Quello di calciatore, senza dubbio. Ti alleni, giochi e non hai ulteriori pensieri. Da direttore generale è tutta un’altra cosa”.

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