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Valter Bonechi, 41 anni di servizio alle Poste e l’imminente pensione…da festeggiare con tutta Panzano!

Articolo a cura di Gilda Pulaj

Valter Bonechi ha dedicato 41 anni della sua vita lavorativa a Poste Italiane, con un’esperienza di circa 20 anni presso l’ufficio postale di Panzano in Chianti. La sua carriera è stata segnata da sacrifici, cooperazione e una continua voglia di mettersi alla prova. Nel corso degli anni, Valter è stato calorosamente accolto dalla comunità panzanese, con la quale ha stretto un forte rapporto di fiducia e armonia. Il 29 giugno segnerà per lui una data importante e l’entrata ufficiale in pensione, dopo una lunga carriera allo sportello del paese grevigiano.  In prossimità del suo ultimo giorno di lavoro, abbiamo avuto il piacere di intervistarlo per riflettere sui suoi anni di servizio e sui momenti più significativi della sua carriera.

Come ti senti all’idea di dover lasciare il tuo lavoro dopo tanti anni?

“Al momento sono molto confuso perché non ho ancora realizzato completamente di dover abbandonare questa lunga esperienza lavorativa. Sicuramente sarà un grande cambiamento nella mia vita, non tanto perché lascerò l’azienda nella quale ho lavorato con piacere per tutti questi anni, ma soprattutto per il dispiacere di dover salutare la clientela di Panzano alla quale mi sono profondamente affezionato. Ritengo di aver svolto un buon servizio e sono grato alla comunità per il riconoscimento e la solidarietà dimostrata. Mi mancherà molto il rapporto umano che ho avuto il privilegio di coltivare qui”.

Hai qualche ricordo del tuo primo giorno di lavoro? Quali sono state le emozioni di allora…oltre 40 anni fa?  

“Il mio primo giorno di lavoro è stato abbastanza normale perché provenivo dalle Poste di Greve, dove avevo lavorato per circa un anno come addetto all’ufficio postale. Prima di allora, ero stato impiegato nella direzione commerciale, un settore con maggiori opportunità di carriera ma anche con un lavoro più impegnativo, soprattutto per quanto riguarda gli orari. Quando si presentò l’occasione di trasferirmi a Panzano, accettai e quel primo giorno risultò piuttosto tranquillo, essendo un ruolo che avevo già ricoperto in precedenza. Mi sentivo già a mio agio con responsabilità e compiti del nuovo lavoro”.

Come è cambiato il ruolo delle poste negli ultimi decenni?

“Si è trasformato in maniera radicale negli ultimi decenni. Quando ho iniziato a lavorare negli uffici postali, ci occupavamo principalmente di bollettini, pacchi e raccomandate. Poi, l’azienda è cresciuta enormemente, diventando una banca, un’azienda di gestione di telefonia mobile e un’impresa di assicurazione. Oggi, copriamo a 360 gradi i bisogni della gente. Questa azienda è una delle più grandi a livello nazionale, una delle più importanti, che offre servizi fondamentali ai cittadini. Specialmente in un paese come Panzano, l’ufficio postale è essenziale, poiché ci si può rivolgere a noi per qualsiasi necessità”.

Quali sono stati i momenti più memorabili della tua carriera lavorativa? Ricordi qualche aneddoto particolare sulla clientela?

“Durante questi anni ho vissuto diversi aneddoti interessanti che mi hanno lasciato il segno. Alcuni di questi sono stati negativi, come una rapina che ho subito e che mi ha profondamente sconvolto. Tuttavia, ho anche tantissimi ricordi positivi che mi fanno sorridere. Ad esempio, mi ha sempre dato grande soddisfazione poter aiutare le persone anziane con le loro pratiche postali. Un altro aspetto curioso del mio lavoro è stato quando mi sono ritrovato a dare consigli a persone in crisi di coppia o con problemi familiari. Questi episodi mi hanno fatto comprendere quanto fossi un punto di riferimento importante: i momenti di confidenza e supporto reciproco sono stati, in fondo, tra i più significativi del mio percorso”.

C’è stato un momento in cui hai affrontato particolari difficoltà nello svolgere la tua attività lavorativa? Come hai gestito la situazione e quali insegnamenti ne hai tratto?

“Il periodo della pandemia è stato veramente tosto per me. Si può dire che ero già in parte pronto, perché sapevo che sarebbe stato un periodo di scontri continui, soprattutto con coloro che non si erano vaccinati e che quindi non potevo far entrare in ufficio, dovendo rispettare le regole. Sono stato più volte costretto a interrompere il servizio e chiamare i carabinieri. Avere i clienti dall’altra parte dello sportello, che mi urlavano contro e mi minacciavano, è stato molto difficile. Come dipendente, dovevo mantenere il controllo e dare sempre risposte pacate, perché il lavoro richiede di rispettare sempre la clientela. Un periodo che mi ha messo a dura prova ma mi ha anche forgiato più di quanto lo fossi già, ed è per questo che non lo dimenticherò: è stato impegnativo ma anche gratificante”.

Quali sono quindi, le competenze e le qualità che ritieni siano fondamentali per svolgere questo lavoro?

“Non ci sono delle qualità particolari, ma consiglierei di avere tanta empatia e di riuscire a instaurare un dialogo corretto e costruttivo. Il rapporto con il cliente, soprattutto se agitato, nervoso o in cerca di scontro, non deve mai diventare conflittuale. Rispondere con un sorriso e spiegare con calma le proprie ragioni è fondamentale. Solo in questo modo si può smussare la violenza che a volte il cliente può manifestare. La chiave è mantenere sempre la calma e cercare di comprendere il punto di vista del cliente, anche nelle situazioni più difficili”.

Qual’ è stato l’aspetto più gratificante del tuo lavoro? Cosa ti mancherà di più?

“Uno degli aspetti più gratificanti del mio lavoro è stato il rapporto con le persone, in particolare con gli anziani. Aiutarli e assisterli nelle loro necessità quotidiane è stato estremamente appagante, e vedere l’impatto positivo del mio supporto nelle loro vite è stato molto significativo per me. Questo è senza dubbio uno degli aspetti che mi mancherà di più. Inoltre, so che sentirò la mancanza di avere un punto di riferimento, specialmente all’inizio del mio nuovo percorso. Il momento in cui dovrò consegnare definitivamente le chiavi dell’ufficio, sarà sicuramente emozionante e pieno di ricordi. Guardando indietro, mi sento soddisfatto del mio percorso lavorativo. Dal 1983 ho avuto l’opportunità di lavorare per questa azienda e non potrei essere più contento della mia esperienza e del mio contributo”.

Quali sono i tuoi piani per il futuro?

“Vorrei aiutare mio figlio nella sua nuova attività lavorativa e poi, dopo l’estate, potrebbe esserci una prospettiva di collaborazione con Dario Cecchini, un mio amico da tutta la vita. Inoltre, vorrei ricominciare a leggere, che è sempre stata una mia grande passione, andare in moto e godermi appieno la mia famiglia, facendo anche dei viaggi.”

Prima di andare in pensione, c’è qualche ringraziamento speciale che vorresti rivolgere alla comunità di Panzano?

“Ringrazio tutti i miei clienti che mi hanno voluto bene e che sono sempre stati affezionati a me. Un ringraziamento particolare va alle persone anziane, che sono state la mia più grande fonte di stimolo per svolgere bene la mia professione. La loro fiducia e il loro affetto hanno reso questi anni davvero speciali per me”.

 

In occasione del suo ultimo giorno di lavoro in programma per il 29 giugno, Valter Bonechi organizzerà un piccolo rinfresco per festeggiare il suo pensionamento. L’evento si terrà presso la macelleria di Dario Cecchini, dalle ore 17 alle ore 19. Tutti coloro che desiderano venire a salutarlo sono calorosamente invitati a partecipare.

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