Notizie in Tempo Reale dal Territorio

Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors
Generic selectors
Exact matches only
Search in title
Search in content
Post Type Selectors

Ghelli, 127 gol, va in Terza: “Ma a Barberino i rigori playoff li ho visti dalla panca…”

“Che voto do alla mia stagione appena conclusa? In tanti mi hanno fatto i complimenti per i 23 gol e il titolo di capocannoniere. Ma non ho vinto nulla. Quindi posso solo dare un 7 come il numero che ho sulle spalle”. La chiacchierata con Davide Ghelli, miglior marcatore dell’ultimo campionato di Prima Categoria, inizia così: il 2024-25 è stato, in un certo senso, un “vorrei ma non posso”. Sono arrivati tanti gol, ma non il sorriso a fine anno. E il motivo, secondo Ghelli, non risiede solo nella sconfitta del suo Barberino Tavarnelle dopo la finale playoff contro lo Jolo…

Davide, torniamo indietro. Non credi di aver dato un voto bassino alla stagione?

“No, assolutamente. Inutile andar fiero di 23 gol se poi al momento di giocare le partite decisive dell’annata il tuo allenatore non ti permette di scendere in campo…”.

Cos’è successo con mister Maurizio Temperini?

“Non aveva molta simpatia per me. I playoff non li ho giocati, sostanzialmente: l’allenatore mi aveva messo fuori squadra già a dicembre, col Piandisco. Io andai a chiedere spiegazioni perché avevo segnato 11 gol in 11 partite, e lui mi disse che non mi doveva spiegare nulla. Già in quel momento si era incrinato qualcosa. Mi escluse persino nello scontro diretto col Reggello. Alla vigilia dei playoff io avevo già detto alla società che non mi sembrava avesse molto senso tener fuori il capocannoniere. Forse lui mi ha visto come un rivale, qualcuno che volesse remargli contro, invadergli il territorio. Ma io ero a Barberino solamente per segnare e dare una mano alla squadra a vincere”.

Cosa che non è avvenuta, considerando la sconfitta in finale con lo Jolo.

“Anche lì ne sono successe di tutti i colori…”.

Prego.

“Ovviamente ero in panchina. Pensavo di fare il mio ingresso nei supplementari, e lui a bordo campo mi ha detto che non mi meritavo di entrare, minacciandomi persino di mettermi le mani addosso se fossi rimasto vicino all’area tecnica. Da lì ha cominciato a offendermi pesantemente. Ho osservato i rigori dalla panchina. Qualsiasi altro attaccante, soprattutto di una certa esperienza, di fronte a offese così pesanti, gli sarebbe probabilmente saltato addosso”.

Però perché poi non sei rimasto a Barberino, pur sapendo che la guida tecnica sarebbe cambiata?

“Perché sono stato fatto passare non come vittima, ma come carnefice. Il tutto solo perché dopo la partita dei playoff contro l’Incisa non ho esultato insieme alla squadra, andando dritto negli spogliatoi perché per l’ennesima volta avevo giocato poco o nulla. Io avevo già spiegato a tutti che non ero venuto a Barberino solo per prendere il rimborso, ma per segnare e vincere”.

E quindi hai cambiato aria. Ti hanno cercato in tanti, immaginiamo.

“Moltissimi, da Siena al Valdarno”.

Però hai scelto il San Vincenzo a Torri, in Terza Categoria. Perché?

Per me hanno trovato un rimborso importante, lo ammetto. Negli ultimi due anni e mezzo ho segnato 59 gol fra Seconda e Prima Categoria. Numeri così non ce li hanno in tanti: non sono io ad ammettere di essere il più forte, lo dicono i numeri. Mi hanno chiamato da Siena, dal Mugello e dall’aretino, però quando parlavamo di rimborso si trattava di cifre abbastanza basse. Il San Vincenzo a Torri ha un progetto ambizioso e un allenatore che conosco già molto bene: Leonardo Lari, ragazzo d’oro con cui ho vinto un campionato a Cerbaia. Non ho voglia di fare le giratine per la Toscana, gioco a calcio per sentirmi bene e divertirmi insieme ai compagni”.

Hai segnato 23 reti col Barberino, 18 l’anno prima col Calenzano. Un totale di 127 gol in campionato comprendendo anche le passate esperienze. Non sei un po’ sprecato in Terza?

“Suppongo che ogni sabato avrò da dimostrare parecchio, perché avrò un po’ di riflettori addosso. La squadra vuole vincere, sono convinto di poter dare una possibilità in più”.

Non senti la mancanza di una categoria superiore?

“Sì, la sento eccome. Se mi preparassi bene potrei reggere anche in Eccellenza, mentre in Promozione sono convinto di poter fare bene come in Prima col Barberino. Mi ha cercato il Firenze Ovest, la loro offerta mi aveva tentato ma non mi ha persuaso del tutto”.

Torniamo indietro un attimo di più. Il gol più bello della stagione?

“Quello da centrocampo col Piandisco. Lo volevo fare, un minuto prima avevo anticipato Bellosi e mi ero detto che al primo pallone avrei tirato in porta, perché il portiere mi sembrava sempre fuori. E’ andata bene”.

A quali attaccanti ti ispiri?

“Ho giocato con tanti bomber davvero forti: Toccafondi, Fabbri, Montagni, Di Tommaso. Qualcuno di loro era a fine carriera, ma ho cercato di rubare con gli occhi qualcosa da tutti. Non ne citerò uno in particolare. Fra i professionisti dico Cristiano Ronaldo, per me è un’ossessione: per migliorare bisogna sempre aspettarsi di più, per cui se segno un gol ma ne sbaglio un altro penso sempre di dovermi perfezionare. Fin dall’oratorio replicavo le sue giocate allo United, ne ero malato. Oggigiorno guardo volentieri anche Kean, ha fatto una bella annata alla Fiorentina, e nei movimenti mi rivedo in Icardi quand’era all’Inter”.

Torna in alto