In una giornata pumblea come l’umore di tanti tifosi, è andato in scena al Viola Park la consueta rifinitura di vigilia del match di Conference League contro i gallesi del The New Saints, in programma al Franchi domani sera alle ore 21.00. Tutti presenti sotto gli occhi concentrati di Raffaele Palladino, che in Europa si gioca tanto in una partita che impone un solo risultato. Il tecnico viola però dovrà rimaneggiare la difesa, vista la squalifica rimediata nel playoff contro la Puskas Akademia da Comuzzo, Martinez Quarta e Ranieri, oltre che all’indisponibile Pongracic. Per questo motivo sono stati aggregati alla prima squadra i ragazzi della primavera Eddy Kouadio e Leonardo Baroncelli.
Emergenza totale dunque in difesa, con Palladino che si affiderà al nuovo acquisto Matias Moreno e a qualche sorpresa: “Moreno è l’unico centrale che abbiamo: è dentro ai meccanismi di squadra – ha detto il tecnico in conferenza stampa, che alla domanda sul modulo non si è sbilanciato – Mi è piaciuto l’atteggiamento di squadra, come ha interpretato il 4-2-3-1 in questi giorni. A Empoli però ci difendevamo a cinque perché Bove si abbassava: i numeri lasciano il tempo che trovano, è l’interpretazione dei ragazzi che è fondamentale”. Preludio ad un adattamento di qualche centrocampista a difensore centrale? Staremo a vedere.
Palladino ha anche parlato delle difficoltà della squadra, pur negando assolutamente un clima di tensione come invece fatto trasparire dall’intervista post gara di Empoli rilasciata da Kouamé:
“Ci manca qualche punto e a maggior ragione vogliamo fare una bella prova domani. A Empoli abbiamo fatto una buona prova, solida, in cui tutti gli attaccanti hanno dato una mano in difesa. Vogliamo creare una mentalità vincente, perché vincere aiuta a vincere. Stiamo trovando la giusta alchimia. Le parole di Kouamé? Io ho ascoltato bene le sue parole a Empoli: lui ha parlato da capitano e da leader dello spogliatoio. A me è piaciuto molto. Credo che siano state un po’ strumentalizzate: lui voleva parlare in modo positivo. Io chiedo sempre alla squadra di giocare insieme e lui ha usato quelle che sono le mie parole”.
Fine delle polemiche dunque, almeno per il momento, comprese quelle emerse dopo i battibecchi che ci sono stati tra Gudmundsson e i compagni (prima Kean, poi Cataldi) per battere i calci piazzati: “È normale che un calciatore ci tenga a far gol e a fare il bene della squadra. Abbiamo stabilito delle gerarchie sui rigori e sulle punizioni ma è chiaro che tutti vogliano dare il proprio contributo. I miei ragazzi sono seri, si vogliono bene e tutti vogliono determinare. Chi vuol far passare il messaggio che ci sono stati litigi in campo sbaglia”.
Difficile comunque che domani l’islandese possa partire nuovamente dal primo minuto, con Palladino che ha confermato la presenza da titolare per Riccardo Sottil.

