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Cubino, Allegranti: “Non mi nascondo, ecco l’obiettivo. E in trasferta…”

Matteo Allegranti, numero 1 del Cubino, studia Neuer e cerca di applicarlo ogni giorno al Cubino: “Anche se la filosofia è spesso quella di vincere con un gol in più, non subendone uno in meno…”. E’ spericolata ma efficace la formazione gialloblù, anche in questo ai piani alti di Promozione: “Non ci nascondiamo, abbiamo un obiettivo chiaro per la stagione“.

Siamo tutt’orecchie.

“Fra di noi parliamo di tutto, anche di traguardo: vogliamo provarci fino in fondo per i playoff, senza avere rimpianti. Abbiamo messo insieme 24 punti nel girone di andata: il minimo sarà ripeterci”.

Quindi possiamo tracciare un bilancio positivo di quanto visto finora?

“Siamo molto contenti, il percorso di crescita prosegue. Io sono arrivato qua ai tempi della Prima Categoria, e già l’anno scorso da neopromossi in Promozione abbiamo fatto bene. In casa facciamo valere i nostri principi di gioco, segniamo tanto anche se a volte prendiamo dei gol in più oppure nei minuti finali: il nostro impeto ci porta a voler segnare fino all’ultimo”.

E in trasferta?

“Mancano punti, ed è inaccettabile. Mi pare assurdo che una squadra come la nostra non riesca a esprimersi al meglio fuori da casa. Noi veterani contribuiamo sempre a creare entusiasmo, ma serve anche cattiveria nei momenti cruciali”.

Com’è quest’anno il Girone A?

“Rispetto allo scorso si vede come la Lampo abbia distaccato parecchio le inseguitrici: è un rullo compressore, se continuano così potremo farci ben poco. Dietro di loro, però, dal secondo all’ottavo posto la situazione è abbastanza fluida”.

Qual è la partita-manifesto del Cubino nel 2025?

“Sicuramente una in casa, viste le difficoltà vissute fuori. Potrei citare il 3-3 col San Giuliano della scorsa stagione, ma anche la bella rimonta di poche settimane fa col Pontebuggianese: eravamo sotto, abbiamo ribaltato la situazione e vinto 2-1”.

E quella che vorresti rigiocare?

“La mente mi porta al match col Firenze Ovest. Abbiamo fatto un match normale nel primo tempo, poi siamo rientrati scarichi e incassato un uno-due micidiale. Cito anche la trasferta col Montignoso: non ci siamo espressi come si deve. Noi viviamo di entusiasmo, per cui quando non inanelli risultati positivi l’ambiente può intristirsi”.

Che portiere ti definisci?

“Moderno. Sono laureato in Scienze Motorie alla Magistrale, mi aggiorno in continuazione: guardo molti portieri, li studio spesso”.

Tipo?

“Sono cresciuto con Neuer, amo tenere la difesa alta e metterci una pezza difensiva quando c’è bisogno. E poi ovviamente sono fissato con l’esplosività: i modelli in quel caso sono Courtois e Donnarumma. Ma anche Svilar, Butez… mi aggiorno di continuo”.

Quanto dista il Cubino dall’Eccellenza, secondo te?

“Domanda complessa. La nostra è una grande famiglia, dove le pressioni non esistono: presidenti e direttori sono prima di tutto nostri amici, facciamo dello spirito di aggregazione il primo ingrediente. Ma rimaniamo affamati anche a livello tecnico e lo dimostriamo ogni volta: il mercato ci ha portato più di un rinforzo di livello, lo staff cresce e abbiamo sempre voglia di far punti. Intanto pensiamo a portare la nostra filosofia anche fuori casa: sarebbe già un passo in avanti. Ma per sognare di primeggiare servono tanti altri fattori”.

Che voto daresti al 2025?

“Sicuramente sufficiente. Direi un 7-7 e mezzo: sono competitivo, dico che è stato un anno pieno di emozioni ma abbiamo mancato lo scorso anno i playoff per pochi gol. Al momento ci mancano alcuni punti: sappiamo di poter fare di più”.

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