Reportage con video e foto dei disagi diffusi delle Cascine del Riccio, frazione suddivisa fra tre amministrazioni comunali, dove ogni via ha un fosso da maledire
La frazione Cascine del Riccio fa acqua da tutte le parti. Un modo di dire che diventa dato di fatto fin troppo frequentemente, causa conformazione geografica del paese, circondato da colline, ed una prevenzione al rischio idrogeologico da riprogettare, soprattutto in virtù dell’allargamento autostradale (risalente ormai ad una quindicina di anni fa) che ha sospinto l’A1 ulteriormente a ridosso dell’abitato. A creare ulteriori indugi vi è la multi municipalità delle Cascine del Riccio, addirittura tripartita fra Bagno a Ripoli, Firenze, Impruneta: qui, in questa terra di mezzo, è difficile perfino rifare una strada a causa del rimpallo istituzionale che viene a crearsi.
Ma rimaniamo nell’ambito idrico e nei recenti episodi di cronaca, risalenti a venerdì 14 marzo, giorno di allerta rossa: in quei frangenti concitati di pioggia scrosciante le Cascine del Riccio si è trovata allagata per intere aree, strade come se fossero fiumi e fango allo stato liquido dentro le case. A rimanere alluvionati e contare i danni diverse abitazioni private, il Circolo La Rinascente, magazzini e locali di aziende come la Promel ed il Forno Zini. Non è la prima volta, anzi: a ruotare, qui, tocca un pò a tutti. Ecco perché rabbia, sconforto e necessità di intervenire hanno convinto i cittadini delle Cascine del Riccio a rivolgersi direttamente alle Istituzioni e, in concomitanza, alla stampa, al fine di raccontare quanto la situazione sia complicata ed urgente.
Finita l’allerta rossa, siamo stati accompagnati in un tour guidato tra le unicità del paese, saltando letteralmente da un fosso all’altro: l’Ema taglia in due il paese, anche dal punto di vista dei confini amministrativi, ma non è lui il vero problema, data la tenuta degli argini. Come al solito le criticità più ingenti arrivano dai fossetti secondari affluenti dell’Ema, i quali scendono dai colli, catapultandosi direttamente in strada ed entrando negli immobili. Parliamo di fiumiciattoli quasi impercettibili, alcuni persino tombati, sicuramente con letti e tracciati che non possono reggere i rigonfiamenti di piogge torrenziali. E la caratteristica tipica delle Cascine è che ogni borro di campagna ha la sua zona di riferimento e viceversa, ovvero ogni area allagata un suo fosso da maledire: i fossi di Monteripaldi e dell’Erta dei Catinai “bagnano” la scuola materna ed elementare Damiano Chiesa e le abitazioni di via Tozzoli. Di una proprietà abitata in via Tozzoli sono le immagini che pubblichiamo di seguito, una cascata derivante da uno scolo che non riusciva più a ricevere acqua e detriti da Monteripaldi ed Erta dei Catinai.

Oltre al Circolo La Rinascente, sempre sul Comune di Firenze, il fosso di Lanciola è stato in parte tombato dopo la costruzione di un’abitazione e finisce direttamente in strada, allagando l’area del CREA-AA Centro di Ricerca Agricoltura e Ambiente e le case adiacenti. Le paratie posizionate agli ingressi residenziali sono ancora lì, malgrado la fine dell’allerta ed il sole che batte durante la nostra visita. Proseguendo verso Ponte a Jozzi si entra nella giurisdizione di Impruneta dove le cantine dei civici 10 e 12 sono state inondate: sulla strada, i nostri accompagnatori, ci mostrano una nuova fognatura realizzata tre giorni dopo l’alluvione, a disgrazia avvenuta. Duecento metri più in là, c’è via Guido Rossa, strada “senza quartiere” (mai presa in carico dal Comune di Impruneta), dove la stessa sorte è toccata a Forno Zini e Promel: chi ringraziare? Il fosso di Barbera detto anche sottopasso autostradale, oltre all’acqua scesa direttamente dall’A1 nelle due fabbriche.
Infine, concludendo il giro, si entra in terra ripolese con il fosso di via Poggiosecco che tracima ad ogni allerta meteo, circondando il Circolo e le abitazioni adiacenti. Tra il fosso di Poggiosecco e l’Ema, inoltre, c’è un progetto ventennale di realizzare una cassa di espansione che dovrebbe mettere in sicurezza l’abitato dalle piene dell’Ema (anche se non risolve il guaio dei vari fossi che esondano): “A che punto siamo? Quando verranno realizzate?”, si chiedono i cittadini delle Cascine del Riccio.
La richiesta dell’abitato
Il nostro tour guidato è finito e raccogliamo le ultime istanze della popolazione: avere informazioni esaustive ed aggiornamenti sui prossimi interventi in vista e sollecitare le parti coinvolte nel ripensare la sicurezza idrogeologica dei fossi secondari. Per questo la popolazione, capeggiata dal Circolo, chiede la convocazione di un’assemblea pubblica da svolgersi al CRC La Rinascente ed invita Consorzio di Bonifica (che ha già preso contatti con la cittadinanza e si sta muovendo), Comuni di Firenze, Impruneta e Bagno a Ripoli, referenti di ASPI e Publiacqua. Vi daremo notizia.



















