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Bagno a Ripoli, rinvenuto un uomo senza vita a pochi metri dal mezzo di servizio

Tragedia nel Comune di Bagno a Ripoli: nella serata di ieri a Bagno a Ripoli, loc. Poggio a Luco, veniva rinvenuto il cadavere di un uomo, dipendente di una consorziata dell’Alia, riverso a terra a poca distanza dal mezzo di servizio. L’operatore ecologico, 50enne, si trovava a circa 200 metri dal proprio veicolo utilizzato per il turno.

Sul posto interveniva personale del 118 per la constatazione del decesso. La salma è stata trasportata presso la medicina legale di Firenze Careggi a disposizione dell’Ag.
Indagini in corso da parte dei Carabinieri della Compagnia Firenze Oltrarno. Già nel 2024 era avvenuta, sul territorio ripolese, una situazione analoga con un operatore ecologico che era stato arrotato dal proprio stesso mezzo, a causa del freno a mano non tirato in discesa e poi proseguito per circa cento metri, fino a scontrarsi con il muro.

Notizia in aggiornamento.

CHI ERA LA VITTIMA

Matteo Consolati, 52 anni, residente a Londa, nella Val di Sieve. Il suo decesso è avvenuto nel tardo pomeriggio, in una delle giornate più torride dell’estate fiorentina, da bollino rosso e con temperature prossime ai 40 gradi. Nella stessa giornata, a Barberino del Mugello, un collega di Consolati è deceduto per un malore, anche lui operatore ecologico ed anche lui, in turno: si tratta Damiano Valletti. 55 anni.

La nota del sindacato

Morte di due operatori di raccolta rifiuti (nel Comune di Bagno a Ripoli e in quello di Barberino del Mugello), la nota di Fp Cgil Firenze:
“Esprimiamo il nostro più profondo cordoglio e la nostra vicinanza alle famiglie, ai colleghi e a tutte le persone che erano legate ai lavoratori deceduti. Di fronte all’ennesima morte di lavoratori prevalgono il dolore e la rabbia.
Chiediamo che gli accertamenti delle autorità competenti facciano piena chiarezza sulle dinamiche. Siano le indagini a stabilire con precisione i fatti.
Non possiamo sapere ora se il caldo estremo ha avuto un ruolo, ma di sicuro viviamo un periodo particolare e ribadiamo la necessità di garantire le massime tutele per chi lavora all’aperto. È indispensabile che siano applicati con rigore protocolli chiari ed efficaci per la gestione del rischio da calore, prevedendo tutte le misure organizzative e di prevenzione necessarie, a partire dalla rimodulazione delle attività nelle ore più critiche, quando le condizioni lo richiedono. Abbiamo sottoscritto un protocollo caldo con Alia Plures che pensiamo vada esteso a tutte il sistema degli appalti. E’ un appello che stiamo rivolgendo da settimane a tutte le aziende e le istituzioni del territorio. La tutela della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori deve restare una priorità assoluta. Su questo chiediamo che tutte le parti coinvolte continuino a fare tutto quanto è nelle proprie competenze per prevenire ogni possibile rischio e garantire condizioni di lavoro sempre più sicure”

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