Siamo stati alla manifestazione di Futuro Nazionale a Gavinana, che si è tenuta ieri pomeriggio, venerdì 19 giugno, dalle 18:00 circa. Un europarlamentare di estrema destra nel cuore di un quartiere notoriamente “rosso”, già questa è una notizia. Proviamo a raccontarvi le sfumature.
La prima è dettata dal grande caldo. Con buona parte della piazza all’ombra, gli organizzatori hanno montato palco e due gazebo sotto il sole cocente e la scelta non è stata delle più felici. Una signora di una certa età, dopo aver provato a resistere in prima fila, ha dovuto mollare la posizione, causa un piccolo malore dovuto alle elevate temperature. Immediatamente soccorsa, si è ripresa.
La seconda, sfumatura, chissà quanto provocatoria e chissà quanto realmente compresa da partecipanti e organizzatori, è sicuramente l’allestimento di tutta la struttura praticamente sotto il cartello di toponomastica che indica la geografia del luogo: piazza Gino Bartali, uno che, con la sua bicicletta, nascondendo falsi documenti nella canna, ha salvato circa 800 ebrei da deportazione, persecuzione, morte. Un’impresa, realizzata nel silenzio e scoperta molti decenni più tardi, che gli è valsa la nomina di “Giusto tra le Nazioni”. Un eroe, insomma.
Proprio sotto il cartello “Piazza Gino Bartali” – colui che, facendo un qualcosa di illegale per quei tempi ma legittimo rispetto a buon senso ed umanità ha salvato 800 vite – , Vannacci e i suoi, hanno voluto parlare di remigrazione e di sgombero del CPA Firenze Sud, definito presidio di illegalità. C’è differenza tra giustizia e giusto, tra legalità e legittimità.
Nel frattempo, Vannacci, atteso alle 19:00 tardava ad arrivare. Prima di lui ecco Ziello, Furgiuele e Ravetto, quest’ultima saltata dalla Lega a Futuro Nazionale nelle recenti settimane. Sul palco, con il microfono in mano, il consigliere comunale di Greve in Chianti, nominato quale responsabile territoriale per la provincia di Firenze di Futuro Nazionale Andrea Vito Cuscito. All’ombra, numerosi spettatori non paganti. Sulle vicine panchine anche qualche riconoscibile infiltrato, presente per curiosità. Al sole, invece, i tifosi di Futuro Nazionale, in attesa trepidante di Vannacci.
A livello di numeri, saranno stati circa 300 persone: da segnalare la presenza di giovanissimi, i sostenitori più euforici, al limite della foga. Uno indossa la maglietta con scritto: “Siete sempre e solo dei poveri comunisti”, citando una nota uscita di Berlusconi. Alle 19:00 circa alcuni dei sostenitori più attivi del Generale si mettono una pettorina targata Futuro Nazionale e diventano gli steward dell’evento, organizzando la platea, chiedendo di indietreggiare e creando anche qualche dissidio favorito dall’impazienza del momento e dal caldo insostenibile. “Tutti dietro la stampa”, dicono. Ecco, la stampa: siamo in tanti, forse in troppi e gli organizzatori, stavolta intelligentemente, sanno quanto conti avere una visibilità garantita, aiutando giornalisti e cameraman a fare il loro mestiere.

I giovani si piazzano davanti, sotto il piccolo palco, sono coloro che reggono lo striscione del partito, affiancati dai deputati Ziello e Ravetto. Vannacci, però, non arriva…e allora, qualcuno, inganna l’attesa, proponendo un clima da stadio e lanciando i cori: “Italia. Nazione. Remigrazione” è il più citato, assieme a “chi non salta comunista è”. Poi parte anche il “Dove sono gli antifascisti?” che, in realtà, sono fisicamente a poche vie di distanza, nella manifestazione organizzata dal CPA. Ci colpisce una signora, sudamericana, con il libro “Il mondo al contrario” in mano, pronta per la firma del generale.
Alle 19:30 circa, finalmente, nell’euforia dei presenti, giunge Vannacci che, prima di salire sul palco, si presta alle interviste dei media. Poi le dichiarazioni al suo pubblico, con i seguenti temi, che sintetizziamo: remigrazione non significa deportazione, non possiamo prendere altri immigrati, rimandiamoli a casa loro, nella loro patria. Questione CPA: sgomberiamolo, lì si spaccia, lì si fanno cose irregolari, è un luogo di illegalità. E poi aggiunge: “Come quei giardini qua vicino, anche lì si spaccia”. Ma non si capisce bene a quale area verde si rivolga.
Un pensiero anche agli omosessuali: “Ci sono contromanifestazione per la passeggiata di Futuro Nazionale. A Firenze c’è stato anche il Gay Pride, eppure non sono state indette manifestazione contro il Gay Pride”. Così, mescolando le pere con le mele.
Vannacci si rivolge ai suoi con: “Eccoli i futuristi fiorentini”. I futuristi, coloro che, ad inizio ‘900, esaltando i concetti di forza, velocità, potenza, nazionalismo e militarismo, scesero nelle piazze al fianco degli interventisti e furono fondamentali per l’entrata dell’Italia nella Prima Guerra Mondiale, avvenuta nel 1915, un anno dopo rispetto all’inizio del conflitto. Dai disastri della Grande Guerra nacque la crisi sociale che fu terreno fertile per il Fascismo.
Infine, a chiusura dell’intervento, il regalo di Cuscito al generale ovvero la maglia “Firenze Sicura”, indossata da Vannacci senza la minima incertezza. Venti minuti di parole sicure, fiere, temi complessi e storicamente delicati buttati lù e commentati come se si parlasse della partita al bar. Così è, così funziona.
Alle 20:15 circa, scortati da Polizia e Carabinieri, è iniziata la passeggiata identitaria verso via Federico D’Antiochia, alla volta di piazza Francia. Ma il più, ovvero la grande attesa e l’”apparizione” di Vannacci di fronte ai suoi fan, era già avvenuto. Due ore di Vannacciani in purezza, nel cuore del quartiere 3.














