Undicesimo, eppure a soli sei punti dalla zona playoff. E’ così vicino ma così lontano il traguardo del Firenze Sud, protagonista di un cammino interlocutorio fin qua nel Girone E di Prima Categoria. Gli uomini di Pasquale Colicigno, inseriti nel raggruppamento con le valdarnesi e le aretine, hanno offerto un rendimento un po’ altalenante in campionato, collezionando dodici punti in undici giornate. La questione salvezza comunque non vuole essere in discussione. Le due squadre alle spalle dei rossoblù (Pelago e Fulgor Castelfranco) hanno rispettivamente 2 e 3 punti in classifica. Casomai l’occhio deve guardare in alto, al gran traffico che c’è fino al quarto posto di San Clemente, Pergine e Ambra, tutte e tre a 18 punti: “E’ un campionato a numero parecchio ridotto, i risultati di ogni domenica rovesciano gli equilibri”. Analizza con sicurezza la situazione il veterano Alessandro Fanfani, attaccante classe ’86 dei rossoblù. Nel pre-Covid giocava a Incisa, poi ha scelto il Firenze Sud: “La differenza l’ha fatta senza dubbio mister Colicigno che mi aveva già allenato alla Rondinella e alle Piagge, oltre alla voglia di avvicinarmi a casa. Questa è la prima vera stagione in rossoblù, visto che lo scorso anno lo stop all’attività è arrivato precocemente”.
Ale, che realtà è il Firenze Sud?
“Siamo validi sul piano tecnico: in diversi hanno voluto accettare l’idea di lavorare con Colicigno, uno dei pochi che ancora insegnano calcio. La rosa è quindi molto buona, ma ha avuto il difetto dell’essere un po’ corta: alla prima defezione era già il momento di mandare in campo gli Juniores. Ne abbiamo un po’ sofferto e si è visto anche nelle situazioni in cui abbiamo preso gol al 90′: è accaduto tre volte e ci ha tolto almeno cinque punti”.
In un campionato così corto si dice spesso che basta inanellare due successi di fila per avere la svolta stagionale. Da voi è un po’ mancata questa serie positiva.
“Visto che la squadra è molto giovane, ha fatto veloce a buttarsi giù di morale nei momenti difficili. Credo che fosse una stanchezza più mentale che fisica. Ma allo stesso tempo ha avuto lo scatto giusto all’ultima giornata di quest’anno, nel 4-3 contro il Castelfranco. Una grande vittoria in rimonta ottenuta soffrendo contro una squadra certamente meno forte di noi. Dobbiamo ricordarci che l’approccio alle partite è fondamentale contro ogni squadra, non solo con le big”.
Avete un rendimento doubleface. Benissimo in casa, solo due punti in trasferta.
“Ci penalizza l’inesperienza in certi momenti. Abbiamo fatto fatica a segnare fuori casa e questo denuncia piccole pecche che possono penalizzarci. Da ora in avanti dovremo trovare più malizia quando giochiamo in trasferta. In casa c’è il sintetico, non possiamo pensare di giocare coi tacchetti di gomma anche nei campi di terra. Lì c’è da fare la guerra”.
Chi potrebbe andare a vincere il campionato in primavera?
“Il Subbiano ha una difesa che vale categorie superiori. Lo dico da attaccante: contro di loro ho veramente fatto fatica, anche dando il cento per cento. Sono una bella corazzata. Mi resta il rimpianto che contro la compagine aretina abbiamo sbagliato un calcio di rigore sul doppio vantaggio per loro: avremmo potuto riaprirla e mancavano ancora venti minuti. Mi piace molto anche il Bibbiena: sono compatti, si conoscono bene e hanno grossa esperienza per quanto riguarda il campionato. Riescono a domare bene le difficoltà di un girone che per adesso è di livello abbastanza basso. Faccio molta fatica a parlare di favorite per il campionato e non citare la mia squadra: sono un romantico, mi piace porre sempre l’obiettivo più alto per stimolarmi al massimo”.
Parliamo dei tuoi gol. Sono cinque, per ora.
“Mi ha certamente aiutato il fatto di calciare i rigori. Alla prima giornata col Subbiano lo sbagliò Diegoli, dalla seconda volta in poi sono tornato a calciarli io e per fortuna è andata bene. Certamente mi ha aiutato sul piano mentale il gol ad Ambra, che ci ha dato una mano a pareggiare il loro momentaneo vantaggio. Fu una gara complicata, loro sono stati fra i pochi in grado di metterci realmente in difficoltà. Per quanto riguarda gli altri gol fanno piacere, ma so di poter aiutare maggiormente la squadra nel girone di ritorno: l’obiettivo deve essere la doppia cifra, che per un attaccante è il minimo. Lo dice anche Colicigno, i dieci gol sono il traguardo minimo che ogni attaccante deve fissarsi per potersi definire tale”.

Hai 35 anni e un bagaglio di oltre 100 gol nei Dilettanti. Cosa ti piace ricordare maggiormente delle stagioni passate?
“Mi è rimasto nel cuore l’anno vissuto alle Piagge dove insieme a Doumbia realizzammo 50 gol in due. Uno sproposito. L’anno dopo vestii la maglia del Pontassieve, che aveva appena raggiunto la Promozione: li avevo purgati quattro volte nella stagione precedente e decisero di arruolarmi. Andò piuttosto bene, malgrado un grosso infortunio alla caviglia che mi tenne lontano quasi due mesi. Tornai in forma nel finale e feci in tempo a segnare una doppietta all’ultima giornata di campionato. La stagione successiva alla Rondinella mi vide arrivare a malapena in doppia cifra, giocai sotto rendimento. Un peccato, a ripensarci”.
Chiusura. Che voto diamo al 2021 del Firenze Sud?
“Non posso dare più di sei e mezzo di incoraggiamento. Ci siamo meritati la sufficienza perchè i nostri punti li abbiamo fatti. Ma la squadra ha davvero molte potenzialità e non ha reso ai giusti livelli. C’è quindi ancora molto da dare e sono assai fiducioso nei playoff. Anche perchè altrimenti non troverei motivazione per dare il massimo “.






