È stato appena ufficializzato l’arrivo del calciatore israeliano Solomon alla Fiorentina – afferma Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana a Firenze-. Ultimi o non ultimi, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e può rappresentare la nostra città e la Fiorentina”. Così una parte di tifoseria ha accolto l’israeliano, nuovo acquisto a cui i viola affidano cìò che resta delle speranze salvezza. Anche se in parecchi, tra i tifosi, non dimenticano le opinioni politiche dell’uomo Solomon. Ovvero ciò che aveva espresso riguardo il conflitto Israele-Palestina: “I palestinesi uccidono il loro stesso popolo e danno la colpa a Israele“. Non è certo la prima volta che un trasferimento viene accolto da rabbia e scetticismo per motivi… politici.
Lo scorso agosto, per esempio, ecco serviti altri due casi. Come quello del filorusso (anche se moldavo di nascita) Vladislav Blanuta passato alla Dinamo Kiev, e subito protagonista di screzi con i tifosi ucraini che non hanno dimenticato certe sue uscite a proposito del conflitto tra Mosca e Kiev. Nonostante le veementi reazioni social della tifoseria, la Dinamo ha confermato l’ingaggio del calciatore (con un passato al Pescara), anche se il ragazzo ha collezionato solo 6 presente in campionato.
Nello stesso periodo è avvenuta la rottura fra l’ex Salernitana Weissman e il Fortuna Dusseldorf. Il calciatore israeliano stava firmando coi tedeschi, prima che venissero ripescati dal web certi tweet che lui stesso aveva dato in pasto ai social nell’ottobre 2023: “Qual è la ragione logica per cui 200 tonnellate di bombe non sono già state lanciate su Gaza?“e “Perché Israele non gli spara in testa?!?” accompagnate da un’immagine di un soldato israeliano che sembra puntare il fucile a due palestinesi disarmati. All’epoca Weissman giocava a Granada, club con una tifoseria molto vicina alla causa palestinese. E quindi è finito pesantemente contestato. Nel caso del Fortuna Dusseldorf, i tweet ripescati sono stati sufficienti ad annullarne il tesseramento: il ragazzo oggi gioca al Linz, in Austria.
Nel 2013 era stata la volta del greco Katidis, contestato da più di un tifoso all’arrivo a Novara perchè pochi mesi prima con l’Aek Atene aveva esultato col saluto nazista sotto la curva dei propri sostenitori. La società giallonera optò immediatamente per il pugno duro, cacciandolo dalla capitale e facendo in modo che anche la Federcalcio greca lo squalificasse per sempre dalla possibilità di vestire la maglia della nazionale. Il ragazzo chiese scusa sui social, ammettendo candidamente di non conoscere Hitler e di voler soltanto far esultare il pubblico. Resta il fatto che ad Atene non lo si è più visto.
