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Mancano i portieri, il Cubino chiama Misseri: “Dal calcio a 7 alla Promozione in un’ora”

La sirena che suona dalle parti del campo sportivo Lapenta, a Campo di Marte, sa di emergenza. Quella dei portieri di casa Cubino: “Allegranti era stato squalificato per tre giornate, così il posto da titolare lo prendeva Lutzu. Ma serviva un vice e non se la sentivano di mandare il secondo degli Juniores. Così hanno chiamato me, anche se io difendo le porte… a 7”. La voce narrante è di Lorenzo Misseri, nuovo portiere dei gialloblù a 11. Ha fatto il vice a Lutzu, prima che lo sfortunato portiere gialloblù si facesse male a crociato e menisco. E così, domenica contro lo Jolo (seconda forza del Girone A di Promozione) è toccato al numero uno “preso in prestito dal calcetto”.

Lorenzo, che sensazioni hai provato?

“La notte prima ho dormito con un po’ di difficoltà. Emotivamente è stata una domenica da urlo. Il risultato però è stato positivo: abbiamo pareggiato 0-0 contro la seconda, non male”.

Merito anche tuo, no?

“Soprattutto della difesa davanti a me. I ragazzi hanno fatto passare giusto un paio di tiri, ho avuto poco lavoro”.

Ma a 11 avevi mai giocato?

“Solo ai tempi dei Giovanissimi, nel pre-Covid. Sono un 2002 cresciuto nella Settignanese: i miei ultimi anni di calcio giovanile sono stati quelli”.

Poi?

“Poi è arrivata un’esperienza con gli Amatori del Bagno a Ripoli e soprattutto il calcetto con le squadre del Cubino. Prima a 5: lo scorso anno abbiamo stravinto il girone di Firenze e siamo andati a Cervia a giocarci la due giorni di finali nazionali. Così quest’estate ci siamo detti: proviamo anche nel calcio a 7, non ci costa niente”.

Le differenze fra calcio a 7 e 11 sono enormi, però.

“In Promozione si va a ritmi forsennati: ci sono più pressing e più bisogno di parlare coi compagni. Ad ogni modo avrò ancora la possibilità di assaggiarlo, questo calcio, perché con l’infortunio di Lutzu la società mi ha detto che il vice di Allegranti sarò io, da qua alla fine. C’è una salvezza da conquistare con le unghie e coi denti”.

Che tipo di portiere ti definisci?

“Uno cresciuto con Courtois e Oblak, oltre ai miti come Buffon. Mi piace lavorare sulle uscite coi piedi, mi identifico in questa nuova generazione di portieri: non mi vedo solo a parare”.

Dì la verità, un po’ di voglia di giocare a 11 ti è tornata.

“Sì, ed è proprio quello il problema. Ora finisco la stagione con la prima squadra del Cubino, poi in teoria dovrei tornare nel calcio a 7: giochiamo nel campionato Regular a Firenze, organizzato dalla Play League. Ma l’idea di rimanere fra i Dilettanti mi stuzzica sempre di più…”.

 

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