Un nostro lettore, per il quale useremo il nome di fantasia Vincenzo, ci ha scritto alla mail redazionale dopo aver letto l’articolo relativo alla TARI: la notizia verteva sulla classifica ben poco gratificante delle città con la tassa sui rifiuti più cara (leggi qui), il cui primato va a Pisa, il terzo posto a Pistoia. Il cittadino la cui segnalazione è riportata di seguito è residente proprio sulla costa toscana e testimonia un dato di fatto paradossale, assurdo, tipico del nostro paese dove l’egoismo del “furbetto” incide ancora gravemente sulla possibilità di vivere, tutti, in maniera più equa e migliore.
“In riferimento al vostro articolo sulla Tari più cara nelle province Toscane, volevo segnalare un caso che ho constatato di persona e che può incidere sui costi. Il mancato controllo degli evasori con la conseguente ripartizione dei costi in meno utenti.
Ho un appartamento in un condominio nella frazione toscana di Rosignano, mesi fa mi sono recato presso il centro distribuzione dei contenitori. Mentre ero lì ho chiesto anche i contenitori per un mio vicino e non ricordandomi il codice fiscale l’addetto mi ha chiesto l’ubicazione del fabbricato. Così sono venuto a conoscenza che nel mio condominio, su undici utenti, solo cinque risultavano iscritti nei ruoli della Tari.
Ho chiesto all’incaricato chi doveva fare i controlli e mi è stato risposto che, se un proprietario non fa domanda non ottiene l’iscrizione alla Tari e il relativo servizio. Sono rimasto sconcertato da tale risposta. Parlandone poi con altri miei conoscenti sono venuto a sapere che, alcuni residenti, avendo i cassonetti condominiali, non avevano necessità di iscrizione alla tassa sui rifiuti perché non dovevano ritirare alcun contenitore. Questo è quanto e, come scrivevo sopra, sul costo del servizio può anche incidere una forte evasione.
A comprova di quanto riportato dal lettore, pubblichiamo anche la risposta scritta del Comune di riferimento, oscurato per motivi di privacy:
“L’iscrizione nei ruoli della TARI non è automatica ma è il contribuente che provvede autonomamente ad iscriversi contattando l’ufficio oppure inviando una mail all’indirizzo del Comune…
Il tributo è dovuto da chiunque possieda o detenga a qualsiasi titolo locali adibiti a qualsiasi uso, suscettibili di produrre rifiuti urbani. In caso di mancata presentazione della dichiarazione l’ufficio provvede ad inviare avvisi di accertamento per omessa denuncia.”
Tuttavia, se i controlli non vengono realmente effettuati, chi non si è “denunciato” al pagamento Tari continuerà a non pagare la tassa sui rifiuti: sull’aumento dei costi e sui primati delle città toscane, pertanto, può influire proprio il numero di evasori fiscali che, in automatico, riversano il loro mancato pagamento sulla bolletta degli utenti onesti.
La Tari è, tra l’altro, una delle imposte locali più evase in Italia, con stime che indicano una famiglia su cinque (o circa il 20-30% in alcune aree) che non la paga. Il problema è che, quando una parte della cittadinanza non paga, il costo del servizio non sparisce. I Comuni, per coprire i costi previsti dal Piano Economico Finanziario (PEF), spalmano il debito residuo sugli utenti in regola, provocando un aumento della Tari. Pensate che sono nel Comune di Firenze la media è di circa 12 milioni all’anno recuperati da evasori della Tari.
In estrema sintesi chi non paga rischia sanzioni, ma finché il comune non recupera il credito, il peso economico ricade sulla collettività.
