Nel 2025 il costo maggiore della Tari in Italia, per una famiglia di 4 persone in un’abitazione da 80 mq si registra a Pisa con 650 euro medi l’anno a nucleo, e Pistoia è terza con 524 euro: questi i dati salienti della Toscana contenuti nello studio della Uil sulla tassa dei rifiuti, che rileva una media nazionale di 350 euro a famiglia.
Solo Firenze (332 euro) e Siena (259 euro) si collocano sotto la media. Così come rilevato a livello nazionale, quasi tutti i capoluoghi toscani mostrano una crescita marcata della Tari nel quinquennio: Pisa da 408 a 650 euro (con un +9,32% solo tra 2024 e 2025), Pistoia da 368 a 524 euro (+3,99% nell’ultimo anno), Livorno da 351 a 435 euro (+9,93%), Lucca da 283 a 364 euro (+4,48%), Prato da 304 a 395 euro (+8,81%), Grosseto da 383 a 453 euro (+5,30%), Arezzo da 306 a 434 euro (+4,14%), Massa da 390 a 438 euro (+3,62), Siena da 251 a 259 euro (+13,54% sul 2024 dopo alcuni anni di valori più bassi, Firenze da 249 a 332 euro (+1,68%).
“Anche strumenti potenzialmente equi come la Tarip”, la tariffa puntuale, dichiara il segretario confederale Santo Biondo, “ispirata al principio ‘chi inquina paga’, rischiano di trasformarsi solo in un ulteriore aggravio per i cittadini. La tariffazione puntuale non può diventare un alibi per trasferire sui cittadini le responsabilità di inefficienze strutturali che spettano alle amministrazioni e ai gestori del servizio. Inoltre, l’estensione della raccolta differenziata e del porta a porta, senza investimenti in impianti, mezzi, personale e organizzazione rischia, di produrre disservizi, conflitti sociali e penalizzazioni economiche per i lavoratori del settore”.
