Alla prima candidatura, Dika è portavoce di Eugenio Giani ed ha coordinato il progetto Giovanisì
Una settimana dal voto che decreterà il nuovo governo della Regione Toscana. Riconferme, ricandidati ma anche prime volte, chi per ovvie ragioni anagrafiche; come nel caso di Bernard Dika, 27 anni, laureato in Scienze dei servizi giuridici, candidato consigliere regionale per il Partito Democratico: volto già conosciuto in quanto Portavoce del Presidente Giani, con delega alle politiche giovanili e al coordinamento del progetto Giovanisì.
Un giovane che parla soprattutto ai giovani e si occupa della loro valorizzazione, non fa una piega. Bernard, però, malgrado sia alla sua inaugurale avventura elettorale, ha già avuto modo di sperimentare odio e fango social: insultato, a fondo perduto, per le sue origini albanesi. Ingiurie che lo stesso candidato consigliere regionale si è fatto scivolare addosso, rispondendo con il sorriso e con un video da giovane ben più maturo dei suoi haters. Bernard Dika, come ha sottolineato lui stesso, è nato in Albania ma vive in Italia da quando non era ancora in grado di camminare e si sente, anzi è italiano e toscano a tutti gli effetti.
Bernard, se venissi eletto, sarebbe la tua prima carica elettiva?
“Sì, questa sarebbe la mia prima carica elettiva mentre dal 2022 sono il Portavoce del Presidente Giani, con delega alle politiche giovanili e al coordinamento del progetto Giovanisì. In questo ruolo ho potuto conoscere da vicino il funzionamento dell’istituzione regionale e lavorare a stretto contatto con i territori, ascoltando le esigenze e le idee di tanti toscani. La Toscana per me non è solo l’ente in cui ho maturato esperienza ma è anche la comunità in cui sono cresciuto e che conosco profondamente ed è proprio a questa realtà che voglio restituire impegno e responsabilità attraverso la mia candidatura.”
Sei candidato in quale collegio e chi può votarti?
“Sono candidato capolista PD nel collegio di Pistoia e possono votarmi tutte le cittadine e i cittadini residenti a Pistoia e nei 20 comuni della provincia.”
Quali sono le azioni concrete che vorresti mettere in pratica in qualità di consigliere regionale? Quali sono i punti salienti del tuo programma?
“Il mio programma si concentra su un obiettivo chiaro: Pistoia deve tornare protagonista delle politiche regionali. Voglio lavorare su tutto il territorio, dalla montagna alla Valdinievole, dai comuni della Piana fino al cuore della città. Intendo lavorare per una sanità più vicina e accessibile con servizi di qualità anche nelle zone più periferiche affinché ogni cittadino possa ricevere cure senza dover percorrere grandi distanze. Allo stesso tempo, lavorare per creare opportunità concrete per i giovani, in modo che possano realizzarsi qui a Pistoia senza dover lasciare la propria terra in cerca di lavoro o formazione. Infine, è fondamentale migliorare i collegamenti stradali e ferroviari, rendendo più accessibili i centri urbani, facilitando gli spostamenti quotidiani e valorizzando il territorio come motore di sviluppo economico e culturale. Il mio impegno è trasformare queste priorità in azioni concrete, per dare a tutti la possibilità di vivere, lavorare e crescere in una Pistoia più forte e protagonista nelle scelte politiche regionali.”
In questi anni da portavoce di Giani su cosa hai lavorato e quale è il progetto che ti è più caro?
“Lavorare accanto al presidente Giani mi ha permesso di conoscere la macchina regionale in profondità, capire come funzionano le istituzioni e le dinamiche decisionali e questo mi rende oggi la persona giusta per rappresentare al meglio i cittadini di Pistoia in Regione. Il progetto a cui sono più legato è certamente Giovanisì che offre ai giovani opportunità di formazione, lavoro, autonomia e partecipazione. Tra le iniziative di cui vado più fiero ci sono i nidi gratis e i libri gratis, strumenti concreti che aiutano le famiglie e promuovono equità, accesso all’istruzione e inclusione sociale.”
Cosa manca alla Toscana? La Toscana è un “paese per giovani”?
“Oggi la Toscana non è ancora un “paese per giovani” e anche Pistoia rischia di perdere i suoi ragazzi, che spesso devono lasciare la provincia per studio o lavoro. Ci sono iniziative importanti come Giovanisì, i nidi gratis e i libri gratis, ma bisogna fare di più: creare opportunità concrete di lavoro, formazione e partecipazione, affinché i giovani possano realizzarsi senza dover partire.
Hai vissuto sulla tua pelle una shitstorm (letteralmente tempesta di merda) social e razzista, te l’aspettavi? Come si risponde al razzismo?
“Mi ero preparato a critiche politiche e attacchi strumentali, ma non pensavo che la mia origine albanese potesse diventare oggetto di insulti razzisti. ‘Tornatene in Albania’, ‘Ecco l’albanese del PD’, ‘Già il cognome dice tutto’… Frasi come queste mi hanno colpito, ma non mi hanno fermato. Sono nato in Albania ma Pistoia è la mia casa. Qui sono cresciuto, ho studiato, ho costruito la mia vita e scelto di impegnarmi per la comunità. Non conta dove nasci ma dove scegli di lottare. E io lotto per Pistoia, per la Toscana, per una politica che unisce e non divide.
Rispondere al razzismo non significa abbassarsi al loro livello. Significa continuare a fare quello che si è sempre fatto: lavorare con serietà, passione e rispetto. Significa ascoltare le persone per costruire insieme un presente migliore. La mia risposta è questa: non mi fermo. La solidarietà che ho ricevuto in questi giorni, da parte di tanti cittadini, giovani, amministratori e istituzioni mi ha dato forza. Mi ha ricordato che la Toscana è casa di chiunque scelga di viverla, amarla e migliorarla. E io sono orgoglioso di farne parte.”
Hai in programma un evento per la chiusura della campagna elettorale?
“Certo, abbiamo in programma un evento per la chiusura della campagna elettorale. Si terrà il 10 ottobre in un luogo molto significativo per Pistoia, che svelerò nei prossimi giorni. Sarà un momento di incontro con i cittadini, di confronto e di condivisione delle idee per il futuro dellanostra provincia.”

