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Elezioni comunali

Per Una Cittadinanza Attiva chiude con Tomaso Montanari sul palco: “Premeriato comunale, mancanza di confronto, cattiva politica”

Il rettore dell’Università per stranieri di Siena al Teatro Comunale di Antella insieme a Redini e Deidda: il finale a effetto per la campagna elettorale della possibile prima sindaca donna di Bagno a Ripoli

Tomaso Montanari all’Antella è già, di per sè, una notizia e certamente un momento di spicco all’interno della campagna elettorale di Bagno a Ripoli: rettore dell’Università per stranieri di Siena dal 2021, storico dell’arte, fondatore dell’Associazione 11 Agosto, tra i pochi personaggi autorevoli che hanno sempre espresso liberamente la propria opinione, spesso critica nei confronti dell’amministrazione fiorentina a guida Partito Democratico. 

E di fatto di liberazione e di alternative, dalla e alla “cattiva politica” (come riportava il titolo), si è parlato ieri sera, giovedì 6 Giugno, nell’ultimo atto elettorale di Per Una Cittadinanza Attiva. Come finale, non c’è che dire, lo possiamo definire ad effetto: sul palco Sonia Redini, la candidata sindaco di Bagno a Ripoli, Tomaso Montanari appunto, Valerio Pellegrini per il Movimento 5 Stelle, Elisa Pratellesi per Rifondazione Comunista, Beniamino Deidda capolista di Per Una Cittadinanza Attiva. Ed è stato proprio quest’ultimo a portare sul palco antellese Tomaso Montanari, presentato dall’attrice fiorentina Daniela Morozzi. 

Un bel salto di qualità per Una Cittadinanza Attiva che, rispetto alle elezioni precedenti, ha convinto della bontà della propria proposta politica figure come l’ex magistrato Beniamino Deidda e lo storico e scrittore Massimo Casprini, per citare due autorità sul territorio ripolese nei loro specifici ambiti d’intervento. Perchè Montanari si è prestato a questa sorta di “endorsement” oltre confine cittadino? Il motivo è piuttosto lineare: Per Una Cittadinanza Attiva è riuscita a costruire ciò che Firenze non è stato in grado di accorpare e rappresenta un’unione di intenti della sinistra a sinistra del PD. 

“La nostra idea era una coalizione che facesse perno su una lista civica robusta, capace di esprimere un candidato sindaco forte e autorevole (io ne sarei stato invece il capolista), e che tenesse insieme i 5Stelle, la sinistra dei piccoli partiti e la parte del Pd che era stata espulsa dal sistema”, aveva riportato qualche giorno fa Montanari.

Progetto naufragato in città, andato in porto a Bagno a Ripoli grazie alla leadership atipica di Sonia Redini, basata principalmente su competenze, coerenza, serietà nella maniera di interpretare un ruolo spesso avvilente come il consigliere d’opposizione. E allora ecco spiegata la presenza di Montanari, al centro tra Deidda da una parte e Redini dall’altra. Nell’arco della serata si è parlato di “cattiva politica” intesa come modello di sviluppo unico dove l’urbanistica devasta il territorio e costruire è l’unica interpretazione possibile del progresso. Si è parlato di un governo ripolese che, per Una Cittadinanza Attiva, manca di partecipazione reale e confronto. Si è dibattuto, con il contributo di Montanari sottolineato poi da Deidda, anche di premierato comunale che impone la logica personalistica ed un modello politico basato sull’uomo solo al comando. Tra le dichiarazioni più forti dell’intera serata vi è stata la seguente: “Una politica che arricchisca e migliori la vita dei cittadini e non solo di chi la politica la fa”, evidenziando anche il ruolo della politica come servizio alla comunità e non come unico lavoro e fonte di guadagno personale. 

Questo l’intervento conlcusivo di Montanari relativamente alla “buona politica”: 

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