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Mozione di Per Una Cittadinanza Attiva bocciata: “Abbassiamo le tasse comunali: c’è chi dice no”

Per Una Cittadinanza Attiva, gruppo consiliare di Bagno a Ripoli, diffonde il seguente comunicato relativa ad un atto presentato lo scorso Consiglio Comunale, bocciato dalla maggioranza. La mozione discussa nelle sedi istituzionali aveva il seguente oggetto: “Mozione per favorire la progressività fiscale ed incentivare la transizione energetica”. Nel dettaglio:

“Di solito siamo etichettati come “quelli del no”. Questa volta però è stata la maggioranza del PD a dire di no alla nostra proposta di abbassare le tasse comunali a chi ha redditi più bassi e di incentivare chi installa impianti fotovoltaici. Con una mozione, presentata allo scorso Consiglio comunale, abbiamo chiesto che gli uffici comunali preparassero uno studio o delle proiezioni, in modo da valutare di stabilire aliquote di addizionale comunale IRPEF, progressivamente crescenti a seconda dei diversi scaglioni di reddito ed eventualmente alzando la soglia di esenzione a 15 mila euro.

Sì, perché a Bagno a Ripoli tutti i cittadini/contribuenti, con un reddito superiore a 7.500 euro, pagano la stessa aliquota, la massima prevista per legge fra l’altro. In pratica una flat tax.

Conoscere quanti sono i redditi nella varie fasce e quantificare il minor gettito ci sembrava una richiesta corretta, un quadro oggettivo da cui partire per orientare le scelte politiche. Ma il gruppo del Partito Democratico si è affannato pur di non approvarla: hanno detto che comunque sarebbe stato un beneficio minimo per un cittadino e che l’ufficio è già oberato di lavoro e avrebbe difficoltà a preparare lo studio conoscitivo.

La mozione, poi, chiedeva un’altra cosa, sempre come scelta di politica tributaria: uno studio per conoscere quale sarebbe il gettito IMU, se decidessimo di agevolare per chi investe in energia rinnovabile, con una riduzione dell’aliquota ordinaria, che a Bagno a Ripoli è sempre la massima applicabile per legge. Ma anche qui hanno prevalso le ragioni del no: ci sono già incentivi alle imprese sul fotovoltaico, le riduzioni avrebbero un impatto minimo.

In sostanza, per il Partito Democratico di Bagno a Ripoli la transizione energetica e l’aiuto alle fasce più deboli non si perseguono usando la leva fiscale. Anzi, c’è il rischio che l’Amministrazione abbia meno entrate. E a loro basta che sia l’Amministrazione a decidere come ridistribuire le risorse, “rimediando all’ingiustizia” di far pagare di più anche a chi ha meno.

Noi abbiamo un’altra visione politica: quella di rendere la pressione fiscale più equa e rispettosa della Costituzione, perché l’art. 53 chiede esattamente che il sistema tributario sia informato a criteri di progressività, ossia che le tasse siano modulate per far pagare meno chi ha meno. E, con gli anni, anche pochi euro possono diventare un risparmio.

E vogliamo fare la nostra parte per spingere verso la produzione di energia pulita, anche con la leva fiscale oltre che attraverso la semplificazione delle procedure urbanistico-edilizie. Tanti altri Comuni dell’area metropolitana lo stanno facendo e fa sorridere che a Firenze, di recente, abbiano approvato la richiesta di uno studio per capire se aumentare le tasse comunali (partono da aliquote più basse delle nostre), mentre a Bagno a Ripoli non lo si voglia fare per abbassarle.”

 

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