Questo articolo lo dedico alle matricole, a me stessa matricola per la vita in impegno e studio concentrato. Le matricole difatti non sono solo quelle universitarie, sono ovunque, perché in fondo alcune Storie, epoche , pandemie o quanto altro, risultano quello di più imprevedibile che esiste nella evoluzione o Storia dell’ uomo.
Proprio l’altro giorno parlando con alcuni amici siamo arrivati alla deduzione che ciò che salva in queste circostanze, risulta solo capovolgere il proprio pensiero e ricominciare da capo ogni volta. Non sempre risulta possibile ma per la metà delle volte , fattibile e praticabile. Quando la prima scimmia prese il suo primo frutto, poi imparo’ a coglierlo dove non arrivava con un lungo bastone e così via , con praticità e adattamento colse le soluzioni e questo fu possibile con lo studio. Ovvio una allegoria. In questi lunghi mesi di ‘covid’, per la prima volta tutto il mondo, in un modo o in un altro, ha constatato comunque che la priorità risulta l’Istruzione e il Sistema Educativo che produce anche personale formato del Sistema sanitario.
Una magra consolazione, dover aspettare un cataclisma o una pandemia, se si pensa che sotto tale voce si integrano fasce e fasi della vita fondamentali, oltre che meccanismi didattici centrali per adempiere a quello che risulta un Diritto riconosciuto e ovvio. Non riguarda (tornando alla scimmia) solo la preparazione formativa ma emotiva e funzionale della vita di un un uomo, che tramite le varie fasi evolutive e una preparazione adeguata, risponde a problemi di ogni entità.
Una mente che si prepara e studia, continuando a farlo anche mentre lavora , sarà sempre più preparata ad affrontare problematiche di ogni entità o stravolgimenti emotivi, incappando con meno probabilità in azioni depressive e distruttive, trovando soluzioni rispetto a una mente fossilizzata solo nel cerchio della propria realtà o esperienza e abituata a non affrontare la natura emotiva e dirompente.
Per tutti questi motivi non bisogna mai pensare all’ Istruzione come ad un dispendio di Economia, ma come a una produzione di Economia capace di creare una selezione di competenze. Per questo, anche quando si parla di Università, si parla di produzione di Economia tramite l’ innesco di preparazione adeguata verso il lavoro, in base all’ offerta di mercato.
Durante il Covid questo innesco ha sofferto facendo sforzi pazzeschi e ad adeguarsi sono stati centinaia di ragazzi di cui non si è parlato abbastanza. Si è preferito parlare di giovani in termini diversi e mai come soggetti in grado di adattarsi, ingegnarsi e mettersi in gioco con le loro famiglie , nonostante le grandi sottrazioni a cui andavano incontro. A mio parere lo trovo imprevedibilmente straordinario e penso che essi siano uno dei vettori più importanti del nostro paese , che hanno continuato a puntare su una ‘ borsa in diminuizione ‘ , su cui si dovrebbe concentrare lo sviluppo di un popolo e di un territorio.
Per farlo però occorrono risorse e il Covid queste le ha ridotte notevolmente e dove esistevano, una serie di conseguenze ad attrito, ha spostato attenzione e manovre su altri campi, come giustamente quello sanitario o propriamente economico. Ecco vorrei farvelo capire con un breve viaggio in questo tipo di Economia specifica proprio nell’ottica di ammettere che solo parlando di Istruzione come produzione , si possa tutelarla a partire dai vertici . Essa risulta “Un capitale umano”.
Prendiamo come esempio una matricola: altro non è che uno studente appena registrato al primo anno di Università, luogo di insegnamento specifico, ma anche di socializzazione e apprendimento laboratoriale o vivo, come per uno studente di Medicina e altri settori specifici.
Per accedere a questo, che chiameremo sistema, le famiglie dei giovani coinvolti pagano delle tasse e nella maggior parte dei casi si riesce ad accedere dopo test universitari altamente selettivi, pagando anche qui un piccolo contributo. Fino ad adesso abbiamo così parlato di un tipo di sforzo economico che comprende le famiglie.
Una volta superato il test che comporta applicazione, ci si immatricola, oppure lo si fa direttamente nel caso sia senza test di accesso o selezione. Quando la scelta verte su una Università dislocata in un’ altra città, la famiglia deve comprendere anche l’affitto di una casa o simile. Sempre una economia del dispendio. Intanto però le Università ricevendo compensi adeguati possono puntare sulla copertura dei costi fissi e così nella crescita della offerta formativa con il. miglioramento delle strutture interessate. Il covid ha portato una conseguenza ovvia, quella di congelare le rette in molti casi in modo da non permettere la distruzione delle società familiari. Poi si è creata una nuova ottica di Istruzione, basata sulla prospettiva online in remoto, simile a quella delle Università private .
Sulla realtà pubblica era assai dura da digerire e adattare a un certo tipo di competenza da acquisire, mettendo a dura prova i docenti universitari o gli stessi giovani che potevano demotivarsi, lasciando gli studi o adattarsi a una didattica diversa. Sulle università private già si puntava su tale meccanismo informatico. In realtà le nostre università pubbliche hanno però sempre preparato studenti di prima categoria che tutto il mondo ci ha invidiato, talvolta ‘sottraendoceli’.
In questi mesi sono usciti tanti dati statistici, ma ben pochi che hanno riguardato la flessione del numero dei rinunciatari, di coloro che sono rimasti indietro etc. In realtà era più facile documentarsi telefonando a un amico che stava frequentando e chiedendo…”Come va ?”. La risposta era..”.ci provo, sto dando gli esami.”
Era una prova , il famoso ‘bastone per prendere la banana.’
Il Ministro della Università e Ricerca Manfredi , adesso parla di una flessione del numero degli iscritti di circa il venti per certo , mentre per gli osservatori risulta di circa 11 per cento. In pratica 35.000 studenti in meno iscritti, con una grave ripercussione soprattutto sulle università fuori sede. Ovvio , non dovuto a un sistema nuovo ma ad una incapacità per molte famiglie di sostenere spese onerose.
Si è parlato di ottobre come del momento in cui si sarebbe finalmente constatato i numeri di queste ipotesi statistiche riguardanti le nuove immatricolazioni. Le Università , per la maggior parte stanno studiando la possibilità di concedere due opzioni , in remoto e in presenza.
Intanto i giovani continuano a concentrarsi , spingendosi avanti, navigando non solo nella incertezza ma in uno sguardo verso il futuro , che per quanto incerto , risulta ancora credibile , spendibile, sacrificante. Si parla dei figli delle stelle, pratici scommettitori di se stessi, che senza saperlo continuando a studiare, ad adattarsi e altro, sono la forza della nostra Economia, per chi vuole vederla in questo contesto e la forza della vita per chi non ama i tecnicismi .
Chiusa parentesi quadrupla, deponiamo fiducia in chiunque parlerà di statistica e numeri dicendo …“Nonostante l’ epoca storica i nostri giovani con le loro famiglie continuano a perseverare coraggiosamente , salvando la deriva di un popolo, scommettendo in una lenta produttività capace di garantire al nostro paese uno sviluppo funzionale”.
Non sempre ciò che va lento non possiede futuro o qualora ciò che conta volerlo sostenere. Lo dico amareggiata e un po’ delusa da chi si scorda di incentivarli o appoggiarli o semplicemente parlare dei giovani. Vorrei semplicemente che si parlasse di giovani come Capitale umano e produttivo e ringrazio tutte le Università, salutando ogni ingranaggio e persona che opera per questi giovani con il fine di creare lavoro e competenze.




