Chi scrive ha pedinato Lorenzo Sciapi per anni fra i Dilettanti. Ricorrendo anche alla poco educata idea di fargli i conti in tasca. Dopotutto il bomber viaggiava a 157 gol già nel 2019, quando sognava a voce alta: “Ho 28 anni, sono ancora in media per arrivare a quota 300. E sarebbe la più grande soddisfazione di tutte. Speriamo di farcela prima dell’addio del calcio”. Jackpot centrato la scorsa domenica, con la maglia del Ponsacco: il bomber classe ’91 ha fatto cifra tonda e ora se la gode: “A dir la verità confidavo di riuscirci anche con qualche settimana prima…”.
Ma come, davvero?
“A novembre ero arrivato a 296 reti, speravo di tagliare il traguardo già prima di Natale, ma mi sono strappato prima che iniziasse dicembre. Mi è toccato aspettare”.
Sensazioni a caldo?
“All’inizio di questo viaggio non mi aspettavo di tagliare il traguardo. Qualche anno fa arrivai a 200 e mi dissi di provare ad alzare l’asticella. Ora fissiamoci nella testa almeno i 350. Magari ci arrivo…”.
Sempre con la maglia del Ponsacco?
“Perché no? Qua si sta bene e si fa calcio come piace a me. Siamo primi a +7 sul Massa Valpiana, altra formazione costruita come noi per salire in Eccellenza. Hanno ambizione e voglia di ricucire il gap: prima di marzo giocheremo lo scontro diretto e penso che molto di questo campionato passerà da lì”.
Che ci dici delle fiorentine del Girone B di Promozione?
“Il Barberino con noi ha perso solo 1-0, mi sono sembrati molto quadrati. Giocano a viso aperto, ora sono in fase un po’ calante ma hanno le carte in regola per il quinto posto. Forse difficilmente andranno più su, vista la forza di Massa Valpiana, Atletico Maremma e Orbetello. La Sancascianese secondo me è sempre ostica, l’ho visto anche in Coppa Toscana: non ti regala niente, tiene sempre botta e penso potrà salvarsi. Il Cerbaia non l’ho vissuto dal vivo perché ero infortunato, ma mi sembra stia vivendo molte difficoltà: noi con loro ci siamo ritrovati con l’uomo in meno e non abbiamo vinto, d’accordo, ma vedo che non sono mai andati sopra il penultimo posto. E un motivo dovrà pur esserci. Penso comunque potrà dire la sua in un playout”.
Torniamo allo Sciapi bomber. C’è un gol di questa stagione che hai già nel cuore?
“Al minuto 93 con l’Orbetello, quello valso il 3-2. L’arbitro non ci ha fatto neanche rientrare in campo, perché con quel gol è finita la partita. Era stata una gara piacevolissima, ma dovevamo vincere anche in modo sporco: quando è arrivato quel pallone in area io mi sono coordinato e l’ho presa come veniva. Per me è una rete da copertina”.
Certo che Sciapi-Taraj in Promozione è un po’ fuori categoria, eh…
“Io e Taraj giochiamo insieme ormai da quattro anni. Ho voluto fortemente ricomporre questa coppia, perché ci siamo divertiti tanto anche a Perignano: lo volevo con me anche a Fucecchio ma non c’è stato verso, e allora questa estate gli ho detto di darmi retta, e scegliere la squadra che avrei scelto io: “Tara, se vieni con me ci divertiamo di sicuro”. Siamo prima di tutto una bella coppia di amici, prima che in campo: lui fisicamente è un animale, io gioco di astuzia. In Promozione un fisico come il suo è illegale”.

Ne hai segnati 300 con le maglie di Gracciano, Castelfiorentino, Colligiana, Trestina, Castelfranco, Viareggio, Fucecchio, Perignano, ancora Fucecchio e ora Ponsacco. Ma non tutti i gol possono avere lo stesso peso. Scegline qualcuno più luccicante degli altri.
“La tripletta contro il Grosseto quando giocavo a Fucecchio: la mia domenica perfetta, inevitabilmente. Con quel successo siamo arrivati a -2 da loro che comandavano in Eccellenza, è una partita che non potrò mai dimenticare”.
Altro?
“Assolutamente sì: Livorno-Perignano 0-1. Gol decisivo per la vittoria storica all’Armando Picchi. Loro erano in migliaia sugli spalti, cantavano in modo assordante. Dopo la mia rete scese il silenzio: non potrò mai dimenticarlo”.
Hai qualche rimpianto?
“Forse se avessi firmato il contratto col Tuttocuoio a inizio carriera sarebbe andata in altro modo. Poteva essere l’unico crocevia della mia carriera. Ma ero giovane e molte cose le dovevo capire. Comunque non mi pento di niente: dovunque sia stato, ho trascorso momenti straordinari”.
La D però ti chiamerà in continuazione.
“Sì, fino a due anni fa ricevevo telefonate ogni estate da Ghiviborgo e Prato, soprattutto. Poi si sono stufati dei miei no: dopotutto io ho da lavorare, non posso allenarmi alle 3 del pomeriggio”.

Una gara che rigiocheresti?
“La finale playoff contro il Cascina, quando giocavo a Perignano. Chi vinceva andava in D, eravamo avanti al 96′ e mi feci espellere per perdita di tempo. Ma non mi interessava, perché credevo che dopo quella punizione l’arbitro avrebbe fischiato la fine. Il problema è che quella punizione da 60 metri andò dentro. E perdemmo in 9 contro 11 ai supplementari”.
Il gol ideale per Lorenzo Sciapi qual è?
“Li ho fatti in tutti i modi, non saprei dire. Sicuramente non di testa: io mi sento istintivo, determinate situazioni riesco a leggerle prima”.
Un attaccante professionista a cui ti ispiri?
“A me è piaciuto da impazzire Drogba, una bestia dentro l’area. Ma non mi ci rivedo minimamente, non ho mai avuto quel fisico”.

