E alla fine… non s’è potuto. La Fiorentina vince la gara di ritorno con il Crystal Palace ma viene eliminata dalla Conference League ai quarti di finale. Peggior risultato nella sua (breve) storia in questa competizione. Per gli inglesi in rete ancora Sarr di testa, come all’andata, mentre a siglare il successo gigliato sono stati Gudmundsson (R) e Ndour.
Primo sold out stagionale, ci voleva una sfida del genere per rivedere il Franchi dopo mesi di sofferenza. Tifosi britannici stanziati anche in tribuna, molto “caldi” e eccitati già un’ora prima del fischio d’inizio. Vanoli con scelte obbligate: Comuzzo adattato sulla fascia destra e ancora l’assenza di Kean. La buona notizia riguarda il ritorno dal 1′ di Solomon, in un tridente composto da Gud e Harrison alle spalle di Piccoli.
Il Palace va sul 4-0 ma Gud tiene “viva” la speranza
passano appena tre giri di orologio e le Eagles sfiorano il vantaggio con Munoz, il suo destro – fortunatamente – si spegne a una trentina di centimetri dall’incrocio dei pali. tentativo per Fagioli al 7′, respinto da un difensore del Palace. Paradossalmente, i Viola durano meno dell’andata: passato il quarto d’ora di gioco, Sarr batte (come a Selhurst Park) De Gea di testa e porta avanti i suoi. Non passano nemmeno cinque minuti che il numero 7 impegna di nuovo la retroguardia gigliata: stavolta il portiere spagnolo lo stoppa, ma la Fiorentina balla e non se ne rende nemmeno conto. Al 27′ Gil Manzano fischia un rigore su Mandragora: dal dischetto parte Gudmundsson e spiazza Henderson. Il pubblico del Franchi torna (timidamente) a crederci, specie quando lo stesso islandese trova un corner combattendo. I tifosi si scaldano anche quando Lacroix cade a terra e vi rimane con le mani nei capelli… per poi rientrare immediatamente dopo l’angolo fallito dalla Fiorentina. Il centrale delle Eagles non ce la fa e viene “scortato” fuori dal campo: seconda sostituzione obbligata nel primo tempo per Glasner dopo Wharton (cambio precauzionale). Cinque di recupero, ma potevano tranquillamente essere di più.
Ndour timbra il cartellino e regala un senso ai ventimila del Franchi
All’intervallo Fagioli alza bandiera bianca, al suo posto Ndour. Ripresa lenta e compassata della Fiorentina, tanto che Kamada riesce ad infilarsi fra le linee e sganciare un destro, dalla facile respinta per De Gea. Ma quando meno te l’aspetti, Ndour trova la rete in Conference League. Un destro a fil di palo imprendibile per Henderson, complice anche una leggera deviazione. Gil Manzano perde di mano il match con un atteggiamento troppo lascivo nei confronti dei calciatori inglesi. Vanoli, a venti dalla fine, inserisce forze nuove dalla ‘Primavera’: Kouadio e Balbo danno il cambio a Comuzzo e Gosens. I successivi neoentrati lasciano invece perplessi: non tanto per loro stessi – Fabbian e Fazzini – quanto per gli uscenti, ovvero i migliori in campo: Gud e Solomon. E se l’israeliano non ha ancora i 90′ nelle gambe, l’uscita dell’islandese è garbata poco anche all’ex Genoa, che aveva riposato con la Lazio. Quattro di extra, anzi questo è proprio il caso di dirlo, di garbage time, per una Viola che esce tristemente di scena dall’Europa dopo quattro anni consecutivi. E le finali conquistate con Italiano sembrano un lontano ricordo… Time changes, Fiorentina too.
Le PAGELLE: Solomon spacca la partita, Comuzzo va fuori fase
DE GEA 6: si fa trovare sempre pronto, non ha colpe sull’incornata ravvicinata di Sarr.
COMUZZO 5: in totale balia delle circostanze, del cambio di ruolo (obbligato per la squalifica di Dodo) e di una pressione che ancora il classe 2005 non sa reggere. Si becca un giallo a pochi secondi dalla fine del primo tempo per una trattenuta stile rugby. KOUADIO (dal 70′) tenta una salita dalla destra ma incespica sul pallone e non ottiene nemmeno corner.
PONGRACIC 5,5: meno in ciampanelle rispetto al centrale sopracitato ma non brilla per tempismo. Non tocca certo a lui ribaltare le sorti della sfida ma qualche avanzata in più non sarebbe sgradita.
RANIERI 6,5: questo tipo di gare Luca non le stecca mai. Tira fuori un carattere e una grinta che se dimostrasse ogni volta, forse, non giocherebbe in questa squadra.
GOSENS 5,5: sale poco, ma già il fatto che sia in campo al 70% la dice lunga sulla voglia di provare quantomeno a pensare ad una rimonta impossibile in partenza. BALBO (dal 70′) s.v. praticamente non la struscia nemmeno.
MANDRAGORA 6,5: si conquista con una giocata di prestigio il rigore dal quale Gud riapre i conti. Tatticamente, è come il pane per questa squadra e la sua assenza nelle ultime settimane si è sentita tutta.
FAGIOLI 5,5: meno in palla rispetto al suo collega di reparto, qualche leggerezza di troppo. E il motivo si palese all’intervallo, quando è costretto ad abbandonare il rettangolo verde per un affaticamento. NDOUR (dal 45′) 6,5: entro, non vedo palla ma al primo tocco la scaravento dentro. Ormai ci ha preso l’abitudine in Europa.
HARRISON 5: siamo sicuri che sia della stessa nazionalità degli avversari? Col rientro di Solomon dall’altra parte, i compagni a malapena si ricordano della sua presenza in campo. Arriva senza forze per concludere dopo una discreta falcata. Bocciato e da rispedire in Premier…ship in fretta.
GUDMUNDSSON 6,5: finalmente nel suo ruolo (e non sulla fascia…), è abile nel districarsi fra le linee. Prende in mano il pallone non appena l’arbitro assegna il penalty: lo trasforma senza grossi patemi. FAZZINI (dal 77′) s.v.
SOLOMON 6,5: frizzantina la sua partenza, condita da qualche slalom ma anche imprecisioni stucchevoli al momento dello scarico. Quando però decide che deve saltare l’uomo, non manca (quasi) mai la missione. Scalda i guanti di Henderson con un tiro forte ma non ingestibile. FABBIAN (dal 77′) 5, è il carattere ciò che gli manca.
PICCOLI 5: Richards lo marca a uomo, non lo lascia scoperto nemmeno per un istante. Combatte, come ogni volta, ma la porta non la inquadra neanche con il mirino. La cosa che lascia più perplessi di tutte, però, è la difficoltà con la quale non riesce a conciliare la sua altezza con la sua corporatura. Quasi duecento centimetri per non dominare mai l’avversario in area piccola
VANOLI 6,5: scelte coraggiose e impronosticabili per un tecnico che ha dimostrato di saper preparare con grande difficoltà le partite che contano. E proprio la trazione a forza 4 – Harrison, Gudmundsson, Solomon e Piccoli – lo ripaga. Non inizialmente, poiché i suoi vanno sotto al quarto d’ora, ma col passare del tempo, con una presa di fiducia vista poche volte in questa stagione.




