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La dedica del telecronista Fabrizio Innocenti: “Grazie Antella 99, un piccolo tributo a microfoni spenti”

Grazie Antella ’99. 

Così il poliedrico Fabrizio Innocenti – insegnante, portiere, scrittore e telecronista – ha intitolato questa “lettera” a scarpini momentaneamente appesi, rivolta ai bianco-celesti, compagine che ha seguito nelle uscite casalinghe (e non solo) come narratore, microfono in mano.

Fabrizio è stato artefice e motore dell’esclusiva di Dai Colli Fiorentini che vi ha trasmesso, in diretta Facebook, le partite dell’USD Antella 99, altrimenti a porte chiuse e non visibili ai più. Fabrizio, in queste poche giornate di un campionato incerto, inedito e imprevedibile, ha raccontato e osservato una squadra che lo ha coinvolto per spirito di passione e attaccamento alla causa, alla quale ha voluto dedicare queste parole.

* Leggi anche: video e fotogallery Antella 99 vs Terranuova Traiana *






“Dal signor Labruna al signor Labruna. L’arbitro della sezione di Pontedera che ha avviato il campionato dell’Antella ’99 in quel di Signa lo scorso 18 aprile, e che di fatto lo ha concluso questo pomeriggio in via di Pulicciano, fra le mura amiche ripolesi, contro il Terranuova Traiana.

Quello che resta, di questo ennesimo strepitoso capitolo biancoblù, la classifica lo dice ma non lo spiega. Ci proviamo noi? Giammai, sennò il campo a cosa serve?

E allora perché si passa dal microfono alla carta? Essenzialmente per dire grazie a questa storia che ci ha permesso di farsi raccontare. Una storia per qualcuno già sentita, ma che siamo certi non abitui mai abbastanza. Per fortuna.

Dal canto mio, da inguaribile appassionato di calcio, dire grazie a questa realtà assume connotati ben precisi.

Fabrizio Innocenti

Innanzitutto perché non si può non ammirare una società che fa della continuità la propria vera forza. Seconda di poi perché tale processo antepone illo tempore il valore della persona alle qualità del calciatore, tecnico, dirigente o collaboratore di turno. Mi trattengo dal fare qualche nome, perché non vorrei sminuire nessuno. Nessuno di coloro che – in minima ma onesta parte – ha contribuito o contribuirà ad alimentare questo Pandino a fari spenti che ogni anno, di riffa o di raffa, va di traverso a tanti.

Provo, casomai, a compendiare quello che ho capito di questa instancabile e generosissima macchina.

L’Antella è una squadra che, parafrasando una citazione de’ L’arte di vincere, odia perdere più di quanto ami vincere. E questo tipo di umiltà la rende ambiziosa al punto giusto, ogni volta che le si presenta l’occasione. Ma le occasioni, come tali, vanno sapute cogliere, e la squadra del suo allenatore Stefano Alari (quanto è calzante l’aggettivo possessivo…) può tenere corsi accademici in materia.

E chissenefrega se il miracolo playoff si è materializzato solo a metà. All’Antella i lieti fini non funzionano, perché da quelle parti non c’hanno voglia di stoppare proprio niente.

Guai perciò a non ripartire con quella stilla d’acquolina in bocca che non deve mai far dimenticare loro chi sono, ma che al contempo glielo deve ricordare.”













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