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La consigliera Redini sul rischio idrogeologico, allagamenti a Grassina ed Antella: “Quanto è urgente la sicurezza?”

Sonia Redini, consigliera comunale di “Per Una Cittadinanza Attiva“, ha presentato nell’ultimo consiglio comunale del 26 marzo scorso due atti connessi l’uno all’altro, entrambi relativi al tema del rischio idrogeologico territoriale e agli interventi previsti per prevenire nuove alluvioni, l’ultima risalente al 14 Marzo. Nel dettaglio Redini si è chiesta quanto sia “urgente la sicurezza” ed ha interrogato Sindaco e Giunta sulla questione vigente di via Labriola, tema già portato all’attenzione del Consiglio Comunale in data 13 Marzo ma senza esito.

Per i fatti relativi al settembre 2020, quando un nubifragio colpì l’Antella danneggiando immobili commerciali e residenziali, il Tribunale di Firenze ha confermato la corresponsabilità del Comune, di Publiacqua e di Autostrade e ribadisce l’urgenza di realizzare una cassa di espansione a monte dell’abitato antellese, stabilendo dei tempi e delle successive penali, in caso di ritardo (leggi qui).

Dato il contenuto dell’ordinanza e la previsione di una cassa di espansione a monte del TB16, che ora viene richiesta con estrema urgenza, Redini aveva già posto una domanda d’attualità al consiglio comunale del 13 marzo ma, non avendo ricevuto, ha riproposto la questione sotto forma di interrogazione scritta nell’ultima seduta consiliare. Cosa si chiede a Sindaco e Giunta? “Come intenda procedere il nostro Comune, arrivati a questo punto della vicenda giudiziaria? Per quale ragione la cassa di espansione è stata stralciata dal progetto, benché fosse stata indicata anche in un progetto di fattibilità, redatto dai nostri uffici tecnici.”

Inoltre la consigliera Redini ha presentato una domanda d’attualità che riportiamo di seguito, relativa ai lavori “anti-allagamento” per l’abitato di Grassina:

“Al Consiglio comunale di mercoledì scorso, 26 Marzo, abbiamo fatto una domanda di attualità sull’intervento che è cominciato lunedì, nel giardino della scuola “Masi”, a Bubé, per eliminare la prima parte del tombamento del fosso delle Fonti.

Un lavoro corretto, ma non certo tempestivo, come lo ha definito il Sindaco! Tanto è vero che era già previsto fra i 13 progetti, concordati tra Comune, Consorzio e Genio civile a dicembre 2022, che l’allora assessore, oggi Sindaco, aveva denominato “anti allagamenti”.

Se anche soltanto quelli sul fosso di Montauto e delle Fonti fossero stati realizzati, gli allagamenti in Via Pian di Grassina il 14 marzo non ci sarebbero stati. E la conferma viene dal Sindaco stesso quando ha detto che per avere un progetto ed indire una gara servono 2 anni. Che ci sarebbero stati! Sì – si dirà – ma le risorse? Si sarebbero potute trovare allora come si pensa di trovarle adesso.

Anzi, ora, senza progetto e senza gara, siamo a fare un affidamento diretto a due ditte, la Rosi Leopoldo e la ACER, e i costi non sono ancora quantificabili. Dal 2022 avremmo potuto fare una gara d’appalto, con un ribasso d’asta e magari risparmiare e ci sarebbe stato il tempo di fare un lavoro non frettoloso. Insomma, meglio tardi che mai, ma forse a discapito della trasparenza e dei danni, subiti dagli stessi cittadini nelle stesse zone.

E, per dire le cose come stanno fino in fondo, se questa volta non ci sono stati allagamenti ad Antella è anche grazie ai lavori sulla fognatura, ma ricordiamoci che averli realizzati non è stata una scelta dell’Amministrazione, bensì un obbligo: ci sono state sentenze del Tribunale che hanno condannato Comune, Publiacqua e Autostrade a fare le opere di messa in sicurezza dell’abitato e non sono neppure sufficienti, perché manca una cassa di espansione a monte dell’abitato e potrebbero esserci delle penali da pagare (leggi qui). E’ bene sapere che fino ad oggi abbiamo pagato oltre 23 mila euro di spese legali, con persone che non possono ancora rientrare nelle proprie abitazioni.

La somma urgenza c’è già da diversi anni in questo Comune, senza arrivare all’emergenza di quest’ultima alluvione. E ciò che ancora non si vuol capire – ma gli allagamenti purtroppo servono a rammentarcelo – è che si dovrebbe cominciare con un corretto uso dei suoli, smettendo di impermeabilizzare con nuove costruzioni. Rivedere le previsioni urbanistiche è il primo passo che, a livello comunale, possiamo fare per adattarci ai cambiamenti climatici e garantire maggiore sicurezza alla nostra comunità. E lo si deve fare con la massima urgenza.”

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