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“La bellezza salverà il mondo” anche dopo il covid19: la Collezione Casamonti a Firenze

Articolo di Lucrezia Caliani, storica dellArte






Questa quarantena ci ha costretto a rinunciare alle nostre piene libertà ed ancora, malgrado la fase 2 sia iniziata, siamo obbligati a disposizioni imposte e limitazioni consistenti. Mentre eravamo confinati nelle nostre abitazioni, abbiamo viaggiato con la mente, concependo alcuni pensieri che ci erano sempre apparsi banali: quando potremmo, dovremmo finalmente fare tutto ciò che il nostro isolamento ci aveva proibito e magari smettere di procrastinare e rimandare quelle cose che “posso fare quando voglio”.

Dedicarsi un po’ all’arte potrebbe e dovrebbe essere una di quelle cose, perché se è vero che, come scriveva Dostoevskij, “la bellezza salverà il mondo”, in alcuni momenti è un po’ più difficile crederci. Ma una cosa è certa: il mondo della cultura e dei musei, con tutte le iniziative pensate ad hoc per questa difficile condizione, è stato molto bravo a non abbandonarci e a non collassare su se stesso in un periodo così complesso, ma sta anche a noi aiutarlo per una forte ripresa.

Personalmente una cosa che sicuramente farò appena possibile sarà visitare la Collezione Roberto Casamonti (aperta dal 20 Maggio); forse non tutti lo sanno ma tra le ricchezze medievali e rinascimentali, a Firenze non mancano nemmeno tesori di arte moderna e contemporanea e la Collezione Casamonti ne è un magnifico esempio. 

Anche solo per la sua ubicazione la collezione merita una visita: le opere sono infatti ospitate all’interno di Palazzo Bartolini Salimbeni. Collocato nel punto che da Piazza Santa Trinita offre il passo a via Tornabuoni, il palazzo è uno dei più celebri edifici privati rinascimentali della nostra città, costruito nel 1520 da Baccio d’Agnolo per il provveditore della zecca Giovanni Bartolini Salimbeni. La collezione, ospitata al primo piano di questo splendido palazzo, rappresenta il percorso collezionistico intrapreso nel corso degli anni da Roberto Casamonti, uno dei maggiori collezionisti d’arte del nostro paese (e non solo) e storico fondatore della Galleria Tornabuoni, dai primi anni del Novecento sino ai giorni nostri, con un’attenzione sia verso l’arte italiana che quella internazionale. La scelta di esporre questa preziosissima collezione viene dal desiderio di Roberto Casamonti di «condividere i valori di cui l’arte è portatrice, del suo potenziale educativo, in grado di strutturare e educare il pensiero, l’anima e la consistenza del nostro vivere».

Dato la notevole mole di opere presenti nella collezione, essa è stata divisa in due nuclei che vengono esposti a rotazione alternati in due diverse mostre. La prima comprende opere che vanno dai primi anni del XX secolo fino agli anni Sessanta del secolo scorso; per l’esposizione di questo primo nucleo di opere, la prima sala è stata dedicata alle opere dei grandi maestri italiani di inizio secolo tra cui Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà e Gino Severini per fare solo alcuni nomi.

La seconda sala è invece consacrata ad artisti stranieri quali Max Ernst, Wassilly Kandinsky Paul Klee, Pablo Picasso e molti altri. Le altre quattro sale vedono esposte opere di artisti non meno prestigiosi, rappresentanti dell’arte contemporanea italiana nel mondo come Emilio Vedova, Alberto Burri e Piero Manzoni, ma anche artisti di fama internazionale del calibro di Andy Warhol.

Il secondo nucleo della collezione invece comprende opere che vanno dagli anni Sessanta alla contemporaneità, quella parte della storia dell’arte che stiamo ancora scrivendo dunque, e di cui la collezione Casamonti vanta esempi di artisti tra i più acclamati e discussi sull’attuale scena artistica come Marina Abramović, Maurizio Cattelan, Bill Viola, Christo e Anish Kapoor.

Dunque la Collezione Casamonti merita non una, bensì due visite! Appena potremo riappropriamoci di tutto quello che possiamo fare, vedere, amare; ripopoliamo le nostre città, le nostre strade, i nostri musei. “Lo posso fare quando voglio…e lo voglio fare subito!”.






Articolo di Lucrezia Caliani
Sono nata in un caldissimo agosto del 1991 a Firenze e ho sempre vissuto a Bagno a Ripoli; mi sono innamorata dell’arte da bambina, guardando un poster di Mirò appeso nel mio salotto. Da allora non ho mai perso questa passione che mi ha portato a laurearmi in Arte Contemporanea all’Università di Firenze e a proseguire gli studi per la laurea magistrale. Mi piacerebbe trasmettere questo amore per l’arte contemporanea e dare il mio contributo per avvicinare quante più persone possibili a questa materia, che potrebbe sembrare lontana e incomprensibile ma riserva sorprendenti bellezze.






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