Caso Metaenergia. Vince l’unità del territorio che respinge il progetto di una nuova centrale elettrica nel Chianti.
Il Tribunale Amministrativo regionale per la Toscana ha dato ragione al Comune di Greve in Chianti. Pronunciandosi in forma definitiva nella sentenza emessa ieri, il Tar non solo ha respinto in ogni sua parte il ricorso presentato dal gruppo Metaenergia Produzione Srl al quale il Comune aveva negato l’introduzione di una Variante negli strumenti urbanistici per costruzione di una nuova centrale elettrica nell’area di Testi, ma ha condannato la società a sostenere le spese processuali e a corrisponderle all’amministrazione grevigiana nella somma complessiva pari a 5mila euro.
Si è risolta con la vittoria netta di un intero territorio, l’area del Chianti, la lunga e complessa vicenda per la quale l’amministrazione comunale di Greve aveva espresso e ribadito coerentemente e in più occasioni, prima, durante e dopo il percorso partecipativo rivolto alla cittadinanza, la propria ferma contrarietà al progetto firmato dalla società per la realizzazione di una centrale elettrica mirata alla produzione di gas naturale nell’area di Testi.
Era stata la posizione espressa a maggioranza lo scorso luglio dal Consiglio comunale l’ultima tappa istituzionale che sanciva il no alla richiesta della società di introdurre una variante al Piano attuativo ExPP3 Utoe Testi per la realizzazione e l’esercizio di una Centrale Termoelettrica, con motori endotermici a gas naturale della potenza complessiva di circa 148 MWt. La deliberazione, varata a maggioranza, in assenza dell’opposizione che aveva scelto di alzarsi e abbandonare la sala consiliare al momento del voto, aveva portato a conclusione il percorso e la definizione del rifiuto, scegliendo di supportare e condividere le argomentazioni dell’amministrazione comunale.
Motivazioni che sono state ritenute idonee in sede giudiziaria per diverse ragioni. Come attesta la sentenza, il Tar ha riconosciuto l’adeguatezza degli atti presentati e motivati dall’amministrazione comunale con i necessari riferimenti agli aspetti urbanistici. E’ stata rimarcata la genuinità e la conformità alle norme del percorso partecipativo aperto alla cittadinanza sulla variante richiesta dalla controparte. In questo caso della Giunta comunale è sottolineata la legittima espressione del proprio parere contrario senza alcuna volontà di vanificare o ritardare l’iter del procedimento. Nella sentenza, oltre alla competenza del Consiglio Comunale nelle deliberazioni assunte, è rilevato l’atteggiamento leale del Comune nel riconoscere le situazioni esistenti, relative sia alle previsioni contenute nel Nuovo Piano Operativo sia rispetto alla validità della Convenzione del 2009. Forte è la soddisfazione del sindaco Paolo Sottani, da tempo impegnato al fianco della giunta e dei consiglieri comunali di maggioranza, nella risoluzione di questa complessa questione di carattere economico, urbanistico e ambientale.
“La sentenza del Tar che riconosce il corretto operato dell’amministrazione comunale non è la vittoria del sindaco, né quella della giunta comunale – commenta il primo cittadino – è l’affermazione di una posizione condivisa da un’intera comunità; cittadini uniti, attivi e responsabili che si sono mobilitati a difesa del Chianti, di ciò che esso storicamente rappresenta e dell’investimento che insieme, istituzioni, realtà economiche, tessuto sociale e culturale, intendiamo proiettare e costruire nel futuro. E’ stato un procedimento lungo e articolato, caratterizzato da assemblee pubbliche, dibattiti politici, occasioni di confronto, che siamo riusciti a portare a termine in modo favorevole grazie al sostegno del territorio, di tutte le realtà economiche che lo rendono dinamico e vitale, che ci hanno sostenuto e hanno condiviso questo difficile percorso. Un ringraziamento sentito va a tutti a loro. Esprimo la mia profonda gratitudine all’avvocato Francesco Barchielli che ha svolto il suo lavoro con estrema cura e professionalità, gli uffici del Comune, in particolare l’ingegnere Laura Lenci del settore Urbanistica, il Segretario Comunale la dottoressa Alessandra Capaccioli che ha gestito la complessa fase del percorso partecipativo, e i consiglieri comunali di maggioranza per la loro costante partecipazione al percorso. Mi preme sottolineare che, senza alcun supporto dalla minoranza, sono stati i consiglieri di maggioranza ad assumersi la responsabilità di una decisione che pensavamo unanime e di interesse comune”.
“La sentenza del Tar – conclude – riconosce la correttezza di una posizione che abbiamo assunto fin dall’inizio della vicenda, ovvero che le questioni urbanistiche spettano al Comune. Prendendo le distanze dal discutibile atteggiamento di Metaenergia che minacciava danni a carico del Comune nell’ordine di svariati milioni di euro, non abbiamo mai abbandonato la convinzione che il soggetto cui è affidato il diretto governo del territorio è l’amministrazione comunale. E nessun’altra realtà. Siamo felici che il Tar ne abbia dato prova con la sentenza espressa a favore del Comune di Greve in Chianti”.




