Prendila come viene, dice il titolo. E sostanzialmente è il motto del Centro Storico Lebowski, una società impossibile da raccontare senza viverla da dentro. Ci ha provato DAZN, nel documentario dedicato a Borja Valero e all’approfondimento a 360 gradi della realtà grigionera.
Dalla Prima Squadra (che con Borja in campo però non ha mai vinto quest’anno) fino alle iniziative per il sociale, il documentario entra in campo insieme ai piccoli calciatori della Scuola Calcio, la cui storia è raccontata da Matthias Moretti, addetto stampa del Lebowski: “Dopo alcuni anni in cui sostanzialmente si perdeva e basta, nel 2010 abbiamo dato vita all’azionariato popolare. Tutti i tifosi sono soci della cooperativa, così come i genitori dei bambini della scuola calcio nata nel 2015. Ai piccoli abbiamo sempre detto: prendiamola come viene, il nostro modo di vivere il calcio. Un bambino, una volta, dopo una terribile sconfitta, in spogliatoio ha detto soltanto: pazienza, noi vinciamo a prescindere”.
L’azionariato popolare è un caso unico in Italia. Il Lebowski presenta una struttura quasi utopistica per il nostro calcio; ognuno detiene una quota della società, ma indipendentemente da quanti soldi versi nel calcio grigionero, il suo voto vale sempre uno. Democrazia e uguaglianza identitaria al servizio dei piccoli e dei grandi, con un tifo da Serie A. Il Lebowski ha più volte battuto il record di presenze ufficiali allo stadio “Nesi” di Tavarnuzze, oscillando tra i 500 e i 600 spettatori a partita.
Poi la lente di ingrandimento si sposta sulla Prima Squadra. Il documentario inquadra da vicino bomber Ferravante: “Oltre a mandare un pallone dentro la rete, cerchiamo di creare progetti che prima non c’erano”. Poi la Stella della squadra, Lorenzo Calbi, un anno da 14 gol: “Sono qua da cinque anni, sento il Lebowski dentro”. Così come il capitano Daniele Geri: “A volte anche io stesso mi chiedo cosa voglia dire il Lebowski. Il contesto ci fa sentire come dei Professionisti, visti i tantissimi tifosi che vengono a vedere le partite. I bambini ci guardano come se fossimo delle superstar, ci chiedono foto e autografi”.

E Borja Valero? “Lo abbiamo assaggiato a spizzichi e bocconi, era spesso impegnato con voi giornalisti” confessa col sorriso mister Diego Murras. “Ma quando ha giocato con noi ci ha lasciato sensazioni di grande calcio. Un vero esempio”.
Peccato solo per i risultati. Zero gol, una clamorosa traversa colta su punizione in Coppa Toscana. Borja Valero ha conquistato il Lebowski per carisma, umiltà e simpatia, ma, come gli fa notare il capitano Geri, “sono arrivate zero vittorie”.
Documentario profondo, quello di DAZN. C’è spazio anche per il Calcio Femminile, per le ragazze di Andrea Serrau. Bravura e integrazione: il CS Lebowski femminile ha vinto il campionato di Eccellenza e guadagnato la Serie C grazie ai successi contro il Livorno e contro il Doccia, all’ultima giornata. Ma ha anche dato spazio a chi il calcio rischiava di dimenticarlo per sempre: Fatima, una ragazza afghana che gioca con le grigionere alla faccia dei Talebani che volevano rubarle i sogni.
Fra un giro al campo sportivo di Tavarnuzze, quartiere generale dei grigioneri, una passeggiata in Piazza della Signoria con Borja Valero a fare da guida e una remata sotto Ponte Vecchio, il Lebowski gioca ogni giorno su tutti i campi. E forse non aveva tutti i torti, quel piccolo giocatore della Scuola Calcio, quando diceva che vincono sempre.






