Galluzzo vs Chianti Nord, match di Prima Categoria, è già passato alla cronaca per un episodio che con lo sport e con il calcio c’entrano meno di niente. Un gesto da condannare e punire come monito ai “picchiatori” che calcano i campi di calcio dilettantistici e si divertono a mettere a repentaglio la salute degli avversari. Non è un’esagerazione.
Un conto è prendersi a pedate, sempre nei limiti dell’agonismo calcistico, un altro è rifilare un gancio in pieno volto, inatteso e pertanto a corpo rilassato, impreparato.
E’ quanto accaduto al 35° minuto della sfida giocata allo stadio del Galluzzo, con vista sulla Certosa: Simone Massa, attaccante del Chianti Nord, spalle alla porta e con il difensore alle calcagna, d’improvviso si è accasciato a terra poco oltre il centrocampo. Un colpo udito chiaramente malgrado l’azione si giocasse da tutt’altra parte, l’urlo del giocatore, il sangue sul viso del chiantigiano.
Una roba che pensavamo fosse solo triste ricordo di qualche decennio fa quando i campi sterrati sostituivano i manti sintetici e nella polvere alzata dai tacchetti ne succedeva di ogni, compresi colpi proibiti e gratuiti.
L’arbitro, girato verso il pallone e senza collaboratori, pur non avendo visto in prima persona la violenza commessa, si è “fidato” del sangue uscito dal naso di Massa ed ha estratto il rosso a Segoni.
Al di là della correttezza della decisione arbitrale, l’episodio solleva una questione ben più sostanziale e annosa: la terna è – dovrebbe essere – imprescindibile su un campo da calcio dilettantistico, anche in Prima e Seconda categoria. Un elemento che garantisce maggior sicurezza sia al direttore di gara che ai giocatori in campo, fungendo da deterrente ad azioni criminali come questa che stiamo denunciando.
I segni rossi pitturati sui volti, come avevano ieri gli arbitri in segno di non violenza nei loro confronti, o altre misure dimostrative, non bastano; ci vogliono atti concreti per prevenire che un atleta di vent’anni finisca in ospedale con un trauma cranico o in condizioni critiche.
Massa è uscito dal campo dopo l’infortunio rimediato, ha trascorso la domenica all’ospedale di Torregalli dov’è rimasto fino alla mezzanotte e se l’è cavata, diciamo così, con la rottura del naso. Oltre all’evidenza del colpo subito disegnata sul volto del giocatore, c’è un’altra testimonianza inoppugnabile a documentare il grave accaduto: il filmato.
Ecco perché pensavamo a tali circostanze come retaggio di un calcio dilettantistico che fu: smartphone, telecamere e riprese pressoché onnipresenti, il più delle volte, scongiurano le violenze extrasportive. Ma, se almeno non le evitano le riprendono, diventando materiale buono da mettere nelle mani del giudice sportivo: a fine gara i dirigenti del Chianti Nord hanno mostrato a Landi le immagini video del cazzotto, aiutando il direttore di gara a compilare il referto arbitrale.
Adesso sta alla Giustizia Sportiva fare la sua parte.


