Il bar del Circolo Arci di Chiocchio riapre i battenti.
La notizia era attesa e nell’aria, adesso ufficiale, con tanto di elemento “etnico” a mettere un po’ di pepe sulla novità. Dopo 12 mesi esatti di luce spenta e porta chiusa, marzo sarà il mese che inaugurerà un’avventura tutta da testare, auspicandone la riuscita e scongiurando il rischio di altre chiusure che minerebbero la socialità della piccola frazione grevigiana.
Del resto Chiocchio non pullula di locali o altri luoghi di aggregazione oltre a quel bar rimasto inaccessibile per un anno. Ecco perché la ripresa delle attività è da segnare in rosso sul calendario di residenti e pendolari che transitano quotidianamente dalla Chiantigiana.
Chi saranno i nuovi gestori?
Il bando per decretare a chi affidare i destini del locale è stato erogato ad inizio dicembre e le domande pervenute al Consiglio Direttivo dell’Arci di Chiocchio, presieduto da Giuseppe Roschi, sono state due soltanto. 50 e 50. A selezionare l’offerta migliore sono stati i membri del Consiglio Direttivo assieme ad alcuni storici rappresentati della comunità. Un mesetto e mezzo di tecnicismi e burocrazie, dunque l’ufficialità della scelta presa.

A prendere in eredità l’esercizio commerciale destinato a bar saranno tre ragazzi originari dello Sri Lanka, residenti a Chiocchio e conosciuti in paese, sulla quarantina. Ecco l’ingrediente etnico che vi avevamo anticipato: Dino, Danilo e Pria – i loro nomi italianizzati – gestiranno il locale con un’idea di sviluppo che include anche pizzeria, ristorante, pranzi e cene a tema “cucina fusion” (tra le possibili proposte il cinghiale in agrodolce). Dei tre nuovi esercenti uno è stato pizzaiolo con esperienza professionale anche a Napoli ed un altro è cuoco.
Prevista una tinteggiatura delle pareti per rinfrescare il locale riqualificato a ottobre 2020 ma disabitato da 12 mesi e poi via alle danze; si partirà con la semplice gestione del bar, dalle colazioni fino al pomeriggio e poi, trascorso il periodo di rodaggio, si penserà a mettere in piedi il prossimo step: ovvero la creazione dell’area ristoro.
Dall’Arci di Chiocchio si dicono contenti della scelta e della possibilità di realizzare uno spazio pizzeria – ristorante, finalizzato a catalizzare i clienti e incentivare la sosta: in attesa di una data precisa, è Marzo il mese stabilito per la nuova apertura, come del resto riporta un foglietto appeso alla porta d’ingresso della struttura.
Rimarrà ad appannaggio dell’Arci, invece, l’ampia sala adiacente al bar dove si realizzano sagre paesane ed eventi associativi.



