“Troppo giovane per lasciarci, troppo amato per essere dimenticato, vivrai per sempre nei nostri cuori”. Poche righe dedicate a Samuele Spinelli, il suo volto sorridente più in basso, visibile su un cartellone posizionato all’ingresso della chiesa di San Giuseppe al Galluzzo. Sono le 15:00 di martedì 28 luglio ed il feretro di Samuele è stato appena trasportato dai suoi amici all’interno del luogo sacro. Poco prima, alle 14:40, l’assessora al Comune di Firenze Letizia Perini, galluzzina doc, aveva dato il via ad un breve corteo realizzato in sella a moto e motorini.
Gli amici della vittima, con la maglia “Giustizia per Samuele”, sono partiti da piazza Acciaiuoli, si sono recati a San Felice a Ema, hanno atteso la partenza del carro funebre e lo hanno “scortato” fino alle gradinate della chiesa del Galluzzo. Facendo più rumore possibile, clacson, fischietti, applausi, fumogeni a colorare la comitiva del ricordo ed il coro “Samu, Samu, Samu”.
Sul feretro, poi, la bandiera giallo-blu che contraddistingue il quartiere del Galluzzo, una piccola città dentro Firenze, con i suoi ritmi, le sue feste, le sue logiche. Samuele Spinelli era cresciuto proprio in piazza Acciaiuoli, nel cuore del “rione” fiorentino.
Il giovane, classe 1998, avrebbe compiuto 28 anni tra pochi giorni: Samuele, invece, ha perso tragicamente la vita ad inizio giugno, a Barcellona, in circostanze ancora da chiarire. Proprio la disposizione dell’autopsia, oltre al rimpatrio del corpo senza vita del ragazzo, hanno prolungato i tempi per dare l’ultimo saluto e degna sepoltura al fiorentino. Oggi, finalmente, dopo oltre un mese di sofferenze indicibili, la famiglia ha potuto celebrare il funerale di Samuele, al fianco di amici e compaesani, alleviando in parte un dolore insopportabile.
La t-shirt indossata da numerosi partecipanti, con la scritta “Giustizia per Samuele”, tuttavia, mostra la necessità di scoprire la verità e le nebbie dietro ad una scomparsa da comprendere.










