“Firenze è diventata una città dove si viene multati con certezza anche quando si parcheggia in buona fede, perché le strisce non ci sono più, sono invisibili o non sono mai state ripristinate dopo i lavori”.
A dirlo è Sheila Papucci, responsabile del Dipartimento Imprese di Fratelli d’Italia a Firenze, dopo aver raccolto le testimonianze di molti cittadini, commercianti e lavoratori che hanno ricevuto sanzioni per aver parcheggiato in aree dove la segnaletica orizzontale era assente, cancellata dal tempo o rimossa dai cantieri senza essere mai rifatta.
“Sul Lungarno Corsini, dopo mesi di lavori, la strada è stata riaperta senza alcuna segnaletica orizzontale: nessuna striscia a terra, indicazioni poco o per nulla visibili e, nonostante questo, pattuglie della polizia municipale presenti per tutta la giornata a elevare multe e a spostare le auto. Ancora – continua Papucci – in via Monte Oliveto e in via Pisana la situazione non è migliore: strisce dei parcheggi completamente cancellate o talmente scolorite da essere invisibili, con cittadini che tornano a prendere l’auto e trovano una sanzione senza aver avuto alcun modo di capire dove fosse consentito o vietato sostare”.
“Il problema non riguarda solo i parcheggi – aggiunge Papucci – ma anche la segnaletica orizzontale a tutela della sicurezza: in piazza Ferrucci le strisce pedonali risultano sbiadite e difficilmente visibili, mentre in piazza della Calza la segnaletica dei parcheggi è stata cancellata e mai ripristinata, creando ulteriore confusione in una zona già complessa per traffico e flussi”.
“Le vittime di questo sistema non sono i furbetti che non vogliono pagare il parcheggio, ma chi lavora, chi vive la città ogni giorno, i commercianti che già fanno i conti con difficoltà enormi e i lavoratori che arrivano in centro e rischiano la multa solo per aver lasciato l’auto dove non c’era alcun divieto leggibile. Molti di loro – spiega la responsabile Imprese di FdI Firenze – rinunciano perfino a fare ricorso, perché conviene pagare 30 o 50 euro piuttosto che rischiare di perdere e pagare il doppio: così il Comune incassa e il problema resta, alimentando una vera e propria tassa occulta sul disordine della mobilità fiorentina”.
“Questa situazione si inserisce in un quadro in cui Firenze è stabilmente ai vertici nazionali per incassi da multe stradali. Nel 2025, mentre a livello nazionale si registra una frenata delle sanzioni, il Comune di Firenze ha incassato 64,1 milioni di euro, con un aumento del +4,1% rispetto all’anno precedente, confermandosi in controtendenza rispetto alle altre grandi città. Secondo i dati diffusi dal Codacons – sottolinea Papucci – Firenze rappresenta un’anomalia: la Toscana è seconda a livello nazionale per gettito complessivo da multe, con 208 milioni di euro, e Firenze da sola drena quasi un terzo del totale regionale. Un risultato ancora più sorprendente se si considera che, pur avendo popolazione e territorio molto inferiori a Roma, Palazzo Vecchio riesce a incassare oltre la metà di quanto entra nelle casse della Capitale”.
“Viene allora da chiedersi – attacca Papucci – se siamo davvero di fronte a una città di automobilisti straordinariamente indisciplinati o se, invece, le multe siano diventate una voce strutturale di bilancio, una tassa occulta che colpisce cittadini, commercianti e lavoratori. Quando la segnaletica è assente e le sanzioni aumentano, il paravento della sicurezza stradale cade e resta solo l’esigenza di fare cassa”.
“Come Fratelli d’Italia – conclude Papucci – chiediamo il ripristino immediato della segnaletica orizzontale e verticale, la sospensione delle sanzioni nelle aree prive di indicazioni chiare e una gestione della città che torni a tutelare chi lavora e vive Firenze ogni giorno, invece di colpirlo sfruttando il caos”.




