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Niente da fare, la Fiorentina non sa vincere. Rimonta del Torino in extremis al Franchi

Malino, non malissimo, ma comunque maluccio ancora la Fiorentina dell’ex Torino Paolo Vanoli. I viola non riescono a vincere nemmeno in casa contro i granata, artefici di una discreta gara sul prato del Franchi. Viola terzultimi a parimerito col Lecce, che però deve ancora affrontare l’Udinese.

Il ritorno di Kean

Torna titolare Moise Kean, dopo l’infortunio e qualche “mal di pancia” di troppo”; Vanoli deve assolutamente ritrovare i tre punti e si affida ai suoi migliori uomini a centrocampo, nonostante siano tutti in diffida.

Ma la partenza è a rilento

E’ subito il centravanti rientrante a rendersi peeicoloso con un coolpo di testa da corner; sulla ripartenza, però, i granata sfiorano il palo alla destra di De Gea e infine Lazaro calcia bene ma troppo in alto pwer impensierire l’eestremo difensore iberico viola. Bene anche Solomon, congermato dal 1′ dopo la rete a Napoli. Occasione da ottima posizione sprecata malamente da Kean dopo dieci minuti: il numero 20, su lancio millimetrico di Fagioli, supera sì Paleari ma con un tocco per nulla morbido che finisce dentro ai cantieri della Curva Fiesole.

E così Casadei apre le marcature

Sono gli ospiti, gli avversari – come accade quasi sempre in questa stagione – a sbloccare le marcature. Su cross del turco Ilkhan, Casadei si tuffa “a pesciolino” trafiggendo un incolpevole De Gea, preso alla sprovvista a causa di una retroguardia troppo lasciva. La reazione, comunque, non manca: prima con Brescianini – fermato da uno splendido Paleari – e poi con Mandragora che non riesce ad angolare più di tanto il suo sinistro. Il Franchi spinge i Viola, che timidamente provano a pareggiare subito i conti; ma il Toro è tenace e non si scompone mai troppo, forte del terzetto composto da Coco, il capitano Maripan e l’ex Empoli Marianucci. Sfiora soltanto la traversa Comuzzo da calcio d’angolo: il difensore viola si mette le mani nei capelli ma la sensazione è quella che alla Fiorentina servano tantissime conclusioni prima di provare a far preoccupare la difesa di Baroni.

Gud va KO, ma la Viola la ribalta con un uno-due

Nella ripresa, pronti-via, Gudmundsson è costretto ad abbandonare il terreno di gioco. “Fatale” un contrasto in mezzo al campo, che è “costato” la caviglia del numero 10 della Fiorentina. Si prospetta un lungo stop per lui. Al suo posto, l’inglese Harrison per dare maggior spinta sulle fasce… Risultato? I viola la pareggiano dal centro, con un recupero di Mandragora decisivo per il destro di Solomon che trafigge Paleari. Pochissimi minuti dopo, il neo entrato Harrison imbuca Kean che anticipa una conclusione vincente per il 2-1. Baroni corre ai ripari, inserendo seduta stante l’ex di turno, il centravanti argentino Simeone, figlio del grande Cholo.

E alla fine l’ultima parola è degli avversari (come al solito…)

Onde evitare brutte sorprese, Vanoli toglie dal campo due dei tre centrocampisti diffidati, ovvero Brescianini e Mandragora, lasciando invece sul rettangolo di gioco il buon Fagioli. Al posto loro, Ndour e il neo acquisto Fabbian. Fuori anche Kean per Piccoli, per provare a tenere alta la squadra; dentro anche Ranieri al posto di Solomon, il migliore in campo. Ma per dare seguito al motto di questa stagione – ovvero, “mai una gioia” – una zucccata di Maripan si infila all’angolino, lasciando De Gea e tutto lo stadio a bocca aperta. La Fiorentina resta incredula davanti alla propria Curv, non sapendo cosa fare – lo stesso di ciò che accade in campo. Andare dai propri sostenitori o evitare di prendersi i fischi? De Gea, il più saggio di tutto lo spogliatoio, sceglie la via della ritirata.

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