E’ di nuovo tempo di Coppa Italia per la Fiorentina, che, dopo aver superato il Benevento con l’unica vittoria di Grosso, ospita il Pisa in un derby che vede soprattutto il ritorno al Franchi di Vanoli.
Il “neo” tecnico opta per qualche cambio rispetto alla vittoria di Venezia. Confermati solo De Gea e Dragusin in difesa, con ampio turnover con Joao Mario, Pongracic e Valdepenas. Anche in mezzo al campo, le rotazioni non mancano: del Penzo è rimasto solo Ndour, a supporto di Oulai e Brescianini. Sorprende vedere Mastantuono dal 1′ contro una formazione cadetta, ma Vanoli punta a cavalcare l’onda della tripletta. Gnonto e Pellegrino, invece, rimpiazzano Njie e Beto. Diversi cambi nell’undici titolare anche nella squadra ospite, reduce da un gravissimo 4-1 casalingo rifilato dalla Virtus Entella nell’ultimo turno di Serie B.
Presente il presidente Joseph Commisso, in tribuna assieme alla madre Catherine, all’indomani del Pegaso d’Oro ricevuto per i 100 anni del club. clima si oserebbe dire infuocato prima del fischio d’inizio con tanti cori della Curva Fiesole poco amichevoli nei confronti dei tifosi pisani al seguito della squadra a Firenze
Gara bloccata… anche da Marinelli
Ammonizione che Mastantuono si poteva risparmiare al 5′ con un’entrata in ritardo sull’uomo, giustamente sanzionata col giallo da Marinelli. La prima vera occasione ce l’ha il Pisa, sprecata generosamente da Piccinini; Joao Mario troppo “tenero” nell’occasione, per aver subito un tunnel da Rao al limite dell’area di rigore. Allo scoccare del ventesimo, Vanoli è visibilmente irrequieto: il mister, tornato sulla panchina viola appena una settimana fa, non è soddisfatto dei movimenti della fascia destra, condotti da Joao Mario e Mastantuono. A confermare delle preoccupazioni dell’allenatore, al 27′ si registra una conclusione velleitaria del terzino portoghese, frettoloso e sbilenco nel cercare lo specchio dai trenta metri. E’ sempre Rao il pericolo numero uno dei nerazzurri (in maglia grigia, ndr), che scheggia il palo esterno alla destra di De Gea dopo una discreta serpentina. Un fischiatissimo Marinelli, reo di una condotta arbitrale poco “all’inglese”, tira fuori il giallo anche per Loyola, che aveva smanacciato sul volto di Mastantuono.
Un lampo di Dragusin accende Pellegrino
All’improvviso, il gol. Una botta dalla distanza di Dragusin impegna un imperfetto Scuffet, che rinvia davanti un sé un “facile” pallone per un rapace d’area come Pellegrino. 1-0 Fiorentina nel momento più confuso della prima frazione. A volte, si conviene, tirare in porta, non guasta. La punta argentina è in palla dopo la rete e riesce a liberarsi della marcatura quando, un’evidente trattenuta di maglia, non viene ravvisata dall’arbitro. Bordata di fischi del Franchi e persino, De Gea, dalla propria area scende a centrocampo per chiedere spiegazioni: dagli spalti si alza il coro “Buffone”.
E’ una Fiorentina piuttosto bloccata quella del primo tempo, con meccanismi ancora da rodare, causa il cambio emergenziale in panchina e una – lunga – rosa che lascia al mister l’imbarazzo della scelta. Tuttavia, terminare avanti all’intervallo non era scontato viste le premesse della prima mezz’ora di gioco.
Nella ripresa, i Viola consolidano il vantaggio
La ripresa si apre con un cambio a sorpresa. Esce Dragusin per Viery; da capire se si tratta di una scelta precauzionale di Vanoli in vista del Napoli. La costante, invece, sono i fischi all’indirizzo di Marinelli: scelte a tratti inspiegabili dell’arbitro, che “salta” dal non fischiare spinte a due mani ad interrompere il gioco quando non strettamente necessario. I primi cambi di Bianco arrivano tutti insieme e riguardano – inevitabilmente – anche l’attacco: dentro l’esperto Petagna, insieme a Moreo e Angori; fuori Pittarello, Zanon e un ispirato Rao. Vanoli “gioca a scacchi” replicando con Njie e Gonçalves al posto di Brescianini e Mastantuono (quest’ultimo convocato dalla nazionale maggiore Argentina). Chance d’oro per Pellegrino al 63′ che si gira ancora una volta in area di rigore ma non riesce ad angolare la sua conclusione: Scuffet si salva con i piedi. Il Pisa, nel frattempo, sostituisce anche uno zoppicante Primasso con Coppola.
Njie sprinta, Gnonto raddoppia. Gonçalves cala il jolly
Ed è proprio Njie al 70′ spaccato a spalancare la porta per il più facile dei tap-in di Gnonto. Accelerazione fulminea dell’ex Toro che lascia dietro di sé due difensori, si invola sulla destra e, una volta in area, la mette rasoterra nel mezzo per l’ala italiana, che sigla il 2-0. Anche Leris alza bandiera bianca e Bianco – perdonerete il gioco di parole, ndr – è costretto a finire i cambi a disposizione. Dentro Denoon a un quarto d’ora dalla fine. Gli ultimi dieci minuti sono anche di Beto, che prende il posto di Pellegrino. Nei 4′ di recupero c’è tempo anche per il primo timbro del neo acquisto Pedro Gonçalves: piazzato a giro di destro sul quale Scuffet non può niente. “Un, dos, tres: ha segnato la Fiorentina!“, canta la Fiesole: 3-0 al Pisa e accesso agli ottavi di Coppa Italia.



