La rivoluzione di cui molto si era parlato, alla fine si è concretizzata. Il Fiesole passa di mano, cambia proprietà: da Giampiero Niccoli ai due imprenditori Vito Frijia e Gianluca Calderini. Il primo è segretario nazionale di Unilavoro e ristoratore, così come il secondo che è fra l’altro proprietario di 99Cent. Una coppia dinamica e pronta a stupire: il nuovo corso biancoverde promette innovazioni a livello tecnico e fa sognare la piazza, da poco tornata in Promozione. Il cambio di presidenza era stato alla base della preparazione “rallentata” per questa nuova stagione: il ds Luciano Orsi, assunto a inizio giugno, aveva salutato dopo pochi giorni per incomprensioni con la società, e restano ancora da sciogliere dei nodi sul nuovo allenatore. Anche se le ufficialità stanno per arrivare, come raccontano i due nuovi proprietari.
Frijia, lei è il nuovo presidente del Fiesole. Cosa rappresenta questo nuovo corso biancoverde?
“Una ventata di freschezza e progettualità, sicuramente. Ho trovato un gruppo eccezionale, persone molto attaccate alla maglia. Senza questa solida base non avrei scelto di sposare la causa, perché mi dà forza e valori importanti. Calderini sarà il vicepresidente, ma siamo soci alla pari in questa nuova avventura”.
Da dove nasce il suo interesse per il calcio fiesolano?
“Non vengo da Firenze, come suggerisce il cognome. Sono calabrese ma abito vicino allo stadio, e ho sempre avuto la passione per il pallone. Così ho scelto di sposare l’avventura a Fiesole”.
Cosa sente di dire ai tifosi?
“Che sono ancora in buone mani. La precedente presidenza voleva bene alla piazza, noi confermeremo questo attaccamento”.
Una promessa a lungo termine?
“Entro cinque anni il Fiesole sarà in Serie D“.
Avete già fissato un primo traguardo per la prossima stagione?
“Vorremmo fare un bel campionato ma concentrarci prima di tutto sul mantenimento della categoria. I giochi, a livello di mercato, sono fatti quasi ovunque, quindi dovremo essere bravi a lavorare su nuove occasioni valorizzando magari i giovani di cui disponiamo”.
Come rimetterete in piedi l’organigramma tecnico?
“Creeremo delle cariche nuove e diverse, partendo da un punto fermo come Martongelli che è il nostro capitano: lui dentro il Fiesole può fare tutto. Avrà carta bianca come direttore sportivo e aiuterà anche il nuovo direttore generale, su cui ci stiamo orientando”.
Che rapporto vorreste instaurare col territorio e con gli altri imprenditori locali?
“Alcuni imprenditori locali partecipano già a livello economico, ma vorremmo che anche altri venissero a darci manforte. Stiamo poi aspettando di fare due chiacchiere con l’amministrazione comunale: voglio conoscere il sindaco, sperando che ci dia una mano per riammodernare le strutture. La Fiorentina ha abbandonato il centro sportivo scegliendo Bagno a Ripoli ed il nuovo Viola Park, così ora dobbiamo rifare gli spogliatoi e tutti gli spazi esterni. Vorremmo costruire anche il pallone per permettere lo sviluppo dell’attività al coperto: mi auguro che il Comune ci possa aiutare”.

Alle parole di Frijia fanno eco i pensieri di Gianluca Calderini: “E’ stata una trattativa lunga e sofferta. La decisione di Niccoli di lasciare non è stata certo immediata: non è facile passare la mano”.
Parliamo di territorio: quante potenzialità ha Fiesole?
“Enormi. L’impianto può essere migliorato, abbiamo desideri e risorse: certo, sappiamo che non sarà facile guadagnare categorie in così poco tempo, ma ce la metteremo tutta per riportare la società in Serie D. Se gli imprenditori vorranno darci una mano, come già qualcuno faceva, ne saremo contenti”.
Si può far meglio anche come presenze allo stadio?
“Purtroppo abbiamo un problema, da questo punto di vista. Lo stadio è molto grande, ma c’è un limite di capienza abbastanza stringente. Uno dei primi passi sarà proprio aumentare la capacità minima dell’impianto, perché vorremmo coinvolgere ancor più la tifoseria: ci seguono in tantissimi, li premieremo”.
La domanda da un milione. State per rendere noto il nome del nuovo mister?
“Sì, e posso dire che per la panchina è in vantaggio Francesco Perini. Ha convinto tutta la piazza, ci piace e ha un buon rapporto con Martongelli”.
Quest’ultimo sarà una figura chiave del nuovo corso, immaginiamo.
“Sì, sarà un protagonista. E’ attaccato alla maglia da una vita, anche se qualcuno di noi sperava che non smettesse ancora di giocare: trasmette valori eccezionali, è un lavoratore serio e ama il Fiesole più di se stesso. Si vede che fa con piacere questo mestiere”.
Niccoli ha completato tre promozioni in nove anni. Sentite di poter ambire a traguardi simili?
“Sì, assolutamente. Ci teniamo quest’anno per il mantenimento della categoria, poi riportiamo Fiesole nelle categorie che merita”.


