Lo storico ripolese nonché abitante dell’Antella Massimo Casprini, voce autorevole del territorio e curatore dell’annuario per il Circolo Ricreativo Culturale di Antella, interviene relativamente al dibattito scaturito nei precedenti giorni rispetto all’”Antella Arena”, diffuso a mezzo stampa dall’Antella Calcio, senza tuttavia un riscontro effettivo da parte degli altri enti interessati al progetto quali Circolo appunto, Comune di Bagno a Ripoli ed Antellese Calcio. Casprini supporta i numerosi dubbi già in parte sollevati dalla popolazione al rischio che si possa snaturare l’Antella con un progetto sovradimensionato: “Il polo sportivo del Poggino?”, si chiede lo storico e scrittore ripolese.
“Nel precedente Annuario 2024 del Circolo avevamo annunciato che la storia del calcio antellese, iniziata novant’anni fa, non era ancora finita e stabilizzata. In effetti, l’estate si è preannunciata molto calda sotto ogni aspetto dopo che a fine giugno 2025 l’italo americano Gregory Fancelli, finanziatore dell’USD Antella ’99 e l’avvocato Iacopo Innocenti, presidente della società, hanno presentato al presidente del C.R.C. Antella Alessandro Conti il loro progetto per la realizzazione di un polo sportivo tra il Circolo e il Cimitero della Misericordia.
Il consiglio direttivo del Circolo aveva respinto all’unanimità l’offerta di acquisto dei propri terreni (confortato dalla norma statutaria) da parte del facoltoso imprenditore americano il quale è tornato all’attacco con una nuova proposta. La nuova idea è la costruzione, a sue spese, di tre campi di calcio, una piscina, palestra, bar, tribune e parcheggi per oltre 1.500 posti, anche ipogei, naturalmente interessando anche gli indispensabili terreni di proprietà del Circolo.
Il faraonico progetto non convince la dirigenza del Circolo e neppure una grandissima parte della popolazione antellese che vedrebbe snaturata la vocazione, ormai consolidata, del paese di Antella che, nonostante tutto, riesce a conservare la sua peculiarità, riconosciuta e invidiata da molti, di un luogo ancora tranquillo e vivibile, dove tutto è a dimensione umana, senza eccessi.
Le critiche obiettive al progetto americano sono:
– mancanza e impossibilità di realizzare una viabilità adeguata, pur volendo usare via della Torricella che non ha un ingresso capace. Quindi tutto il traffico veicolare verrebbe dirottato in piazza e via Peruzzi e via dell’Antella già notevolmente intasate e inquinate;
– intervento inammissibile su un terreno ai margini di una cassa di espansione di 11.000 mq e del suo deflusso realizzata dalla Misericordia. Non va sottovalutato che nella storia i torrenti Rimaggina e Isone hanno causato undici alluvioni, alcune catastrofiche per lo stesso cimitero e il paese;
– tutta la zona progettuale è un terreno acquitrinoso causato dalle sorgenti che costantemente scendono dal Poggino scaricando acqua in abbondanza. Quindi, oltre che per nuovi edifici, assolutamente inadatto per dei parcheggi sottoterra come previsto dal progetto;
– inconcepibile e definitiva distruzione dello storico colle detto Il Poggino già in parte sconvolto dalle imprese costruttrici dell’Autosole che cancellarono la famosa grotta de La Tomba;
– drastico abbattimento della colonica La Fonte e del suo annesso (proprietà Piccini) testimoni di una civiltà contadina scomparsa, il cui toponimo conferma la ricchezza di acque del luogo. Conserva un prezioso tondo in ceramica smaltata con l’emblema Venturi-Ginori datato 1844 e una meridiana a conchiglia catalogata nel Sundial Atlas, l’atlante internazionale degli orologi solari. L’annesso è a filaretto con vespai e travetti in cotto forse fabbricati dalla limitrofa fornace Pignotti del Cinquecento;
– inaccettabile previsione di un bar – propedeutico ad un ristorante – che, sicuramente, causerebbe un danno irreversibile al Circolo pregiudicando notevolmente il valore sociale e aggregativo che assolve oggi per l’intera cittadinanza, di ogni età;
– non necessità di dotare il paese di tre campi di calcio al posto dei due già esistenti quando, nel raggio di due-tre chilometri, ne esistono già a Ponte a Niccheri, a Grassina, a I Ponti e, se vogliamo, anche altri dodici (!) al Viola Park in Pian di Ripoli.
Alla luce di tutto questo, la popolazione si è mobilitata per opporsi a un simile mega-progetto in una zona che dovrebbe continuare ad essere un polmone verde, lasciando inalterate (certamente con i dovuti restauri e manutenzioni) le attuali strutture sportive (due campi di calcio, spogliatoi e tribune coperte) che potrebbero servire sufficientemente alle due squadre di calcio: Antellese Calcio costituitasi il 26 marzo 2025 e USD Antella ’99 che potrebbe tornare in paese dopo il volontario abbandono nell’ottobre 2024.
Inoltre, la zona potrebbe costituire un percorso naturale e silenzioso sulle viottole poderali di notevole valore ambientale ancora ricco di emergenze vegetali – e già da tempo utilizzato da alcuni camminatori amanti della Natura – collegato ad uno molto più lungo che parte dalla cipressaia di Belmonte (il Leccio!) fino al torrente Rimaggina per proseguire verso i colli di Montisoni o di Lonchio.
“Che? Vi par poco – avrebbe detto Lorenzo Magalotti nel Seicento – non più d’otto miglia da Firenze, parer di trovarsi sotto un altro clima e un altro mondo?”.
Nessuno può permettersi di distruggere una nicchia di così grande valore!”
