Dichiarato per il momento “incapace di partecipare coscientemente al processo”, Innocenti è stato anche visto a Rufina in movimenti fluidi e ragionati. Così, a due anni e mezzo dall’omicidio, è stata fissata una nuova perizia (la terza)
Una storia che fa più male ogni volta che la si racconta. Tuttavia, l’ultimissimo aggiornamento di questa drammatica vicenda torna a far sperare la famiglia Guidi e l’intera comunità di Rufina affinché possa iniziare realmente un iter processuale che garantisca “giustizia per Eleonora”, grido ripetuto ormai da due anni in manifestazioni, eventi, sit in: su reiterata sollecitazione dei legali difensori della famiglia Guidi – l’Avv. Solange Marchignoli del Foro di Milano e l’Avv. Esther Lettieri del Foro di Napoli -, attraverso la presentazione di due istanze datate 19 e 26 ottobre, il GIP Alessandro Moneti ha deciso di fissare una nuova perizia per decretare le condizioni psicofisiche di Lorenzo Innocenti e la sua eventuale capacità di partecipare coscientemente al processo.
Quando? Il 16 novembre alle 9:30, incarico che il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze ha affidato a tre specialisti ovvero la medico legale Beatrice De Fraia, lo psichiatra Rolando Paterniti e la neurologa Antonella Notarelli. Dove? Presso il tribunale di Firenze, in viale Guidoni, già teatro di un presidio della famiglia Guidi, il 25 Marzo 2026, proprio mentre in aula si dibatteva sulla capacità di intendere e di volere dell’indagato.
La vicenda
Andiamo con ordine e torniamo, purtroppo, all’8 febbraio 2024: in questa data tristemente nota Lorenzo Innocenti uccise la compagna Eleonora Guidi, era mattina presto, colpendola con 24 coltellate. Poi, perpetrato l’efferato delitto, si gettò dal secondo piano della palazzina ma il tentativo di suicidio fallì. Da quel giorno Eleonora non c’è più, aveva solo 34 anni ed il piccolo figlio Dante è rimasto senza mamma, affidato alla famiglia della sorella della vittima, Elisabetta. Da quel giorno la famiglia Guidi, in primis proprio la sorella Elisabetta, chiedono a gran voce, giustizia per Eleonora. Fin qui invano.
Nel frattempo Lorenzo Innocenti, dopo gli iniziali danni causati dal tentativo di suicidio si è ripreso ed ha stazionato per circa un anno all’ospedale di Ponte a Niccheri, dichiarato con due perizie eseguite in incidente probatorio nel 2025 e nel 2026 “momentaneamente non capace di partecipare coscientemente al processo”. La parola chiave, nella possibilità di avere sviluppi, è “momentaneamente“. Nelle perizie, infatti, era riportata anche la seguente dicitura: la condizione riscontrata “potrebbe risultare temporanea e suscettibile di miglioramento”.
E così, veniamo agli ultimi mesi, quando sospetti e rabbia dei familiari di Eleonora sono stati avvalorati da immagini trasmesse da un emittente televisivo: per Lorenzo Innocenti vige attualmente un’ordinanza di sicurezza della libertà vigilata, con l’obbligo di seguire cure e terapie nel centro della Fondazione Don Carlo Gnocchi a La Spezia; tuttavia di recente è stato visto a più riprese a Rufina, domiciliato dai genitori, proprio nella palazzina dove è avvenuto l’omicidio. Non solo. Le immagini tv, poi, come riportato anche dall’istanza presentata dall’avvocato Solange Marchignoli, riprendono Innocenti in momenti distinti e con atteggiamenti ben diversi: in alcune sequenze, quando ripreso senza che se ne accorgesse, appare in grado di camminare con agilità, correre per ripararsi dalla pioggia e utilizzare uno smartphone; in altre, a telecamera in vista, manifesterebbe difficoltà motorie e persino disorientamento. Inoltre, come sottolineato ancora dall’Istanza del 19 ottobre, nel diario clinico ed infermieristico del 2025 sono annotate dichiarazioni di Innocenti relative al figlio Dante: “Deciso a riprenderlo con sé”. Spunti di riflessione ulteriori rispetto all’incolumità del piccolo e di chi lo ha in affidamento.
Infine, la seconda istanza datata 26 ottobre, ha voluto ravvisare il GIP anche della lettera inviata agli avvocati difensori dei Guidi dal sindaco di Rufina, dove si riportava nero su bianco una forte preoccupazione istituzionale e dell’intera comunità, proprio rispetto alla presenza in paese di Innocenti.
Ecco perchè, dopo i documenti redatti dagli avvocati di cui sopra, difensori della parte offesa, il GIP Moneti ha assecondato in data 29 ottobre la richiesta di convocare una nuova “perizia diretta a verificare se l’indagato sia capace di seguire coscientemente il processo”. Appuntamento il prossimo 16 novembre.

