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Stangata Firenze Ovest: “Insulti razzisti all’arbitro”. E il club risponde

La Polisportiva Firenze Ovest prende posizione sulla vicenda che ha coinvolto il capitano Giacomo Petracci e l’arbitro Tafa Sow, contestando la ricostruzione degli episodi avvenuti in campo durante il match contro il Castelfiorentino e respingendo con fermezza le accuse di comportamenti discriminatori.

Domenica scorsa il capitano rossoblù Petracci è stato espulso dall’arbitro e il giudice sportivo ha usato la mano pesantissima: cinque giornate di squalifica. Non solo: l’Ovest ha ricevuto 700 euro di multa con una motivazione gravissima come quella di offese all’arbitro riguardanti il proprio colore della pelle.

E la società ha preso posizione su entrambe le questioni. Nel comunicato ufficiale diffuso attraverso i propri canali social, il club rossoblù si dichiara totalmente estraneo ai fatti contestati e ricostruisce la propria versione dell’accaduto, soffermandosi sia sull’espulsione del capitano sia sulla successiva sanzione economica di 700 euro.

Secondo quanto riferito dal club, l’episodio che ha portato al cartellino rosso diretto sarebbe nato da un normale scambio verbale tra Petracci e il direttore di gara, in seguito a una richiesta di fallo da parte del capitano. Stando alla ricostruzione della società, l’arbitro avrebbe rivolto al giocatore le frasi «Non la strisci mai» e «Stai zitto, non parlare», ricevendo in risposta: «E te da dove vieni, dalla Serie A?». Da questo confronto sarebbe poi scaturita l’espulsione, alla quale è seguita una squalifica di cinque giornate per il calciatore.

Il Firenze Ovest sottolinea inoltre di essersi attivato tempestivamente, contattando già la sera stessa della partita, domenica, il presidente del Comitato Regionale, Paolo Mangini. In quell’occasione, la società avrebbe manifestato le proprie perplessità sulla conduzione arbitrale, chiedendo che la vicenda venisse portata all’attenzione dei vertici degli organi competenti prima ancora della pubblicazione ufficiale dei provvedimenti disciplinari.

Il passaggio più netto del comunicato riguarda, tuttavia, la multa di 700 euro inflitta per presunti insulti di carattere discriminatorio. Il club respinge le contestazioni relative a comportamenti discriminatori, offese e minacce che sarebbero stati attribuiti a propri tesserati e sostenitori, giudicando tali ricostruzioni non corrispondenti alla realtà dei fatti. Al tempo stesso, la società ribadisce la propria condanna nei confronti di ogni forma di razzismo, sostenendo però che accuse di questa gravità debbano essere fondate su elementi verificati e circostanze accertate.

Sul fronte delle iniziative successive, la Polisportiva Firenze Ovest ha deciso, almeno per il momento, di non presentare un reclamo formale contro le sanzioni ricevute. La società si riserva comunque la possibilità di valutare, insieme ai propri legali, eventuali ulteriori azioni ritenute necessarie per tutelare la propria immagine, quella dei tesserati e quella dei tifosi.
Una presa di posizione decisa, con cui il Firenze Ovest ribadisce la propria estraneità alle accuse contestate e chiede chiarezza sulla vicenda, rivendicando il diritto a una ricostruzione dei fatti che ritiene corretta, trasparente e rispettosa di tutte le parti coinvolte.

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