Articolo a cura di Lapo Pacini
Il 19 Giugno è stata una giornata di grossa mobilitazione nel quartiere di Gavinana. In risposta alla provocatoria “passeggiata identitaria” del Generale Vannacci, da tutto il quartiere e dalle zone limitrofe si sono mossi in migliaia i fiorentini per opporsi.
La manifestazione è stata organizzata dal Centro Popolare Autogestito, storico centro sociale che anima il quartiere 3 da ormai quasi 40 anni, con l’intento di far vivere ai cittadini un senso di collettività attiva, coesa e solidale in quartiere.
Nei giorni precedenti si erano presentate delle problematiche sul percorso del corteo per paura che sorgessero tensioni con i gruppi politicamente opposti di piazza Gino Bartali, ma a queste il CPA ha risposto durante il corteo. Riportiamo inoltre le parole diffuse dal centro sociale con un post sui social:
“Abbiamo deciso di non farci obbligare su un percorso di pochi centinaia di metri e mantenere il livello del corteo che avevamo dichiarato fin dall’inizio perchè a quello diamo la priorità: un corteo popolare espressione del sentimento antifascista e solidale del quartiere e della città.”
Durante il percorso da Largo Boscoli al CPA in via Villamagna è stato dato spazio alle parole, espresse attraverso il megafono presente alla testa del corteo, per trattare di argomenti rivolti verso il sociale, come l’aumento dei prezzi dei trasporti pubblici, i disagi causati dai lavori per la nuova tramvia, e soprattutto i rapporti tra le istituzioni e la nascita delle nuove sedi di organizzazioni neo-fasciste affiliate con casapound, e della nuova sede di Futuro Nazionale in piazza Tanucci.
Al corteo del CPA si sono uniti tanti altri gruppi di manifestanti, tra cui: il collettivo GKN, sindacati come USB e COBAS, i collettivi degli studenti, esponenti del partito Potere al Popolo, e infine in via Datini si sono uniti i manifestanti dell’Anpi con le proprie bandiere partigiane (il tricolore con la stella rossa), uniti dalla volontà di allontanare le idee di Futuro Nazionale “volte a spaccare il tessuto sociale, dividere e, all’interno di quello schema, agitare ‘soluzioni’ razziste e securitarie.”
Con la fine del corteo i manifestanti si sono radunati dentro e fuori dal centro sociale stesso per mantenere la propria presenza in quartiere. Da sottolineare la partecipazione del quartiere, anche di chi non è sceso fisicamente in piazza ma si è affacciato dalla finestra di casa o ha appeso un drappo rosso al balcone. Se da una parte lo slogan dei vannacciani era “Firenze Sicura” che, per loro, si raggiunge attraverso la remigrazione, chi ha partecipato al corteo “Gavinana è partigiana” promuove un concetto di sicurezza basato su socialità, cittadinanza attiva, proposte che rendano vivibile la città. Un quartiere vivo è un quartiere sicuro.
Non possiamo che concludere riportando le parole di chi ha dato vita a tutto questo, mostrando che il quartiere di Gavinana è un quartiere libero, antifascista e capace di unirsi per far fronte a chi usa odio, paura e populismo per propaganda e per creare divisioni.
“Il quartiere ha contribuito attivamente alla riuscita della giornata, così come la partecipazione di tutte realtà del fiorentino che hanno preso parte al corteo comprendendo l’importanza del momento. Il resto è rappresentato dalle emozioni vive che la piazza di ieri ci ha lasciato sulla pelle, con un corteo che è cresciuto strada dopo strada a tratti quasi caotico perché strabordante e realmente popolare, accolto e applaudito dalle finestre delle case affacciate sul percorso della manifestazione. Non importa aggiungere altro: la piazza ha parlato e la lotta continua!”








































