Nella cornice del teatro ‘Puccini‘ di Firenze, è andata in scena questa sera la presentazione del nuovo libro di Marco Travaglio, fondatore e direttore del Fatto Quotidiano. Una guida al prossimo referendum sulla giustizia che si terrà fra il 22 e il 23 marzo. Il titolo del volume è emblematico: “Perché NO”.
Il comitato per il NO
Alessandro Nencini, ex presidente della Corte d’Appello, nonché grande sostenitore del comitato del NO, ha parlato direttamente dal palco: “La questione della separazione delle carriere parte addirittura dal 1982, con la richiesta di ridurre il potere del Consiglio Superiore della Magistratura. Nel 2000 ci fu una “lenzuolata” di referendum proposti dai Radicali, ma non andarono a buon fine”.
“È una schiforma”
A presentare l’evento la moderatrice Christine von Borries, di professione magistrato. Sono ben 10 i punti a favore del NO, secondo il movimento ‘Giusto dire NO’. “È la prima volta che il potere esecutivo decide di limitare profondamente il ruolo del potere giudiziario”, recita il primo tassello del movimento, uno strappo senza precedenti, una tensione pericolosa dell’equilibrio tra poteri. Ma qual è il vero obiettivo del referendum: indebolire il CSM, garante dell’indipendenza dei giudici dal potere politico. “La schiforma – afferma Travaglio – sembra scritta da un ubriaco“. Lo scopo è quello di rendere più facili le pressioni indebite della politica sulla giustizia.
Inoltre, si parlerebbe di un sorteggio casuale quello dei membri togati, ovvero un Csm meno competente che diventerebbe meno efficiente e più indifeso. “La riforma incoraggia la scelta pilotata dei membri laici in quota alla maggioranza”, la politica potrà quindi scegliere chi inserire nella lista e orientare così la composizione dell’organo”.
I protagonisti “in scena” al ‘Puccini’
Presente al ‘Puccini’ anche il governatore Eugenio Giani. “La partecipazione di questa sera ci fa ben sperare – prosegue il direttore del Fatto Quotidiano. Un’esplosione di costi non necessaria per il nostro Paese. La tematica del referendum è un non problema dimostrato anche statisticamente. Il governo vorrebbe trasformare il PM in un avvocato dell’accusa; peccato che il sistema giudiziario italiano non sia lontanamente equiparabile a quello americano. Vogliamo forse che i pm in futuro prendano ordini da Nordio? Io questa la chiamo una ‘schiforma‘.
“Spezzo una lancia in favore del referendum”
“Spezzo una lancia a favore di questa riforma – sentenzia la moderatrice – poiché ha riavvicinato la magistratura ai cittadini. Noi magistrati stiamo girando per la Toscana per parlare sia con i fautori del sì che con quelli del no. L’opinione pubblica sta così rivalutandoil ruolo dei giudici”.
“Una riforma berlusconiana”
“È una riforma berlusconiana, non trumpiana come dicono molti – prosegue Travaglio. Ha visto la luce quando Trump e Orban ancora portavano i pantaloncini. Inoltre, non mi sembra che il presidente degli Stati Uniti stia provando a cambiare la costituzione repubblicana. Io voto NO non per fare un favore ai magistrati, anzi fosse solo per loro rimarrei pure a casa, ma per il bene della nostra cittadinanza. Per tutelare la giustizia dei cittadini, cosa che Nordio e Meloni vogliono tentare di minare”, ha concluso Marco Travaglio dal palco fiorentino.
