InStabile, da sei anni, anima l’area di Firenze Sud in quell’angolo tra l’Arno, il vecchio “teatro tenda” come qualche fiorentino ancora lo chiama ed il raccordo. D’estate all’aperto e d’inverno dentro il noto tendone che ricorda un circo. Oggi, quello spazio sociale e culturale, rischia di chiudere a causa di adeguamenti tecnici richiesti; in particolar modo il tendone non è considerato a norma per il periodo invernale e potrà essere preservato, a queste condizioni, solo nel periodo estivo…con praticamente l’impossibilità di garantire uno spazio e delle attività per i periodi di freddo. Riportiamo quanto pubblicato dalla stessa associazione, la quale ha lanciato anche una raccolta fondi per supportare InStabile:
“InStabile è uno spazio culturale che unisce rigenerazione urbana, programmazione artistica e attività sociali a titolo principalmente gratuito. Nei mesi estivi un’area all’aperto attiva tutti i giorni con proposte artistiche, bar e bistrot; nei mesi invernali uno Chapiteau all’interno del quale si svolgono concerti, spettacoli, matinée per le scuole e percorsi di formazione. All’interno dello spazio gestiamo anche un bistrot, fondamentale per il sostegno economico alla parte artistica e sociale.
In quasi sei anni di attività, abbiamo trasformato un’area precedentemente abbandonata e segnata da episodi di degrado in un luogo vivo, sicuro e frequentato; creato un circuito di lavoratrici e lavoratori che dipendono economicamente dalla sopravvivenza del progetto e dato vita ad una fitta rete di associazioni che operano all’interno dello spazio generando cultura e socialità.
In questo momento ci troviamo in una situazione di grave incertezza che mette a rischio la continuità delle nostre attività artistiche, culturali e sociali e la sopravvivenza stessa del progetto.
Ad ottobre 2025 è stato eseguito lo smontaggio del bistrot, come richiesto dall’Ufficio Urbanistica per adeguamenti tecnici (per due volte abbiamo chiesto la deroga per rendere la struttura stabile ma non abbiamo ricevuta nessuna indicazione chiara). Nel mese di dicembre è arrivata una nuova comunicazione via PEC: il Comune ha richiesto la rimozione della tensostruttura del circo sia contestandone la temporaneità (lo chapiteau viene regolarmente smontato per la stagione estiva!), sia sostenendo che per caratteristiche tecniche lo Chapiteau dovrebbe essere montato soltanto nei mesi estivi.
Per evitare lo smontaggio immediato e la definitiva fine delle attività all’interno dello Chapiteau, con disastrose conseguenze economiche e di presidio, è stato avviato un procedimento di ricorso al Tar Toscana. In una città dove gli spazi di aggregazione e i centri culturali stanno scomparendo, ci troviamo di fronte ad un’amministrazione oppositiva che invece di sostenere quello che potrebbe essere un modello di rigenerazione urbana funzionale e ben riuscito, ostacola spazi di socialità come InStabile.
Abbiamo bisogno del vostro aiuto! Firma la petizione per difendere un’esperienza artistica, culturale e sociale accessibile a tutte e tutti, per sostenere chi lavora ogni giorno per creare comunità attraverso l’arte, per chiedere trasparenza, dialogo e soluzioni concrete con l’amministrazione comunale e gli uffici tecnici. Se volete supportarci ulteriormente abbiamo attivato anche una raccolta fondi. Le spese legali che stiamo sostenendo rappresentano un costo importante per un’associazione che già opera con risorse limitate. Ogni contributo economico ci aiuterà nel percorso che stiamo facendo per salvare lo spazio.
Dona ora con PayPal o tramite bonifico bancario.
IBAN: IT64S0501802800000017075276
Intestatario Associazione Culturale InStabile
Causale: Crowdfounding Chapiteau InStabile
La risposta dell’assessora Caterina Biti
“Come Amministrazione Comunale siamo consapevoli e apprezziamo il valore delle attività svolte dall’associazione InStabile, ma non ci sono i requisiti normativi per la permanenza nei mesi invernali del tendone di via della Funga, in prossimità dell’Arno; gli stessi tecnici del Settore Sismica del Genio Civile si sono espressi non ritenendo possibile un utilizzo diverso da quello stagionale estivo, non potendo considerare i manufatti, per le proprie caratteristiche costruttive, equiparabili a strutture definitive; tra i vari requisiti non rispettati ci sono quelli relativi ai carichi di peso sulla struttura in caso di eventi atmosferici straordinari”. Sono queste le parole dell’assessora all’Urbanistica riguardo al tendone per le attività dell’associazione InStabile, in un’area nei pressi del viadotto Varlungo nel Q2, autorizzata solo per i mesi estivi.
“Entro la metà di marzo si terrà un nuovo sopralluogo tecnico. Ci risultano incomprensibili le accuse di mancata collaborazione rivolte all’Amministrazione Comunale dall’associazione, dal momento che gli uffici hanno incontrato per ben quattro volte loro rappresentanti tra ottobre 2024 e gennaio 2026, in tre occasioni alla mia presenza. Durante gli incontri, così come ho fatto anche ieri rispondendo in Consiglio Comunale, ho ribadito un semplice principio: l’apprezzamento dell’Amministrazione per le attività svolte da associazioni come InStabile, non può avere effetto derogativo rispetto agli adempimenti e alle verifiche di conformità tecnica e normativa; questo principio è valido in ogni occasione, va inoltre considerato che in questo caso si tratta della sicurezza di strutture pensate per ospitare attività aperte a cittadini e a minori. È impossibile derogare a norme vigenti e a prescrizioni del Settore Sismica del Genio Civile, sono prioritari il rispetto della legge e la sicurezza delle persone”.
“Per la permanenza di strutture provvisorie anche nei mesi invernali”, conclude l’assessora Biti, “è necessario il rispetto di requisiti, prescrizioni e adempimenti ben precisi, che devono essere soddisfatti appieno e dimostrati. Diamo in ogni caso fin da adesso la nostra disponibilità a incontrare nuovamente i rappresentanti dell’associazione a seguito del sopralluogo che si terrà a breve”.
