Sono state scelte ieri dalla giuria, in base ai loro progetti, le dieci finaliste per la selezione della città “Capitale italiana della cultura” 2028. Tra queste non vi è Fiesole, Comune che aveva messo anima e corpo in questo progetto. Ecco le finaliste, ci sono anche due toscane:
- Anagni (Frosinone) – Hernica Saxa. Dove la storia lega, la cultura unisce;
- Ancona – Questo adesso;
- Catania – Catania continua;
- Colle di Val d’Elsa (Siena) – Colle28. Per tutti, dappertutto;
- Forlì – I sentieri della bellezza;
- Gravina in Puglia (Bari) – Radici al futuro;
- Massa (Massa Carrara) – La Luna, la pietra. Dove Tirreno e Apuane incontrano la storia;
- Mirabella Eclano (Avellino) – L’Appia dei popoli;
- Sarzana (Spezia) – L’impavida. Sarzana crocevia del futuro;
- Tarquinia (Viterbo) – La cultura è volo.
Le finaliste saranno convocate per le audizioni pubbliche, che si terranno giovedì 26 e venerdì 27 febbraio 2026. Queste, invece, le dichiarazione del Comune di Fiesole:
“Facciamo i nostri complimenti a tutte le città che come noi si sono messe in gioco, sia a quelle che si contenderanno il titolo che a quelle che non sono state selezionate, e in particolare a quelle toscane; con tutte vogliamo continuare a collaborare, convintamente.
Ringraziamo il Ministero della Cultura e tutti i membri della giuria per il lavoro svolto nella valutazione dei dossier. Ringraziamo soprattutto tutti i cittadini che hanno partecipato, tutte le istituzioni, le associazioni culturali, le imprese, i media che ci hanno seguito e sostenuto. Siamo molto dispiaciuti per non essere stati ammessi alla fase finale del bando per la capitale italiana della cultura. Abbiamo lavorato duramente per oltre un anno e ora vogliamo approfondire cosa è successo e cosa nel nostro lavoro non ha convinto la giuria. Per questo motivo faremo una richiesta di accesso agli atti per capire meglio il meccanismo di selezione.
Il dossier che abbiamo presentato sarà utile: è uno strumento di progettazione di sviluppo della comunità con cui continueremo a lavorare. Ci crediamo molto, perché è stato costruito insieme a tutti i cittadini, perché rappresenta una visione condivisa del futuro di Fiesole. La cultura rimane al centro del nostro progetto di comunità e non vediamo comunque l’ora di iniziare questo cammino insieme, di mettere in pratica le idee e i progetti che abbiamo immaginato. Il percorso continua con la stessa passione e lo stesso impegno di sempre. A presto per nuove iniziative collettive, basate sul dialogo e sulla costruzione di un percorso di pace”.
