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Fiesole, il ds Rossi: “Chiuso un ciclo, ora serve salvezza in Promozione”

A un certo punto è passato il treno per l’Eccellenza. Il Fiesole ci si è buttato di testa, ma è rimasto sbattuto fuori per un millesimo di secondo. Tradotto: un ko ai rigori, quelli che per tradizione ascriviamo al concetto di “lotteria” e che quindi spesso sfuggono alla logica: “Sì, avremmo meritato il salto in Eccellenza lo scorso anno. Ma ce ne siamo fatti una ragione” puntualizza inevitabilmente il direttore sportivo dei biancoverdi, Samuele Rossi. Lui è partito con gli Juniores, con cui ha conquistato il passaggio ai Regionali, prima dell’incarico in prima squadra arrivato il mese scorso, complice il momento difficile in Promozione: “Mi han chiesto di dare una mano e ho accettato. Servivano cambiamenti in questo inverno, per invertire trend”.

Sono arrivati, verrebbe da dire: oltre alla sua nomina ecco sette acquisti di mercato.

“Serviva nuova linfa e un’infornata di esperienza. Abbiamo preso il portiere Masini, i difensori Lombardi e Mengue (quest’ultimo dal Certaldo, in Eccellenza), i centrocampisti Liguori, Pacini e Girlando oltre all’attaccante Dario Santucci. Un colpo, quello della punta, che a mio avviso è tra i più importanti della categoria. Vedo più serenità”.

Serve anche quella. Dopo l’illusione dello scorso anno, il Fiesole ha festeggiato questo Natale in zona playout.

“Abbiamo perso più di una gara nel finale, vivendo le difficoltà dei primi mesi come una conseguenza logica di quanto accaduto in estate: la società, attendendo con fiducia un ripescaggio in Eccellenza dopo il terzo posto nel quadrangolare, si è trovata costretta a fare mercato senza sapere in quale categoria avrebbe giocato. Quella semifinale con la Larcianese persa ai rigori ha lasciato più di uno strascico: siamo rimasti nell’incertezza fino a metà luglio”.

Sono cambiate molte cose in questi mesi. Anche gli allenatori.

“Sì, adesso la guida tecnica è stata affidata a Paolo Milanesi che a mio avviso conosce bene la realtà in cui siamo. Il nostro campionato è iniziato praticamente domenica scorsa, dal buon pari col Lebowski. E potevamo anche vincerla. Pazienza: i ragazzi sanno che ora dobbiamo pensare a ottenere la salvezza quanto prima, senza dimenticare però che la Rufina qualche mese fa era nella stessa situazione e poi le sono bastate tre vittorie di fila per ritrovarsi ai playoff. L’annata può svoltare da un momento all’altro, nel bene o nel male”.

Prima della sua promozione a ds della prima squadra hanno salutato il gruppo tre totem come Fantechi, Mariotti e Meini. In precedenza, quest’estate, se n’era andato bomber Gigli. E’ finito un ciclo a Fiesole?

“Sì, senza dubbio. Siamo grati a tutti, perché hanno fatto la storia. Io stesso ho creato uno splendido rapporto con loro: in tante storie d’amore però a un certo punto bisogna aprire un nuovo capitolo. Dovevamo cambiare, non tutto era più limpido al 110%”.

Lei ha contribuito a valorizzare il gruppo Juniores. Ce ne segnala uno che farà strada fra i Dilettanti?

“Non lo voglio dire, perché altrimenti ce li rubano… Ma il gruppo di mister Barchielli è molto sano, lavora benissimo. Ci sono due-tre ragazzi che per me l’anno prossimo entreranno in prima squadra, come capitato nella stagione passata: penso a Graziani, l’anno scorso valanghe di gol con gli Juniores e ad agosto ha iniziato con addosso la 9 in prima squadra. Il lavoro nel settore giovanile è fondamentale, crea linfa anche per i più grandi”.

La partita da ricordare del Fiesole in questo 2025.

“L’ultima, in casa del Lebowski: poteva essere un’incognita per tanti motivi, dal cambio di allenatore al mercato. Dal 1′ al 95′ abbiamo lottato come dei leoni, avremmo meritato la vittoria”.

E’ scontato chiedere la gara che vorrebbe rigiocare?

“Intuibile, sì: la semifinale playoff con la Larcianese. Superando quella si sarebbero spalancate le porte dell’Eccellenza”.

Che voto diamo al 2025 del Fiesole?

“E’ stato un 2025 multiforme: abbiamo vissuto una prima parte stellare, una seconda difficoltosa. Io tendo ad essere severo nei giudizi, ma non posso scendere sotto il 7-7 e mezzo. E’ stato un anno molto positivo, mi auguro che si riesca a fare anche meglio nel 2026. Dobbiamo anche impegnarci nel portare più tifosi, sono mancati in questa porzione di stagione”.

Domanda secca. Chi vince la Promozione?

“In tante sono forti e accreditate, penso rimarrà un campionato aperto fino alla fine. Casentino, Sinalunghese e Rufina possono giocarsela fino alla fine, ma non sottovaluto Montagnano e Alberoro: sono partite per fare una stagione di livello e possono entrare a dare fastidio. Se ne devo scegliere una, dico Sinalunghese: l’hanno costruita per vincere”.

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