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Rifiuti a Bagno a Ripoli: la TARIC è complicata ma la maggioranza approva. FDI: “Impugneremo la delibera”. Cellini: “Quanta fretta”. CA: “Incomprensibile”

Cosa è la TARIC? E’ la tariffa di rifiuti corrispettiva il cui calcolo si basa su una parte fissa e una parte variabile. La parte fissa si calcola moltiplicando la superficie dell’immobile (metri quadrati calpestabili) per la tariffa unitaria corrispondente al numero di occupanti. La parte variabile dipende dalla quantità di rifiuti indifferenziati prodotti, che può essere calcolata tramite l’uso di contenitori intelligenti (tag RFID) che registrano i conferimenti. 
 
Da oggi, 26 novembre 2025, è certo: Bagno a Ripoli adotterà la nuova tassa dei rifiuti TARIC, in sostituzione dell’attuale TARI e lo farà dal 1° gennaio 2026. L’approvazione in Consiglio Comunale, votata ieri sera dopo un lungo dibattuto, ha ufficializzato quanto era ipotizzabile: la maggioranza ha retto solida in un unico blocco, senza sorprese, garantendo con 11 voti favorevoli il passaggio del punto 7 dell’ordine del giorno e l’immediata eseguibilità. Sei i contrari, corrispondenti ai consiglieri dell’opposizione. 
 
A niente, pertanto, sono servite la petizione lanciata dal fronte “TARIC si ma non così” con l’adesione di 2000 cittadini, i vari momenti di sensibilizzazione sul territorio, la consistente partecipazione al Consiglio Comunale di ieri sera, le azioni di protesta di fronte al Palazzo Comunale: dalle 17:30, infatti, alcuni cittadini si sono riuniti all’esterno della sala consiliare Falcone e Borselli, sede del Consiglio Comunale, con una serie di striscioni, cartelli, slogan. Questo il messaggio: “Ci avete fregato, NO TARIC” oppure “VI ABBIAMO VOTATO, CI AVETE FREGATO. NO TARIC”. 
 
Poi, attorno alle 19:00, l’inizio del dibattito più atteso della serata, posizionato al n.7 dell’odg, introdotto dal Vicesindaco Francesco Conti: l’assessore con delega ad “Ambiente e transizione ecologica, società partecipate”, ha citato le posizioni contrarie, sottolineando il rispetto di chi ha idee diverse, ma ha ribadito come il ruolo dell’amministrazione sia quello di prendere decisioni. Nel dettaglio, un passaggio dell’intervento è da considerarsi chiave: Conti ha dichiarato che entrare adesso in TARIC, in un momento iniziale e prima rispetto alla massa dei Comuni, ha consentito a Bagno a Ripoli di “lottare” (usiamo la parola usata dall’assessore) per chiedere ad Alia una serie di misure vantaggiose (servizio notturno, per esempio, “fondamentale per noi” o i maggior ritiri per i commercianti). Conti ha affermato che tale decisione è stata colta sia come cittadini che come amministratori, “è stato un percorso lungo e sappiamo che il servizio va migliorato, come del resto quello TARI.”
In sintesi: TARI è già imperfetta ed ha delle lacune, proviamo la TARIC abbracciando tale pratica subito, in maniera tale da poterci confrontare da una posizione “privilegiata” del tavolo rispetto al gestore del servizio. 
“Restando al di fuori del processo della TARIC non avremmo potuto insistere su alcuni aspetti critici: la  problematica più grossa è l’aspetto dell’uso del mastello esclusivo. Attualmente il sistema TARIC impone questa scelta, secondo noi è una criticità ma, entrando in TARIC, abbiamo modo di poter incidere su queste scelte, sperando e provando a modificarle. Slittando l’ingresso in TARIC non avremmo potuto essere ascoltati, per il semplice fatto che un Comune che entra anno prossimo (e non ora) non si siederà al tavolo con ALIA”. 
Tra parentesi, detto fuori dai microfoni ed in qualità di commento alle parole di Conti, esposte in maniera chiara e pacata come al suo solito, ci sorge una domanda: se ALIA è una società a capitale pubblico e società partecipata perchè i Comuni sono così assoggettati e senza potere di contrattazione?
 
Dopo l’intervento di Conti, si sono succeduti altre numerose prese di parola per un dibattimento del punto durato oltre due ore. Proviamo a sintetizzare nella lunghezza accettabile di un articolo i vari interventi, ricordando che è possibile ascoltare per intero il consiglio comunale a questo link: clicca qui.
Michele Barbarossa di Fratelli d’Italia ha parlato di un regolamento TARIC non virtuoso, anzi, senza miglioramento nell’efficienza del servizio, per di più – riferendosi al regolamento – illeggibile e poco chiaro. “Incomprensibile, fatto per truffare le menti degli utenti perchè nessuno è in grado di capirlo. Ci vediamo consegnati ad una azienda privata che ha come scopo quello del lucro
 
Venturi, di Fratelli d’Italia, ha bollato come televendita la commissione a cui hanno partecipato i consiglieri nella giornata di ieri per ricevere una spiegazione tecnica e dettagliata della TARIC: “Il baco dove è?” – si è chiesto Venturi – L’unico a guadagnarci è l’Ente gestore, è una privatizzazione del servizio nella quale il Comune perde di fatto il controllo della gestione.”
 
Infine Giannini, di Fratelli d’Italia, ha ribadito l’opposizione all’approvazione della TARIC anche per una “ragione di ordine giuridico”. Secondo Giannini tutto ciò va a scapito del cittadino, la finalità dell’ente pubblico è l’equità e l’interesse della popolazione mentre lo scopo di Alia S.p.a è il lucro: “Fratelli d’Italia valuterà aspetti legali per impugnare la delibera se viene approvata”. 
 
Francesca Cellini, di Bagno a Ripoli Futura, si è ritenuta favorevole al claim “chi meno inquina, meno paga” ma non è convinta dell’applicazione del metodo TARIC sul Comune di Bagno a Ripoli: Perchè tutta questa fretta per un cambiamento così incisivo? Perchè non risolviamo le criticità e poi approviamo il passaggio? Forse avrebbe senso una fase di sperimentazione e simulazione per comprendere le criticità all’atto pratico.”
 
Sonia Redini, di Per Una Cittadinanza Attiva, ha avanzato un appello a consiglieri di maggioranza e sindaco (ovvero coloro che votano): “I dubbi ce l’abbiamo soltanto noi e le 2000 persone che hanno aderito alla petizione o ce li avete anche voi? La nostra forza politica si è sempre battuta per spingere verso un incremento della percentuale di raccolta differenziata e credevamo che TARIC potesse essere un passo fondamentale verso la strategia rifiuti zero ma ci siamo accorti che non è così ideale nel modo in cui l’ha impostata ALIA. Vi lancio una sfida, riuscite a spiegare alle persone comuni come si calcola la tariffa corrispettiva in base all’articolo 16 del regolamento TARIC? Voi riuscite? Io no, come posso votare un qualcosa che è così incomprensibile? Se le persone queste cose non le comprendono avranno sempre dei dubbi e delle incertezze anche nella pratica, temendo sanzioni. ALIA non ha ancora il lettore automatico del mastello (che è esclusivo di ogni utenza) e sarà l’operatore a registrarlo a mano (margine di errore piuttosto alto!)…almeno fino a marzo.”
Redini, tuttavia, ha insistito sul vero problema ovvero quello dei costi, sempre più cari, del gestore ALIA “passato da 252 milioni di euro per la prestazione del servizio, 7 anni fa, a 550 milioni di euro con un aumento del 119%…e non si capisce il perchè. La politica si fa guidare, anziché guidare”.
 
Beniamino Deidda, di Per Una Cittadinanza Attiva, ha focalizzato l’attenzione sulla mancata collaborazione tra ente pubblico e cittadino che questa tariffa accentua ulteriormente con mancata chiarezza, minacce di sanzioni, partecipazione non reale, poco buon senso: “Come si fa a stabilire che il gestore può avere accesso al domicilio previo avviso di 7 giorni e sottoporre a sanzioni colui che non acconsente l’accesso? Il domicilio, vi ricordo, è inviolabile. Pensate che viene anche sanzionata la mancata risposta al questionario di ALIA, è una follia che andrebbe tolta dal regolamento…ma ho scoperto che è non modificabile. Tutto ciò non favorisce la crescita del nostro Comune e della nostra comunità”.
 
La parola è poi passata alla maggioranza, per prima a Riccardo Forconi di Bagno a Ripoli al centro. Forconi ha ribadito che la partecipazione nel percorso di avvicinamento alla TARIC c’è stata e che la TARI è una tariffa che in tre anni è aumentata, a lui personalmente di ben 100 euro: “La TARIC non è un’idea di Bagno a Ripoli presa alla macchinetta del caffè da Pignotti e Conti, deriva da un ragionamento sovracomunale che porterà tutti i Comuni in questo sistema. Anche Firenze lo farà entro il 2028.” Forconi, poi, ha citato quello che, secondo lui, è il vero problema che alza i costi della tassa sui rifiuti ovvero la mancanza di impianti moderni per il recupero e lo smaltimento dei rifiuti in Toscana ed in particolare l’assenza di termovalorizzatori. Infine ha concluso chiedendo al sindaco massima attenzione e presenza dell’Ufficio Ambiente nonché un corretto lavoro da parte di tutti gli operatori.
 
La consigliera PD Rossana Landini ha aggiunto un appunto tecnico sull’IVA prevista in TARIC che sarà un costo scaricabile dalle attività commerciali e poi ha ribadito come in realtà il Comune dovrà essere parte attiva e di controllo del gestore ALIA: “L’unica differenza è che invece di arrivare la TARI con il simbolo del Comune di Bagno a Ripoli arriveranno le bollette di ALIA.” Landini, poi, si è detta convinta della filosofia a base della TARIC ovvero massimizzare la differenziazione dei rifiuti: “Sul sito di ALIA c’è un simulatore, potete provare la vostra situazione e vedrete che non ci saranno stravolgimenti”.
 
Infine il capogruppo PD David Stinghi ha sottolineato che il Partito Democratico rimane una realtà composta da molte anime, dove si promuove il dibattito attraverso i vari Circoli ed ha giustificato come evidentemente sia il partito allineato con il sindaco e la Giunta (ovviamente). Anche Stinghi ha condiviso le difficoltà di comprendere il calcolo matematico della TARIC ma ha dichiarato di aver capito il senso: “Il sistema di gestione attuale non è sostenibile per via del ciclo dei rifiuti che non si chiude e per i costi elevati, speriamo pertanto di avere una tariffa più puntuale possibile rispetto a quanto e come conferiamo. In chiusura volevo dire che noi abbiamo preso la questione a cuore e ci siamo occupati anche di informare e dibattere, cercando di capire malgrado il regolamento tecnico. Condividiamo la scelta politica di non aspettare, entrare dentro il sistema e cercare di intervenire dall’interno”. 
 
Le due ore di interventi, in sostanza, hanno prodotto soltanto un risultato inevitabile: l’approvazione della TARIC, malgrado a detta dei più (anche della maggioranza) il metodo di calcolo sia cervellotico, non chiarissimo e poco immediato. In attesa di capire ed osservare i prossimi capitoli di questa trama che, nel paradosso della narrazione, conferisce (termine non casuale) nuova dignità a ciò che per definizione è scarto, ci appare evidente una criticità forse scarsamente evidenziata: il ruolo decisivo, soprattutto nei mesi iniziali, degli operatori ecologici che dovranno registrare i mastelli assegnati a ciascun domicilio…senza sbagliare, pena una reazione a catena di malumori e ricorsi. Su questo ci scordiamo, forse, di un ulteriore passaggio: ALIA affida l’esecuzione del servizio ad una terza compagine, solitamente Cooperative Sociali di Tipo B (ovvero imprese sociali che promuovono l’inclusione lavorativa di soggetti fragili), i cui dipendenti si troveranno delegati, in questo processo e nel giro di pochi mesi, a ricoprire mansioni strategiche che includono un nuovo delicato ruolo di responsabilità.
 
 
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