Fra i Dilettanti di casa nostra circola un ritornello ultranoto, quando si fanno i conti di fine stagione: “Vincono sempre gli stessi…”. Gira che ti rigira, capita molto spesso che David Baccini, classe 1985, e Giovanni Ditommaso, classe 1981, abbiano il privilegio di festeggiare un titolo a fine anno: “Chi ha vinto di più tra i due? È una bella lotta. Di sicuro vogliamo continuare” sorridono i due bomber. Che hanno unito le forze, quest’anno: guidano l’attacco del Galluzzo per regalarsi l’accesso in Promozione, forti dei loro 84 anni in due e di centinaia di gol appuntati con orgoglio sul curriculum.
Sono passati vent’anni dall’ultima volta in cui avete giocato insieme. Nel frattempo, come vi siete ritrovati?
B: “Giova è un po’ invecchiato, ma nello spirito è uguale a vent’anni fa”.
D: “Baccio ha solo un po’ di barba bianca, ma per il resto è motivatissimo”.
Ma cosa ricordate di quel periodo a Fiesole, vent’anni fa?
B: “Io ero una quota, non un titolare. Giova era già un punto fermo dell’attacco, segnava a raffica come sempre. E vincemmo insieme la Promozione”.
D: “Ci allenava Massi, vincemmo il campionato. Poi le strade si sono divise. Mi ricordo un suo gol che ci fece vincere la partita a San Romano in Garfagnana: segnò Baccio in tap-in dopo un mio tiro che era stato ribattuto dal portiere. Si notava già che avrebbe fatto strada”.
Perché avete scelto il Galluzzo?
B: “Perché preferisco essere protagonista in Prima che comparsa in Promozione. Fra le tante offerte che avevo, era la più stimolante. E poi con Giovanni ho giocato quasi vent’anni fa a Fiesole e poi contro per tante occasioni in Lastrigiana-Grassina. Anche domenica è stato il migliore in campo. Difficile dire di no a un partner così”.
D: “Io sono un ambizioso per definizione, ho vinto dieci trofei in carriera e ogni volta sfido me stesso. Quando sono andato a Cerbaia ero il primo ad avere in mente l’idea di portarli in Promozione, ora col Galluzzo voglio replicare: è la mia seconda stagione in gialloblù e chissà che non sia quella buona”.
Dove può arrivare questo Galluzzo?
B: “È l’obiettivo più chiaro: a vincere il campionato. Vogliamo essere fra quelle che provano ad assaltare la Promozione”.
D: “In Promozione, ci auguriamo. Vogliamo rimanere agganciati il più possibile alle prime: ce lo siamo detti anche con la società”.
Chi farà più gol fra i due?
B: “Non lo so, spero lo stesso numero: un’ampia doppia cifra, magari. Sui rigori ci siamo messi d’accordo molto velocemente, ma se vuole tirarli è giusto lo faccia: non voglio passare avanti a nessuno, soprattutto a lui che è qua da più tempo di me”.
D: “Spero che entrambi ne faremo tanti. A me mancano 10 gol per quota 300, vorrei arrivarci. Ma alla prima giornata di campionato mi sono procurato un rigore e l’ho lasciato a lui: intanto, comunque, vediamo di farli entrambi. Sarebbe un ottimo segno per le sorti della squadra”.

Gli aggettivi e i numeri su di voi si sono sprecati: esperti, abili, 84 anni in due. Ma voi come vi definireste?
B: “Lui più artista, prende palla spalle alla porta, fa un palleggio e tira. Io nel colpo di testa sono il più scarso d’Europa, lui segna gol non banali. Io mi sento più uomo d’area: nel gioco vado più in giro, ma nei sedici metri sto benissimo”.
D: “Difficile. Io amo l’assist, lui è un finalizzatore. Secondo me siamo i Vialli-Mancini di casa Galluzzo”.
Chi è la concorrente più tosta per l’alta classifica?
B: “Dicono il Calenzano, ma so che sarà tutto molto equilibrato. Inserisco anche Novoli e Porta Romana: Guarducci mi ha allenato a Rignano, avrà ambizione”.
D: “Risalirà il Calenzano, senza dubbio, ma è attrezzatissimo anche il Quarrata. A meno che non sia il Galluzzo, nessuno ammazzerà il campionato”.
Una cosa che rubereste all’altro?
B: “Il colpo di testa: ne ha segnati di spettacolari. Poi è un artista, si inventa le cose sul momento: mi ricorda Quagliarella”.
D: “La sterzata in area: ci cascano tutti…”.
Una cosa che invece non rubereste all’altro?
B: “Il sinistro e l’età. Mi tengo i miei di anni”.
D: “Il destro, mi tengo il mio: se ci montano le gambe al contrario viene fuori un capolavoro (ride, ndr). Ma direi anche il colpo di testa: lui tiene sempre il collo indietro…”.
Qua vi pretendiamo sinceri. David Baccini, classe 1985. Giovanni Ditommaso, classe 1981. È il vostro ultimo anno da calciatori?
B: “Diciamo di sì. Altrimenti divorzio subito: a mia moglie sono sei anni che lo dico…”
D: “Sono cinque anni che dico che sarà l’ultimo anno! Me lo ero ripetuto anche prima di scegliere il Cerbaia, pensate voi… Ma per me, nonostante la fatica degli allenamenti, è impossibile mollare questo gioco: il pallone è la cosa che mi fa stare bene. Mi sono detto di riprovare quest’anno, poi ad aprile-maggio penserò a cosa fare”.
Un fioretto. Cosa fate se il Galluzzo sale in Promozione?
B: “Ci devo pensare. Sicuramente non posso dire che farò un bagno nell’Ema: quello me lo sono già giocato quando ho vinto col Grassina”.
D: “Potrei dire che smetto davvero… Ma è così difficile, mi mancherebbe troppo”.
