Aver paura in casa proprio (e non per i ladri!), è possibile in un paese civile? La storia che vi raccontiamo attraversa numerosi “cancri” della nostra Italia: l’impatto abnorme delle opere pubbliche, la prepotenza delle grandi società al cospetto di cittadini e istituzioni locali, l’appigliarsi alla forza dei media come unica possibilità di farsi ascoltare.
Qual è il costo del progresso?
Per un territorio come il nostro, collinare e paesaggistico, decisamente insostenibile.
Un punto di non ritorno che stiamo pagando a caro prezzo e, spesso, sulla pelle dei cittadini ripolesi, con una lente di ingrandimento centrata sugli antellesi. Lei, intesa come Antella, è la frazione che più delle altre si trova nella morsa serrata dell’”evoluzione” – rappresentata tristemente dal cantiere della terza corsia autostradale – e colpita, da quando i lavori sono attivi, da una serie di disgrazie in sequenza.
Chiedete ad Alberto, la cui casa in Via Labriola si è ritrovata sotto un metro di acqua ed ora vive in un alloggio provvisorio (pagato dal Comune) o ai negozianti di piazza Peruzzi, allagati dal fiume di detriti in discesa libera dall’area cantierizzata ai Pavesi.
Chiedete alle dodici famiglie antellesi di Via XXV Aprile che contano più crepe che stanze e si trovano costretti a lottare per un diritto (teoricamente) inviolabile: abitare sicuri e sereni in casa propria. E nell’affrontare questa battaglia che non dovrebbe appartenere a un paese civile, oltre alla giustificata indignazione, si sentono pure scherniti da Autostrade SPA – la cui presunzione di lavarsene le mani fa doppiamente incazzare – e scarsamente tutelati dall’Amministrazione Comunale, incapace di imporsi e imporre una soluzione idonea al colosso…”che fa e disfà” a suo piacimento.
Siamo al civico 13/c di via XXV Aprile, traversa di Via Spartaco Lavagnini dove, affacciandosi dalla finestra di cucina, si tocca con mano il nuovo muro che si erge verso il cielo. Una favola chiamata galleria. Passi il rumore che c’è e si sente, passi l’obbrobrio estetico che c’è e si vede. La gravità della situazione è ben maggiore ed è relativa a danni strutturali all’immobile: nella sala di Serena e Lapo, che vivono qui dal 2013, una cretta invadente coinvolge un’intera parete mentre altre più lievi sono diffuse per la casa. 
Per le scale del condominio ogni piano è marcato da squarci sul muro mentre la crepa più impressionante è nel piccolo corridoio che conduce ai garage dove la frattura scomoda i centimetri. Al limite dell’abitabilità, già ben oltre il viver sereni: gli inquilini sentono nel corso della notte rumori sinistri, scricchiolii, suoni che indicano progressivo peggioramento e cedimento.
Provate voi a non perdere il sonno in questa situazione?
E mentre i rappresentanti di Autostrade non si vedono dal 2019, l’Ing. Nardi, assoldato dai condomini per valutare lo stato dell’arte dello stabile, è stato chiaro nell’ultima perizia di Ottobre 2021:
“Il processo è in continua evoluzione negativa, ci stiamo avvicinando al punto in cui professionalmente non potrò garantire la sicurezza dei luoghi”.
Dal 2016 a oggi: quelle crepe…nate per caso!
Nel 2016 la società Pavimental (colei che realizza i lavori per Autostrade SPA), commissionò allo Studio Mattioli la redazione dei cosiddetti Testimoniali di Stato per definire la condizione degli immobili adiacenti al cantiere alla vigilia dell’avvio dei lavori: nell’atto si dichiaravano gli stabili in salute salvo metter le mani avanti e riportare, alla pag.2 della relazione, che
“le lavorazioni comportano il possibile cedimento di terreni in prossimità del tracciato per effetto della variazione delle pressioni delle falde acquifere locali, alla realizzazione di rilevati e di trincee che potrebbero causare problemi di stabilità ad alcuni versanti prospicienti centri abitati”.
Ciò che poteva accadere, in quanto attestato dallo studio ingegneristico (commissionato da Pavimental, lo ricordiamo!), è puntualmente accaduto: il cantiere ha alterato le falde acquifere sotterranee e, di conseguenza, le fondamenta della struttura non hanno più trovato l’originario appoggio, iniziando il processo incontrovertibile di cedimento.
Le prime crepe nel 2017, altre e di nuove negli anni successivi, infine la situazione degenerata con la comparsa di rumori nel 2021. E ora? Le sei famiglie del condominio più a rischio hanno richiesto una perizia all’Ing. Nardi e avviato un monitoraggio statico quotidiano: tutto, chiaramente, a loro spese. La soluzione definitiva per rimanere in casa propria, invece, sta nell’esecuzione di lavori di palificazione che metterebbero in sicurezza l’immobile: costo quantificato in circa 130.000 euro.
Chi paga?
Autostrade, dicono i condomini.
I condomini, dicono Autostrade.

E in questa trattativa a perdere (per i cittadini!), come fossimo sulla spiaggia a contrattare occhiali da sole, c’è chi cerca di fare il furbo: ad inizio 2021, infatti, Autostrade SPA aveva offerto un ristoro di 70.000 euro alle famiglie, ritirando tuttavia la proposta poche settimane dopo. Il motivo? Nessun rapporto di causa-effetto tra il cantiere della Terza Corsia e le crepe alle case.
Nate dunque per caso o comunque per altri motivi: una ventata, forse o la tv sempre ad un volume troppo alto. Chissà. Ma non per il cantiere, ecco.
Assurdità che ha fatto definitivamente arrabbiare i cittadini, la cui reazione ha coinvolto mass media, stampa, tv con articoli di giornali, servizi televisivi e l’arrivo di Striscia la Notizia, decisivi nell’intaccare l’immagine pubblica dell’ente e, infine, convincere Autostrade SPA ad avanzare una nuova offerta che arriverà ad inizio della prossima settimana.
“Vorremmo risolvere il contenzioso per vie stragiudiziali ma accetteremo la proposta di Autostrade SPA solo se sarà adeguata ovvero consona ai danni causati alle nostre famiglie e alla spesa da sostenere per mettere in sicurezza l’immobile. Altrimenti andremo per vie legali”, dicono i condomini.
“Vogliamo chiudere la vicenda il più in fretta possibile, siamo sfiniti da questa incertezza che pende sulle nostre teste.”










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