La depressione sulle sponde dell’Ema si fa plumbea, ennesima sconfitta, la quinta in campionato su otto giocate.
I rossoverdi provenivano da quel 3 a 0 inflitto all’Ovest, pareva lo squillo iniziale di una marcia trionfale, ma così non è stato: i 90 minuti successivi hanno raccontato una storia diametralmente opposta a una riscossa.
La sfida inizia con un equilibrio che regge pochi giri di orologio, la Baldaccio si fa intraprendente e guadagna una punizione (distante dalla porta, dunque apparentemente innoqua): l’estremo rossoverde viene sorpreso dalla battuta di Mortaroli per l’1 a 0 Baldaccio.
I rossoverdi non fanno in tempo a reagire che i locali usufruiscono di un rigore. Al 20º la sfida è sul 2 a 0 dopo la battuta di Benedetti.
Il Grassina prova a riversarsi in avanti, ma non trova la rete nei minuti immediatamente successivi. La marcatura della speranza arriva un po’ per caso negli ultimi istanti della prima frazione quando un difensore bianco verde, Piccinelli, devia nella propria porta un cross grassinese.
Si chiude così la prima frazione, nello speranzoso urlo dei tifosi rossoverdi che animano l’impianto aretino per tutti i 90 minuti.
La seconda frazione è un nonologo rossoverde, peccato che i ragazzi di Pozzi diano vita ad un blaterìo che non porta a niente.
Hanno a disposizione 45 minuti in cui i locali non fanno che amministrare un minimo vantaggio, senza provare a pungere se non in sporadiche occasioni; eppure i rossoverdi buttano alle ortiche ogni occasione possibile, l’ultima capitata sul destro di Cavaciocchi che al 93º ciabatta una sorta di rigore in movimento.
Il Grassina resta ultimo, tremendamente ultimo, miseramente ultimo! Qui c’è bisogno di una scossa, forte, decisa e decisiva.
Il campionato è breve, maledettamente breve, ogni occasione buttata via è una occasione persa benché imperdibile, per risollevarsi.
Poco da aggiungere: Grassina non merita questo.







