Il Rione delle Sante Marie è, nella categorizzazione imprunetina, il rione goliardico: quello del talent show durante la sagra delle ficattole o dell’exploit televisivo dei “Cugini della Campagna” che fecero faville a Italia’s Got Talent qualche anno fa. Insomma, una realtà che sa anche prendersi in giro ed ironizzare sulle “disgrazie” di classifica: “Quest’anno s’arriva dietro anche alla Banda…”, dicono gli imprunetini scaramantici. Tuttavia, le Sante Marie non trionfano in piazza dal 2011 ed hanno bisogno di un colpo di testa, o di genio, per ritrovare i fasti d’un tempo. Ci proveranno, ovviamente, grazie ad una coppia di progettiste al femminile, diventate amiche inseparabili proprio sotto i tendoni delle Sante Marie: Irene Soffici e Viola Bruni, classe 1992 e 1993, arrivate in piazza Nova in momenti diversi e diventate adulte a suon di avventure settembrine.
Irene e Viola, è la prima volta insieme…da progettiste, giusto?
“Si, ma non è un esordio assoluto alla progettazione. Il rione è entrato nelle nostre vite in momenti differenze: io, Viola, avevo appena dieci anni, Irene era già una donna adulta. Abbiamo già avuto l’onore, entrambe, di veder realizzato un proprio progetto in piazza Buondelmonti, singolarmente, senza riuscire ad alzare la coppa…magari unendo le forze, stavolta, ci riusciamo!”
Che progetto portate per il centenario?
“Si intitola “Canto di Vite” e racconta la leggenda della nascita dell’uva. E’ molto più di una semplice storia e porta con sè un messaggio molto profondo ed attuale…che ovviamente scoprirete soltanto domenica. L’idea di questo progetto risale a molto tempo addietro, abbiamo deciso di tornare a lavorarci sopra circa due anni fa, più precisamente al termine della sfilata per la Festa dell’Uva del 2024. Appena uscite di piazza abbiamo iniziato a pensare all’anno successivo ma poi ci abbiamo messo la testa dopo il 2025, perfezionando il tutto per il centenario.”
Cosa significa, per voi, essere progettiste?
“E’ contemporaneamente un grande onore ma soprattutto un grandissimo, enorme, gigantesco impegno. Significa essere reperibili h24 per un intero mese, è necessario essere duri e diplomatici, pronti a cambiare idea e a sostenere i propri punti fermi, ascoltare tutte le persone che pretendono attenzione cercando di mettere insieme i pezzi migliori: insomma è un po’ come essere dentro una centrifuga, ma una centrifuga bella! E’ complicato spiegare, a chi non lo vive dall’interno, quanto lavoro ci sia dietro ogni progetto, è qualcosa che ti prende ogni secondo della giornata, a livello mentale e fisico: c’è sempre qualcosa a cui pensare, un problema da risolvere, un’idea che va sviluppata diversamente in corso d’opera. Per questo, però, dobbiamo dire di essere fortunate: il nostro rione non ci lascia mai sole e ci sono tantissime persone che permettono di mandare avanti questa macchina spettacolare”.
Cosa significherebbe vincere la 100° Festa dell’Uva?
Beh, sarebbe un sogno!
Lanciatevi in un pronostico di classifica finale: come finisce la centesima?
“Non ci esprimiamo…per scaramanzia”.
E cosa augurate al vostro rione in vista della fatidica domenica?
“Al nostro rione e ai nostri rionali auguriamo una sola cosa: di continuare ad essere usignoli…domenica scoprirete cosa vuol dire!”
