Urge una soluzione. Alcune aree di Firenze vivono difficoltà quotidiane che sono più gravi e grandi persino di traffico, cantieri, code e smog. Sono più avvilenti e deleterie in ottica sociale e personale, gravano sull’economia dei cittadini e su un tessuto socioeconomico che non riesce più a reggere entrate a gamba tesa così frequenti: affitto, tasse, pressione fiscale, le persone che acquistano meno e online…infine il colpo di grazia sferrato da spaccate, furti, assalti ai negozi di vicinato.
E’ una questione oltremodo seria, divenuta piaga da circa un anno, monitorata dal Comitato Cittadini Attivi che presidia la zona e sensibilizza opinione pubblica, forze dell’ordine, Istituzioni: questa mattina, accompagnati da Simone Gianfaldoni, presidente del suddetto Comitato, siamo stati a fare un giro nelle vie più martoriate dai balordi delle spaccate. Luogo: nel quadrilatero di piazza San Jacopino, Via Toselli, Via Galliano, Via Monteverdi. Quartiere: q1, ovvero la periferia del centro storico, in un’organizzazione delle aree cittadine rivedibile e non semplice da gestire.
Qui, soltanto nell’ultima notte, si sono verificate due spaccate ed una rapina ad una signora anziana. Se andiamo poco più indietro nel tempo, si contano tre spaccate riuscite nelle ultime 24 ore ed altre due tentate ma fallite. Siamo oltre la dose quotidiana, ben oltre il sostenibile. Quando arriviamo sul posto, alle 10.00 di questa mattina, giovedì 17 luglio, un gruppo di cittadini staziona già di fronte ad un negozio: al civico 44 di via Monteverdi, a pochi metri di distanza dall’ex Astor dove è stata rapita la piccola Kata, il vetro del negozio “Arte e fantasia” non c’è più, divelto e distrutto, assaltato con un tombino preso per strada.
La parrucchiera Tiziana è stata svegliata alle 5:00 di notte, i Carabinieri sotto casa per comunicare l’effrazione violenta alla sua bottega: “E’ la seconda volta negli ultimi 8 mesi. Ho questo negozio da 25 anni e pago un affitto consistente. Adesso andremo in vacanza, lascio la bottega con l’ansia di ritrovarla in frantumi”. Il presidente del Comitato Gianfaldoni le ricorda: “Vai subito a denunciare”. Ci andrà. Cosa è stato portato via? Niente, la cassa era vuota, nessun prodotto, il malvivente non ha trovato ciò che cercava, probabilmente soldi in contanti. Le conseguenze, pertanto, sono economiche rispetto ai danni da pagare e risolvere, una giornata di lavoro perso, il disagio di sentirsi violati, le noie della denuncia e di un risveglio brusco. I Carabinieri, dopo aver prelevato la donna dalla propria abitazione, sono tornati sul luogo del misfatto, documentando l’accaduto: c’è chi, tra gli abitanti del condominio soprastante il negozio, ha udito i rumori molesti, si è affacciato e ha visto l’uomo, avvistato con un cerotto bianco su una gamba.

A duecento metri circa, sulla stessa via Monteverdi, alle 4:27 di questa notte, si è registrata una seconda spaccata avvenuta con le medesime modalità: è molto probabile che l’artefice sia il medesimo e qui, a differenza del primo episodio, le telecamere della palazzina di fronte hanno ripreso la scena. Si vede un uomo, armato di tombino, intento a dare colpi netti alla vetrata di Mano Viva, negozio di tatuaggi aperto nel 2018, fino a romperla. Poi entra, scruta nel buio della notte, anche stavolta senza trovare contanti. Esito: 1.600 euro di costo per ripristinare la vetrata blindata.
Nel quartiere, quello delle spaccate, è un tema che tiene banco: un tempo al bar si parlava della Fiorentina, oggi si fa il conteggio della nottata trascorsa. Prendiamo un caffè ad un locale di Via Monteverdi, un signore, vedendoci da lontano, si esprime con un sacrosanto “Un ci si fa più con queste spaccate, anche stanotte due”. E via così: i cittadini chiedono vicinanza da parte delle Istituzioni comunali, attenzione rispetto ad un fenomeno difficilmente controllabile, una riflessione seria e dialogo tra politica e forze dell’ordine.



