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Uccisione di Laura Frosecchi, omicida condannato a soli 14 anni. il fratello Gianni: “Nessuna giustizia”

Le parole di Gianni Frosecchi, fratello di Laura, vittima di femminicidio, dopo la fine del processo al suo omicida Mattia Scutti. La tragedia risale all’ottobre 2024, quando il giovane nipote di Laura estrasse una pistola pochi minuti prima delle 10:00, sparando almeno 4 colpi all’interno dell’alimentari di famiglia a Chiesanuova (San Casciano Val di Pesa) ed uccidendo la donna. Queste le dichiarazioni del fratello dopo la condanna a 14 anni di carcere per l’assassino:
“Ieri si è concluso il processo per l’omicidio di mia sorella Laura. La sentenza lascia addosso un senso di vuoto e di amarezza che nessuna parola può colmare. ​14 anni di carcere e 8 di misura di sicurezza. Per una donna uccisa con crudeltà, per motivi futili, questa non è una risposta accettabile. Non contesto il giudice, che ha applicato le norme vigenti, ma contesto la legge stessa: così com’è, oggi non ci fa sentire rappresentati.
 
​Come fratello, come famiglia, siamo devastati. L’unica cosa che avrebbe potuto darci un minimo di sollievo era sentire che per Laura fosse stata fatta piena giustizia. Questo, purtroppo, non è accaduto. ​Laura aveva tutta la vita davanti. Stava costruendo il suo futuro con sacrifici e dedizione, e tutto questo le è stato tolto con una violenza inaudita. A noi resta il dolore e la responsabilità di non farla dimenticare.
 
Ma sentiamo anche il dovere di difendere e riscattare la sua dignità.
​Laura non era ciò che qualcuno ha cercato di dipingere per giustificare l’ingiustificabile. Le accuse di dileggio, usate come scudo, non hanno trovato alcun riscontro nelle indagini; sono state solo ferite ulteriori inferte alla sua memoria. Non possiamo accettarlo.
​Continuare a parlarne è un dovere civile. Perché le tragedie non arrivano mai per caso: sono precedute da silenzi, segnali ignorati e responsabilità non affrontate. Dal processo è emersa anche la profonda omertà che ha avvolto questa vicenda, contribuendo al suo tragico epilogo.
 
​Se vogliamo davvero evitare che altre famiglie vivano il nostro calvario, dobbiamo avere il coraggio di vedere prima, ascoltare prima, intervenire prima.
​Per Laura.
Per tutte le donne che non hanno più voce.
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