(ANSA) La squadra mobile di Firenze ha arrestato in flagranza due italiani di 26 e 49 anni, già noti alle forze dell’ordine, per truffa aggravata, possesso di documenti di identità con nomi falsi e di tesserini di riconoscimento con il logo della polizia di Stato. I due, si spiega dalla questura, sono stati anche trovati in possesso di monili per 12.000 euro ritenuti frutto di raggiri messi a segno con la tecnica del falso poliziotto.
Entrambi sono stati bloccati poco dopo una truffa del falso poliziotto a una 79enne italiana, in via Pisana a Firenze. Da quanto spiegato la squadra mobile stava svolgendo accertamenti per una truffa avvenuta giorni fa quando la probabile auto impiegata dagli autori del raggiro è stata individuata parcheggiata in centro nel corso di mirati servizi di controllo del territorio. Sono stati quindi seguiti i movimenti di una coppia di uomini che, a bordo della vettura, hanno raggiunto via Pisana, dove, scesi dall’auto, sono entrati in una casa. All’uscita i due sono stati fermati e trovati in possesso dei monili, e dei documenti e dei tesserini falsificati. L’abitazione in cui erano entrati era quella della 79enne che, come ricostruito dalla squadra mobile, sarebbe stata contattata per telefono da un sedicente poliziotto che le comunicava che gli autori di una rapina in gioielleria erano fuggiti con una auto con targhe a lei intestate.
Il finto poliziotto avrebbe avvertito sia la vittima sia il figlio presente in casa, che due agenti si sarebbero presentati alla sua abitazione per confrontare i gioielli da lei posseduti con quelli della rapina. E così è stato: a casa dell’anziana si sono presentati due uomini, identificati poi come il 26enne e il 49enne fermati, che si sarebbero qualificati come poliziotti facendosi consegnare tutti i gioielli presenti in casa.
All’uscita i due hanno però trovato i veri poliziotti che li hanno arrestati. Nei loro confronti, all’esito dell’udienza di convalida, disposta la misura della custodia cautelare in carcere. Sono in corso accertamenti per accertare collegamenti della coppia al precedente episodio di truffa.



