Il corpo di un uomo, morto da diverso tempo, è stato ritrovato in un baule nella casa dove viveva con l’anziana madre e i fratelli a Sant’Angelo a Lecore, in provincia di Firenze. Il cadavere è stato scoperto durante un’ispezione dei vigili urbani, attivati da una segnalazione.
Al momento sono ancora ignote le cause del decesso ma dai primi accertamenti sarebbero esclusi atti violenti. Nell’abitazione è arrivato il pm di turno in procura a Firenze, che sentirà i familiari, l’anziana madre – trovata in stato di denutrizione – e i due fratelli, due uomini tra i 30 e i 40 anni. Le condizioni del cadavere farebbero risalire la morte a molto tempo prima del ritrovamento, che c’è stato stamani con una perquisizione nell’abitazione. La casa è in via Nievo, nel comune di Campi Bisenzio (Firenze). Gli stessi vigili urbani avevano fatto un primo intervento la sera del 12 dicembre in base a una segnalazione che hanno ricevuto, non è chiaro al momento se dai vicini o dal 118. In quella prima ispezione di venerdì non era però emerso nulla, poi stamani sono tornati e in una delle camere hanno individuato il baule con il cadavere.
La donna era in gravi condizioni di salute ed è stata ricoverata in ospedale. I figli sono stati accompagnati presso gli uffici della polizia locale di Campi e sono stati sentiti. Da quanto emerge la famiglia non risulta fra quelle seguite dagli assistenti sociali. (ANSA).

AGGIORNAMENTO
Il corpo è quello di un adulto di 32 anni, figlio della 70enne ammalata e fratello di altri due uomini tra i 35 e i 40 anni: ad un primo esame non presenta segni di violenza e quello che emerge è una vicenda di solitudine ed emarginazione dai contorni di un film horror. I quattro, tutti italiani, vivevano nella stessa casa, conosciuti dagli altri abitanti del paese con i quali però i contatti erano ridotti ai minimi termini. A scoprire il cadavere sono stati i vigili urbani di Campi Bisenzio, che si sono attivati su una serie di segnalazioni molto circostanziate arrivate in centrale. “In quella casa c’erano tre fratelli, uno non lo si vede da molto tempo, andate a controllare”, è stata la dritta arrivata da più voci che insistevano affinché le autorità andassero a dare un’occhiata in quella casa per capire come stavano di preciso le cose.
L’abitazione è in località Madonnina di Sant’Angelo a Lecore, in pratica una sottofrazione del comune. E così è partito il controllo, prima coi servizi sociali poi con la polizia giudiziaria. Dentro il baule, qualcuno dice una specie di cassapanca, c’era il cadavere proprio di uno della famiglia che sta in fondo a via Ippolito Nievo, in un villino a due piani, con la ringhiera colorata di rosso.
“Laggiù ci stanno solo loro di casa e non ci va quasi mai nessuno”, hanno detto i vicini agli addetti del Comune. Un’unica abitazione isolata nella campagna e lontana dalle autostrade, dalla ferrovia, dall’aeroporto, dalle industrie, in direzione verso Prato. La polizia municipale ci è andata due volte, in poche ore. La prima venerdì sera. Gli agenti hanno trovato la madre in gravi condizioni cliniche, denutrita, tanto che poi è stata ricoverata in ospedale dove si trova tuttora. I due figli sono stati trovati e, appunto, mancava il terzo. Dov’era? Le risposte evasive hanno convinto i vigili a ritornare la mattina successiva. Con loro c’era un assessore del Comune di Campi Bisenzio. Il controllo è stato più mirato e hanno ispezionato l’abitazione: il baule era in una camera. Così è stato scoperto che la madre e i fratelli avevano continuato a vivere col familiare morto all’interno dell’abitazione.
Ora ovviamente ci sarà l’autopsia per determinare causa e tempo della morte, già disposta dal pm che ha fatto un sopralluogo nell’abitazione. La salma, scheletrificata, è stata trasferita all’istituto di Medicina Legale di Careggi come ha disposto il magistrato di turno della procura di Firenze. Alla casa sono stati messi i sigilli. E oggi, mentre la madre era curata in ospedale, i figli sono stati accompagnati presso gli uffici della polizia locale di Campi, dove li hanno sentiti. Saranno ospitati dal Comune in una “struttura di emergenza”. Per ora non è chiaro il ‘perché’ quel cadavere fosse lì da così tanto tempo, ma la mancanza di soldi anche per fare il funerale è una delle ipotesi che si fa largo a Campi Bisenzio.
Inoltre, da quanto emerge, la famiglia non risulta fra quelle seguite dagli assistenti sociali né dal servizio di Salute mentale della Asl. Lorenzo Ballerini, assessore al sociale di Campi, così come il sindaco Andrea Tagliaferri sono sbalorditi. “Quanto accaduto é un fatto che ci lascia senza parole – dicono – Una storia di fragilità, sofferenza e solitudine che deve interrogare tutti noi e tutta la nostra comunità”. Da un punto di vista ‘tecnico’, Ballerini spiega che “nelle scorse ore, a seguito di alcune puntuali segnalazioni, il servizio sociale si è prontamente attivato e, in rete con il servizio infermieristico, è entrato in contatto con loro”, quindi è stato necessario intervenire con la polizia locale. “Proprio grazie all’immediato intervento dei servizi e alla collaborazione con la polizia municipale – conclude l’assessore – siamo riusciti ad intervenire e fare luce su questa drammatica situazione”.
